Lettera al risparmiatore

OVS, il rinnovamento di prodotti e immagine spinge il business

Strategia. Nell’esercizio previsti 80 milioni di investimenti capitalizzati: focus sulla efficienza operativa. Il rischio del calo del potere d’acquisto delle famiglie

di Vittorio Carlini

(IMAGOECONOMICA)

5' di lettura

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L’incremento dell’efficienza operativa. Poi: da un lato, l’arricchimento dell’offerta dei prodotti; dall’altro, il continuo miglioramento di posizionamento e proposizione del business.

Sono tra i focus di Ovs a sostegno dell’attività. Il gruppo, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, ha archiviato lo scorso esercizio (chiuso il 31/1/2023) con ricavi e redditività rettificati in rialzo. Le vendite nette sono state 1,51 miliardi, in aumento dell’11,3%. L’Ebitda è cresciuto del 22,4% mentre l’utile netto è salito a 78,4 milioni. Riguardo invece alla marginalità (sempre rettificata), il rapporto tra gross margin (margine industriale) e ricavi è stato del 57,1% (56,7% un anno prima). L’Ebitda e l’Ebit margin, dal canto loro, sono saliti rispettivamente all’11,9 (10,8%) e 7,9% (6,6%). Una duplice dinamica, quest’ultima, che indica come l’espansione del giro d'affari si sia trasformata in corrispondente redditività.

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BILANCI A CONFRONTO

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IL DEBITO

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Efficienza e digitale

Ciò detto una priorità, che attraversa diverse aree del business è, per l’appunto, l’efficientamento operativo. Nell’esercizio 2023-24 il gruppo prevede circa 80 milioni d’investimenti capitalizzati (erano stati 80,8 milioni in quello precedente). Di questi circa il 20% è appannaggio delle nuove aperture di negozi; il restante 80%, invece, è più o meno pariteticamente dedicato alla ristrutturazione dei punti vendita e, per l’appunto, all’It e logistica.

I CAPEX AZIENDALI

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In particolare, entro la fine dell’anno, è prevista l’entrata in funzione di un nuovo magazzino automatizzato. Gli investimenti complessivi per la sua realizzazione ammontano intorno a 30 milioni, di cui circa un terzo è contabilizzato nell’esercizio in corso. L'impegno è, tra le altre cose, finalizzato ad aumentare, e migliorare, la movimentazione dei prodotti. In tal senso la nuova struttura, riducendo i costi della stessa movimentazione, agevolerà ad esempio la fornitura “customizzata” dei negozi. Cioè: dovrà permettere la consegna ai punti vendita dei prodotti specifici di cui hanno bisogno. Non solo. Lo sforzo sull’efficientamento è, evidentemente, collegato alla continua digitalizzazione del business. Sia sotto il profilo dello sviluppo del canale online, che dell’informatizzazione della società.

Così, tra le altre cose, può ricordarsi il programma cosiddetto “Ship from store – disponibilità allargata”. Il sistema consente, sfruttando anche gli interventi già descritti, di accedere ai prodotti disponibili nei singoli negozi per supportare gli acquisti realizzati in Internet. Un approccio che, da una parte, rappresenta uno dei modi in cui può concretizzarsi l’integrazione tra canale di vendita fisico e quello digitale; e, che dall’altra, conferma il focus sull’efficientamento dell’azienda.

Già, il miglioramento dei processi. Il fil rouge è da riscontrarsi, anche, nel centro d’innovazione previsto in Puglia. Qui, tra le altre cose, saranno implementati, con l’uso della stessa intelligenza artificiale, soluzioni che consentano, ad esempio, di migliorare l’analisi dei dati sul trend della domanda. Di nuovo: c’è la ricerca di più efficienza.

Prodotti e presentazione

Ma non è solo questione di maggiore efficacia. Altro focus riguarda la proposta di prodotto. Su questo fronte la società punta ad arricchire l’offerta. Come? Ad esempio, nell’ambito premium, con il lancio di Piombo Kids. Inoltre, nella primavera del 2024, uscirà dalla fase “pilota” il progetto sull’intimo. Ad oggi i negozi di underwear, tutti in franchising, sono circa 15. Il programma, dice l’azienda, prosegue in maniera positiva ed è vaglio se lanciare, oppure no, un marchio ad hoc per il business in oggetto.

Ciò detto, in parallelo con le strategie sull’abbigliamento, OVS vuole allargare la presenza nei prodotti per la cura della persona, negli accessori e, in particolare, nella gioielleria. Ad oggi i Mt2 destinati al “non abbigliamento” sono intorno a 30.000. L’obiettivo, da un lato, è arrivare, nel medio periodo, a destinare a queste tipologie merceologiche circa il 10% della metratura complessiva del gruppo; e, dall’altro, di riuscire a generare dal “non abbigliamento” circa il 10% del fatturato consolidato.

A ben vedere, simili sforzi sono accompagnati, peraltro non da oggi, dall’impegno sul fronte del miglioramento e aggiornamento della presentazione dell’offerta. Il focus riguarda gli stessi negozi fisici. Rispetto ad essi, infatti, il gruppo prosegue nel programma di rinnovo dell’intera rete. In particolare, nel 2023, dovrebbero essere circa 40 quelli oggetto di “refurbisment”.

Ciò detto, più in generale, l’azienda, anche a fronte del fatto che il canale fisico - nel post covid- ha riacquistato importanza, punta a nuove aperture. Con il marchio OVS dovrebbero, nell’anno in corso, essere 7-10. Riguardo, invece, ad Upim la prospettiva è realizzarne 6-8 nel 2023 per, successivamente, accelerare in seguito. Infine: il franchising. Questo è sfruttato da OVS per i negozi più piccoli, in aree con più bassa densità di popolazione e minore concorrenza. Uno strumento peraltro che, unitamente all’e-commerce, è anche una leva per l’espansione oltreconfine. Il gruppo, su questo fronte, guarda a diversi Paesi: dalla Spagna alla Francia fino ai Balcani, Arabia Saudita ed Emirati Arabi uniti. Con riferimento, invece, a brands intende soprattutto sfruttare OVS, OvsKids, Stefanel e lo stesso Piombo.

LA RETE DEI NEGOZI

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Recessione e potere d'acquisto

Sennonché il risparmiatore rimarca l’aumento degli oneri legato alle dinamiche inflattive, ad esempio, delle materie prime, dell’energia o dei trasporti. Un andamento che incrementa il costo del venduto e impatta la redditività delle aziende, compresa OVS. La società rigetta il timore.

Il gruppo, riguardo al 2022, ricorda in primis che il rialzo dei noli è stato contrastato attraverso contratti a termine non soggetti alla volatilità dei prezzi spot. Inoltre, con riferimento al caro energia, l’incremento è stato per metà limitato grazie ad intese di fornitura a prezzi bloccati. Infine, dice sempre Ovs, altri maggiori oneri sono stati traslati sul listino finale. Un passtrough il quale, da un lato, è stato agevolato dallo stesso incremento e miglioramento dell’offerta aziendale; e che, dall’altro, ha contribuito all’incremento della marginalità rettificata. Al di là di ciò, e rispetto al 2023, OVS sottolinea che sia la quotazione delle materie prime che quella dell’energia sono in calo. Dal che, le prospettive sono positive.

Ciò considerato può, però, ulteriormente obiettarsi che la frenata delle economie, in scia alle strette di politiche monetarie, induce minore potere d’acquisto in capo alle famiglie. Una condizione la quale, riducendo la domanda di prodotti di OVS, può incidere sul business. Il gruppo, pure conscio della situazione, invita ad un’analisi articolata. In primis, viene spiegato, negli ultimi anni la spesa pro capite in abbigliamento in Italia è già scesa molto. Quindi è probabile che si sia arrivati al livello minimo. Inoltre, spiega la società, il gruppo, grazie al migliore rapporto qualità prezzo e al nuovo posizionamento, sta acquisendo clientela da nuove fasce reddituali.

Lo stesso incremento dello scontrino medio - da 27 euro nel 2019 ai 33 euro oggi - né l’indiretta dimostrazione. Con il che il gruppo, rispetto al tema in questione, professa fiducia. Quella stessa fiducia che conferma riguardo al trend del circolante. Il net working capital, al 31/1/2023, risulta in crescita. In particolare c’è l’aumento della voce contabile del magazzino. Ebbene: la società sottolinea che il trend dell’i nventory, al fine di fronteggiare i problemi legati alle supply chain, è stato voluto. Non solo. Ovs indica che il magazzino in oggetto è di buona qualità perché essenzialmente riferito alla primavera/estate 2023.

Ciò detto, il gruppo, rimarcando come la situazione sulle filiere di approvvigionamento vada normalizzandosi, indica prospetticamente che l’inventory è destinata a scendere insieme al capitale circolante netto. A fronte di un simile contesto quali, allora, le prospettive sull’intero esercizio? Il gruppo indica che il primo trimestre va bene e, riguardo ad esso, è attesa una crescita a doppia cifra percentuale. Più in prospettiva, invece, la società indica di essere confidente nel concretizzare un 2023 con performance finanziarie ed economiche positive.

FOCUS

La rete di negozi
Alla fine del l’ultimo esercizio (31/1/2023) il gruppo ha 2.169 stores. Di questi, secondo quanto indicato nelle slide di presentazione dei dati di bilancio, 1.320 sono in franchising e i restanti 849 sono Dos.

Per approfondire:

L'andamento del titolo

Analisi tecnica

L'analisi di Finlabo research

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