Oro di nuovo al record storico, insieme ad argento e rame
Il metallo giallo supera 4.400 dollari l’oncia, l’argento sfiora quota 70 dollari e il rame si avvicina ai 12mila dollari per tonnellata
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Il rally di fine anno è un classico, quasi come il panettone. Ma per i metalli (preziosi e non) il 2025 si sta davvero concludendo col botto. Anche l’oro è di nuovo a livelli record, dopo aver ritrovato slancio in una corsa che dura da quasi quattro anni: lunedì 22 ha superato 4.400 dollari l’oncia e si è spinto fino a un picco di 4.420,35 dollari sul mercato spot londinese, in rialzo di quasi il 70% da inizio anno e ben oltre il precedente massimo storico (4.381 dollari) che resisteva da ottobre.
In parallelo prosegue l’ascesa vertiginosa dell’argento, ormai vicino a superare anche l’asticella dei 70 dollari l’oncia, con un progresso vicino al 140% nel 2025 (la punta è stata a 69,45 dollari). Per entrambi i metalli bisogna tornare indietro nel tempo fino al 1979 per ritrovare performance paragonabili.
Sempre nella giornata di lunedì 22 il platino ha aggiornato il massimo da 17 anni (a 2.057,15 dollari l’oncia per l’esattezza) mentre il palladio, con un balzo di oltre il 4%, si è spinto fino a 1.786,45 dollari: un prezzo che non raggiungeva da circa tre anni.
Nel frattempo anche il rame ha aggiornato il record storico, avvicinandosi a grandi falcate alla soglia psicologica di 12mila dollari per tonnellata: al London Metal Exchange (Lme) il contratto benchmark, quello a tre mesi, è arrivato a 11.996 dollari.
Per il metallo rosso l’ultimo strappo al rialzo è in parte legato all’accordo con cui la cilena Antofagasta e una fonderia cinese hanno appena fissato a zero il compenso per la lavorazione dei concentrati nel 2026: anche questo è un record storico, perché a livello contrattuale i cosiddetti Treatment and Refining Costs (TC/RC) non erano mai stati così bassi.



