Trend al rialzo

Metalli preziosi in rally: argento e platino ai massimi storici, oro vicino al record

Rally esteso a tutti i metalli preziosi. A sostenerlo un boom di investimenti e nel caso del platino anche il parziale dietrofront della Ue sulle auto elettriche

di Sissi Bellomo

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Oro di nuovo vicino al record storico, argento che continua a correre, lasciandosi per la prima volta alle spalle anche la soglia di 65 dollari l’oncia. E platino che vola ben oltre 1.900 dollari, ai massimi dal 2008, trainato anche dalla parziale retromarcia dell’Unione europea sulla mobilità elettrica: le auto con motori a combustione montano marmitte catalitiche e questa è la maggiore fonte di domanda per il metallo.

I metalli preziosi continuano a rimanere sotto i riflettori in quest’ultimo scorcio del 2025: anno di performance davvero eccezionali, destinate secondo molti analisti a proseguire anche nel 2026. Protagonista assoluto da qualche mese a questa parte è l’argento, il cui valore da inizio anno è più che raddoppiato: +128% il rialzo fino a mercoledì 17 quando ha raggiunto un picco di 66,52 dollari sul mercato spot londinese.

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Il trend del platino e dell’oro

Tra i campioni di performance c’è anche il platino, che si ugualmente apprezzato di oltre il 100% nello stesso periodo (con una punta mercoledì a 1.935 dollari), mentre il palladio, anch’esso impiegato nei catalizzatori, ha guadagnato circa l’80% nel 2025 e mercoledì ha toccato i massimi da due mesi (1.652 dollari/oncia).

E poi c’è l’oro, che nel 2025 si è apprezzato “solo” del 65% ma che corre da più di tre anni e non smette di stupire: il rally ha ritrovato slancio e le quotazioni mercoledì 17 si sono spinte fino a 4.346,20 dollari sulla piazza britannica, poche decine di dollari dal record storico, che il lingotto quest’anno ha aggiornato una cinquantina di volte.

L’ultima risale a ottobre, quando aveva raggiunto 4.381 dollari l’oncia. Poi c’era stata una brusca correzione, addirittura sotto quota 4mila dollari, seguita da una fase di stabilizzazione intorno a 4.200 dollari. Infine è iniziata la ripresa, che nell’ultima settimana – dopo la riunione del comitato monetario della Federal Reserve – ha guadagnato forza.

Gli effetti delle decisioni della Fed

Che la banca centrale Usa tagliasse i tassi di interesse di 25 punti base era scontato. Ma a sorpresa ha anche avviato un piano di acquisto di titoli a breve da 40 miliardi al mese, qualcosa che si avvicina al Quantitative easing. E il mercato confida in un ulteriore allentamento della politica monetaria nei prossimi mesi, quando tra l’altro al vertice della Fed ci sarà il passaggio di consegne da Jerome Powell a una delle “colombe” predilette da Donald Trump, che sia Kevin Hassett piuttosto che Kevin Walsh.

Il dollaro in questi giorni è tornato a indebolirsi e i rendimenti dei Treasuries sono in salita, anche in seguito agli ultimi dati deludenti sull’occupazione Usa. E tutto questo gioca a favore dell’oro: diversi analisti (tra cui quelli di JP Morgan e Bank of America) prevedono che il lingotto raggiungerà 5mila dollari l’oncia entro la fine del 2026.

Gli investitori del resto sembrano essersi stancati del Bitcoin ma non dei metalli preziosi, su cui anzi intensificano le “scommesse”, incoraggiati anche dai focolai di tensione geopolitica che non smettono di accendersi in giro per il mondo.

L’escalation in Venezuela

Se adesso i mercati sperano in un accordo di pace Russia-Ucraina, c’è però un’allarmante escalation in Venezuela, dove Trump ha dispiegato un numero record di navi da guerra e ha ordinato il blocco di tutte le petroliere sotto sanzioni che si avvicinano al Paese: gli Usa ne hanno già assaltata una la settimana scorsa, sequestrandone il carico di greggio, nella quasi totale indifferenza dei mercati petroliferi (il prezzo del barile è anzi sceso ai minimi da quattro anni martedì 16, anche se nella seduta successiva ha recuperato circa il 2%).

Gli acquisti di Etf sull’oro sono anch’essi ripartiti con forza e i flussi netti – a un paio di settimane dalla fine dell’anno – sfiorano 15 milioni di once, ai massimi dal 2019 e più che sufficienti a recuperare i riscatti degli ultimi tre anni, fa notare Ole Hansen di Saxo Bank. Gli Etf sull’argento hanno intanto raggiunto un patrimonio complessivo superiore a 850 milioni di once, un record da tre anni e mezzo, con un incremento di circa il 20% da inizio anno.

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