Oro, la banca centrale cinese rallenta gli acquisti
In gennaio - mese di prezzi record - le riserve auree di Pechino sono aumentate per il quindicesimo mese consecutivo, ma di appena 40mila once.
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La banca centrale cinese continua a comprare oro, ma a ritmi più modesti. Ci sono stati acquisti anche a gennaio, per il quindicesimo mese consecutivo, ma sono stati di entità modesta: 40mila once (pari a circa 1,1 tonnellate), secondo dati diffusi sabato 7 dalla People’s Bank of China.
Le riserve auree cinesi si attestano così a 74,19 milioni di once, per un valore contabilizzato di 369,58 miliardi di dollari, rispetto ai 319,45 miliardi di un anno prima.
Il rally del lingotto – che scambia intorno a 4.960 dollari l’oncia, dopo essere arrivato lo scorso mese a sfiorare 5.600 dollari – riduce la spinta all’acquisto: con prezzi record sono del resto sufficienti volumi minori per raggiungere gli stessi obiettivi di diversificazione.
La China Gold Association nel frattempo ha comunicato che nel 2025, per il secondo anno di seguito, il consumo di oro in Cina si è ridotto: -3,75% a 950 tonnellate. La contrazione è comunque legata soprattutto al settore della gioielleria. Gli acquisti di barre e monete da investimento sono infatti aumentati, viceversa, addirittura del 35% e ormai rappresentano oltre metà del consumo totale di oro in Cina.
Il World Gold Council (Wgc) aveva evidenziato di recente dinamiche simili, a livello globale: nel 2025 la fame degli investitori è diventata l’unico fattore di traino della domanda di oro (ma è anche stata così forte da spingerla ai massimi storici, oltre 5mila tonnellate).


