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Orcel: «Senza Commerz, focus all’interno del gruppo ma ora la parola va ai soci»

Il ceo di UniCredit: «Spetta al 70% degli azionisti presenti oltre a noi decidere se rimanere in Commerzbank»

di L.D.

ESTERNO TORRE SEDE UNICREDIT UNICREDIT VERSO L’USCITA DALLA RUSSIA - FOTO ARCHIVIO 7146

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Avanti su Commerzbank, ma senza forzare la mano. UniCredit delinea la strategia di piazza Gae Aulenti sulla banca tedesca, pur evidenziando di avere comunque una chiara alternativa a disposizione. «Se non raggiungeremo il controllo, ci fermeremo e ci concentreremo su altre priorità interne», dice l’amministratore delegato Andrea Orcel in un’intervista a Bloomberg Tv, all’indomani della presentazione del piano relativo al dossier Commerzbank.

Orcel ieri ha tratteggiato al mercato lo scenario che prevede l’acquisizione del controllo di Commerzbank da parte di UniCredit con l’Offerta pubblica volontaria di scambio che sarà lanciata in Germania il 5 maggio. E che punta a creare un gigante in Germania grazie all’integrazione tra Commerz e Hypovereinsbank, oggi già controllata da UniCredit, così da creare una realtà da 21 miliardi di utili, ricavi netti pari a 45 miliardi e rapporto costi/ricavi attorno al 30% per il 2030: numeri ben superiori a quelli promessi al 2028 dall’attuale management di Commerzbank.

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In questo contesto, la resistenza tedesca rimane chiara: Commerzbank ha respinto l’approccio di UniCredit, accusandola di adottare «tattiche ostili e fuorvianti», secondo un «tentativo speculativo di smantellare la banca». Orcel non si scompone. E conferma la linea già nota al mercato: l’obiettivo è salire oltre la soglia del 30% del capitale - oggi UniCredit è poco sotto, considerando anche le posizioni in derivati - senza necessariamente puntare subito al controllo, mantenendo flessibilità strategica. «Se superiamo il 30%, non siamo più obbligati» a lanciare un’offerta totalitaria, ha spiegato Orcel. «Sarà una nostra decisione se e quando aumentare la quota».

Di certo ora lo sguardo è rivolto agli altri azionisti della banca, che dovranno valutare l’opzione di aderire all’Ops prospettata da UniCredit. «Ora spetta al 70% degli azionisti presenti oltre a noi decidere se rimanere in Commerzbank alle condizioni attuali o se optare per un’altra soluzione», ha detto. «Siamo stati congedati dopo due settimane con il rifiuto di entrare nel merito, e quindi non ci è rimasta altra scelta che presentare pubblicamente il nostro punto di vista».

Il confronto con Francoforte resta però complesso. Anche perchè sullo sfondo rimane il tema del controllo, in uno scenario in cui Orcel da oltre 18 mesi prova a costruire un’alleanza con la seconda banca tedesca. «Avremmo sperato di poter avere un dialogo con il governo tedesco», ha osservato Orcel, sottolineando che «Commerzbank ha rifiutato di dialogare ma noi continuiamo a cercare il dialogo con loro». Nonostante le tensioni, per UniCredit l’operazione resta «una situazione vantaggiosa per entrambe le parti» e «di mercato».

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