Openjobmetis, obiettivo 2023: 100 milioni di ricavi dall’assistenza a domicilio. Nel 2020 business in calo
L’assistenza a domicilio. È tra i focus di Openjobmetis a sostegno del business. C’è da stupirsi? Niente affatto. Si tratta di un’area del gruppo che, a fronte dell’attività consolidata impattata dalla crisi, è comunque riuscita a crescere
di Vittorio Carlini
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L’assistenza a domicilio. È tra i focus di Openjobmetis a sostegno del business. C’è da stupirsi? Niente affatto. Si tratta di un’area del gruppo che, a fronte dell’attività consolidata impattata dalla crisi, è comunque riuscita a crescere. L’incremento è la conseguenza, da un lato, dell’emergenza sanitaria che ha spinto la domanda di aiuto alle persone, in particolare anziani, a casa loro. E dall’altro dalle richieste normative, ad esempio l’autocertificazione, che hanno indotto l’emersione di parte del lavoro nero nel settore. Con il che il “family care” a norma, e qualificato, del gruppo ne ha beneficiato.
Le dinamiche del “Family care”
Ciò detto la società di lavoro interinale non da oggi scommette sul comparto. L’invecchiamento della popolazione italiana è un consolidato trend che da tempo “crea” la richiesta di maggiore assistenza a domicilio. A fronte di ciò Openjobmetis, nell’anno appena concluso, ha raggiunto nel settore il numero di 17 filiali (l’ultima, in fase di avviamento, è quella di Genova). L’obiettivo, per il 2021, è di aprirne altre 4-5. L’espansione, rispetto alle agenzie generaliste dell’azienda (122), può apparire limitato. Tuttavia non è così. Al di là che l’assistenza a domicilio è comunque più recente, va ricordato che il cliente è costituito da un nucleo famigliare (e non dall’impresa). Quindi la crescita delle filiali, unitamente al tempo per portarle a brek even (circa un anno), è più lenta di quelle generaliste.
I target di crescita
Ciononostante il gruppo, per il «family care», indica un obiettivo importante: arrivare a circa 100 milioni di ricavi in tre anni. Si tratta di un target da raggiungere attraverso l’espansione per linee interne? In linea di massima sì. Seppure una mano dovranno darle anche le acquisizioni bolt-on. Cioè: un M&A opportunistico che colga le occasioni nel momento in cui si presentano.
Già, nel momento in cui si presentano . In generale Openjobmetis, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, ha sempre sfruttato la leva dello shopping per accelerare la crescita. Proprio ad inizio novembre scorso il gruppo ha fatto suo il 50,66% di Live. Quest’ultima è una realtà attiva nella formazione, soprattutto nel settore finanziario ed assicurativo. La finalità dell’operazione è di allargare l’offerta a valore aggiunto nel settore delle risorse umane. Live si affianca alla controllata HC che fornisce i suoi servizi essenzialmente alla piccola e media impresa. In tal senso, vista la complementarietà dei due business, non sono previste significative sinergie di ricavi o di costi.
Il rischio di esecuzione
Sennonché il riasparmiatore fa un’osservazione: la realizzazione di simili operazioni implica sempre il risk execution. Un’alea che, in particolare nell’attuale difficile contesto economico, può impattare l’attività di Openjobmetis. Il gruppo rigetta l’obiezione. Dapprima, viene ricordato, lo shopping è una leva essenziale per diversificare il business. Una strategia, è l’indicazione, che riduce in sé il rischio dell’attività aziendale. Inoltre, aggiunge sempre Openjobmetis, il suo track record nell’M&A è positivo. Vale a dire: lo shopping, come mostrano le operazioni su Meritocracy e Hc nel 2018 (esercizio contraddistinto dalla marginalità rettificata in aumento sul 2017), ha una valenza accrescitiva.


