Lettera al risparmiatore

Openjobmetis, obiettivo 2023: 100 milioni di ricavi dall’assistenza a domicilio. Nel 2020 business in calo

L’assistenza a domicilio. È tra i focus di Openjobmetis a sostegno del business. C’è da stupirsi? Niente affatto. Si tratta di un’area del gruppo che, a fronte dell’attività consolidata impattata dalla crisi, è comunque riuscita a crescere

di Vittorio Carlini

Openjobmetis. Rasizza: così ho rotto la catena del mio destino

5' di lettura

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L’assistenza a domicilio. È tra i focus di Openjobmetis a sostegno del business. C’è da stupirsi? Niente affatto. Si tratta di un’area del gruppo che, a fronte dell’attività consolidata impattata dalla crisi, è comunque riuscita a crescere. L’incremento è la conseguenza, da un lato, dell’emergenza sanitaria che ha spinto la domanda di aiuto alle persone, in particolare anziani, a casa loro. E dall’altro dalle richieste normative, ad esempio l’autocertificazione, che hanno indotto l’emersione di parte del lavoro nero nel settore. Con il che il “family care” a norma, e qualificato, del gruppo ne ha beneficiato.

Le dinamiche del “Family care”

Ciò detto la società di lavoro interinale non da oggi scommette sul comparto. L’invecchiamento della popolazione italiana è un consolidato trend che da tempo “crea” la richiesta di maggiore assistenza a domicilio. A fronte di ciò Openjobmetis, nell’anno appena concluso, ha raggiunto nel settore il numero di 17 filiali (l’ultima, in fase di avviamento, è quella di Genova). L’obiettivo, per il 2021, è di aprirne altre 4-5. L’espansione, rispetto alle agenzie generaliste dell’azienda (122), può apparire limitato. Tuttavia non è così. Al di là che l’assistenza a domicilio è comunque più recente, va ricordato che il cliente è costituito da un nucleo famigliare (e non dall’impresa). Quindi la crescita delle filiali, unitamente al tempo per portarle a brek even (circa un anno), è più lenta di quelle generaliste.

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NOVE MESI A CONFRONTO

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I target di crescita

Ciononostante il gruppo, per il «family care», indica un obiettivo importante: arrivare a circa 100 milioni di ricavi in tre anni. Si tratta di un target da raggiungere attraverso l’espansione per linee interne? In linea di massima sì. Seppure una mano dovranno darle anche le acquisizioni bolt-on. Cioè: un M&A opportunistico che colga le occasioni nel momento in cui si presentano.

Già, nel momento in cui si presentano . In generale Openjobmetis, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, ha sempre sfruttato la leva dello shopping per accelerare la crescita. Proprio ad inizio novembre scorso il gruppo ha fatto suo il 50,66% di Live. Quest’ultima è una realtà attiva nella formazione, soprattutto nel settore finanziario ed assicurativo. La finalità dell’operazione è di allargare l’offerta a valore aggiunto nel settore delle risorse umane. Live si affianca alla controllata HC che fornisce i suoi servizi essenzialmente alla piccola e media impresa. In tal senso, vista la complementarietà dei due business, non sono previste significative sinergie di ricavi o di costi.

Il rischio di esecuzione

Sennonché il riasparmiatore fa un’osservazione: la realizzazione di simili operazioni implica sempre il risk execution. Un’alea che, in particolare nell’attuale difficile contesto economico, può impattare l’attività di Openjobmetis. Il gruppo rigetta l’obiezione. Dapprima, viene ricordato, lo shopping è una leva essenziale per diversificare il business. Una strategia, è l’indicazione, che riduce in sé il rischio dell’attività aziendale. Inoltre, aggiunge sempre Openjobmetis, il suo track record nell’M&A è positivo. Vale a dire: lo shopping, come mostrano le operazioni su Meritocracy e Hc nel 2018 (esercizio contraddistinto dalla marginalità rettificata in aumento sul 2017), ha una valenza accrescitiva.

LE AREE DI BUSINESS

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A fronte di ciò, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che nel 2020 la dinamica del business non è stata aiutata dalle due realtà in oggetto i cui ricavi sono calati. Vero, afferma il gruppo. E però, aggiunge la società, l’esercizio appena concluso non è significativo. È stato impattato dalla pandemia, in particolare dalla serrata di marzo-aprile, che deve tuttavia considerarsi un fattore contingente.

Nel 2021, salvo situazioni imprevedibili e non auspicabili, ci sono tutte le condizioni perchè ad esempio il settore della formazione possa migliorare.

Fin qua alcune suggestioni sull’assistenza a domicilio e l’M&A. Il risparmiatore, tuttavia, guarda anche all’andamento del conto economico. Su questo fronte, alla fine dei primi nove mesi, il business è contraddistinto da ricavi (-11%) e redditività (ebitda in discesa del 42,2%) in calo rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il gruppo però, ribadendo per l’appunto che la crisi legata al Covid-19 ha natura contingente, afferma che il confronto anno su anno ha poco senso. La serrata di aprile-marzo costituisce un evento eccezionale (si spera) che falsa la dinamica complessiva dell’esercizio appena concluso. Molto più sensato, invece, è guardare all’andamento mese su mese.

La congiuntura

Ebbene in una tabella della presentazione dei dati al 30/9/2020 la società sottolinea il recupero che ha contraddistinto il suo business. A maggio del 2020 i ricavi sono crollati del 28% rispetto ad un anno prima. La dinamica nei confronti del mese precedente, tuttavia, segnala il rialzo del 39%. Successivamente, a giugno, da un lato il confronto tendenziale è in rosso del 13%; ma, dall’altro, quello congiunturale segna la crescita del 18%. Arrivando, poi, a tempi più prossimi all’oggi, Openjobmetis vede i ricavi di Agosto essere leggermente in calo rispetto a quelli dello stesso mese del 2019 (-1%). Mentre a Settembre la dinamica anno su anno è leggermente in miglioramento (+0,5%), e quella mese su mese in linea. In altre parole: quando la situazione, almeno dal punto di vista dell’attività imprenditoriale, è andata normalizzandosi, il business del gruppo ha ripreso il livello del pre-Covid. Anche perchè, è l’indicazione del gruppo, l’azienda ha mantenuto intatte sia l’organizzazione che la sua forza lavoro. La finalità? Essere pronti a cogliere, e sfruttare, la ripresa vera, quando si presenta.

IL CAPITALE CIRCOLANTE NETTO E IL DEBITO NETTO FINANZIARIO

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Il nodo della ripresa

Già, la ripresa vera. Il risparmiatore esprime, su questo tema, una preoccupazione. L’onda lunga della crisi economico-sanitaria, riconoscono peraltro diversi esperti, si avrà soprattutto nel 2021. Una situazione che può impattare la rimonta delle aziende, compresa Openjobmetis. Il gruppo, pure conscio della situazione, smorza la preoccupazione. In primis, viene sottolineato, la domanda di somministrazione di lavoro temporaneo, esclusa l’ipotesi della profonda crisi globale, aumenta nei contesti contraddistinti da incertezza. Uno scenario, è l’indicazione, che, al netto di eventi eccezionali e non auspicabili, è proprio quello previsto per il prossimo futuro. Inoltre, dice sempre Openjobmetis, l’azienda cliente-tipo del gruppo è quella uscita dalla crisi del 2011. Una realtà solida che dovrebbe riuscire a navigare le difficili acque del 2021.

La qualità del credito

Ciò detto può ulteriormente ribattersi che, sul fronte dei crediti commerciali, non è difficile pensare ad un peggioramento di carattere qualitativo. L’azienda rigetta il nuovo timore. Dapprima perchè, spiega il gruppo, allo stato attuale non c’è alcun segnale che possa far presumere la dinamica indicata. Il tempo medio di pagamento (Dso) nel terzo trimestre del 2020, dopo l’inevitabile rialzo a 83 giorni tra aprile e giugno , si è assestato a quota 72. E, per fine anno, il livello previsto, sempre su base trimestrale, è tra 72 e 74 giorni. Cioè un valore del Dso che l’azienda considera di tranquillità. Inoltre Openjobmetis ricorda che la sua esposizione al settore dell’ Ho.re.ca (Hotel, restaurant e caffè), cioè quello più colpito dalla crisi, è molto limitato. Di conseguenza la società non vede particolari problemi sulla qualità del credito.

A fronte di queste considerazioni, quali allora le prospettive sull’anno appena concluso?

Il gruppo indica, da un lato, che l’ultimo trimestre del 2020 sarà migliore di tutti gli altri; e, dall’altro, che l’ebitda margin, sempre del quarto quarter, è previsto in rialzo rispetto a quello del terzo trimestre.

Al di la di ciò, il mercato si attende il business sull’intero 2020 inferiore a quelli del 2019.

DOMANDE & RISPOSTE

D: Qual è l’andamento dell’indebitamento finanziario netto del gruppo?

R: Alla fine dei primi nove mesi del 2020, il rosso della Posizione finanziaria netta si è assestato a 15,4 milioni. Di questi 3,8 milioni sono quelli prima dell’applicazione dell’Ifrs 16. Alla fine del 2020 il debito netto finanziario dovrebbe situarsi a circa 20 milioni. Il debito con le banche (cioè non Ifrs 16) è previsto intorno ai 9 milioni. Il dato si confronta con il rosso della Pfn di 30,1 milioni di fine 2019. Qui il debito bancario era di18 milioni. OpenJobMetis sottolinea il miglioramento della Pfn.

D: Quale la strategia con il cosiddetto Seltis Hub?

R: Qui il gruppo ha realizzato un’organizzazione commerciale in modo che, nella ricerca e selezione del personale, l’offerta (basandosi sui database messi a fattore comune di Meritocracy e Jobmeeto) possa essere la più ampia possibile rispetto alle esigenze del cliente.

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