Intelligenza Artificiale

OpenAI, nuova liquidità per 10 miliardi: ecco chi ha investito

L’ex startup raccoglie 6,6 miliardi di dollari di finanziamenti e ottiene una linea di credito bancario da 4 miliardi di dollari, per un totale di oltre 10 miliardi di liquidità

di Biagio Simonetta

2' di lettura

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Prima l’annuncio del nuovo round di finanziamento da 6,6 miliardi di dollari, poi - a stretto giro - quello dell’accensione di una linea di credito bancario da altri 4 miliardi di dollari. Per un totale di oltre 10 miliardi di liquidità pronti a essere investiti. Sono giorni assolutamente frizzanti, per OpenAI, ex start up che ha in mano lo strumento di intelligenza artificiale più invidiato di tutto l’Occidente: ChatGPT.

La società, che sta via via ultimando le procedure per passare da no - profit a profit company, ha annunciato con un post sul blog ufficiale di aver raggiunto un accordo con le principali banche d’affari americane per una linea di credito molto importante.

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«Oltre a garantire 6,6 miliardi di dollari in nuovi finanziamenti da parte di investitori leader - hanno scritto da OpenAI - abbiamo istituito una nuova linea di credito da 4 miliardi di dollari con JPMorgan Chase, Citi, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Santander, Wells Fargo, SMBC, UBS e HSBC. Si tratta di una linea di credito revolving non utilizzata alla chiusura. Ciò significa che ora abbiamo accesso a oltre 10 miliardi di dollari di liquidità, il che ci dà la flessibilità di investire in nuove iniziative e operare con la massima agilità man mano che cresciamo. Questo riafferma inoltre la nostra partnership con un gruppo eccezionale di istituzioni finanziarie, molte delle quali sono anche clienti di OpenAI».

Soddisfazione da parte di Sarah Friar, CFO di OpenAI: «Questa linea di credito rafforza ulteriormente il nostro bilancio e fornisce flessibilità per cogliere le opportunità di crescita future. Siamo orgogliosi di avere le banche e gli investitori più forti al mondo a supportarci».

Dall’ex start up, il cui valore è oggi superiore ai 150 miliardi di dollari, ha ribadito che «il supporto dei nostri investitori e partner finanziari ci consente di continuare a investire in ricerche e prodotti innovativi che portano l’intelligenza artificiale nel mondo, espandono la nostra infrastruttura per soddisfare la crescente domanda e attraggono i migliori talenti da tutto il mondo. Mentre ci imbarchiamo in questa fase successiva, rimaniamo concentrati sulla fornitura di strumenti utili che contribuiscono alla vita delle persone».

Sarà molto interessante, adesso, capire come Altman e i suoi sfrutteranno questa valanga di denaro. Il ceo ha più volte fatto appello agli investitori - stringendo accordi anche coi ricchi paesi arabi - per far fronte alle spese crescenti dello sviluppo dell’AI. Spese che servono per il consumo energetico e per l’acquisto di nuovi chip e data center.

Cosa bolle in pentola? Sicuramente l’obiettivo a breve/medio termine di OpenAI è il rilascio di una Intelligenza Artificiale Generale, un modello di AI superiore a quella che si è palesata fin qui, che ha già messo in moto il movimento dei prudenti (quelli che temono che ulteriori sviluppi dell’AI possano mettere a rischio il futuro dell’umanità). Ma ora che Altman ha il denaro (tutto, o in gran parte) per intraprendere le nuove sfide, sembra difficile che qualcosa o qualcuno possa fermarlo.

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