La macchina dello Stato alla prova dell’innovazione e del merito

Nella foto: Gianni Trovati, Paolo Zangrillo

23 maggio 2025

Zangrillo: presto in Cdm decreto con un centinaio di semplificazioni. UniCredit, Freni: Golden power quello è e quello resta

In corso la seconda giornata del Festival dell’Economia di Trento. Oggi intervengono sei ministri. I lavori sono iniziati con un incontro con il presidente della Consob Paolo Savona sulle criptovalute. Interpellato a margine dell’evento sul caso Bpm-Unicredit, il Presidente della Consob si è detto pronto a lasciare la carica se il suo operato non è gradito al Governo

a cura di Andrea Carli e Vittorio Nuti
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23 maggio 2025Aggiornamento fissato

UniCredit, Freni: «Golden power quello è e quello resta»

“Noi abbiamo fatto un golden power, che quello è e quello resta, siamo convinti di come abbiamo strutturato quel provvedimento”. Lo ha dichiarato Federico Freni, sottosegretario al Mef, parlando a margine del Festival dell’Economia di Trento, del golden power sull’Ops di Unicredit lanciata su Banco Bpm, su cui oggi l’istituto guidato da Andrea Orcel ha annunciato il ricorso al Tar. “Se il golden power non è preordinato a tutelare gli interessi nazionali, non vedo a cosa possa servire”, ha proseguito Freni in merito alla critiche di Unicredit sulle

prescrizioni contenute nel provvedimento.

“Fatte solo prescrizioni golden power, no interventismo eccessivo”

Freni ha poi escluso un interventismo eccessivo del Governo. “Noi ci limitiamo a fare delle prescrizioni Golden Power nei limiti e nel rispetto della legge, ma inviterei tutti a guardare cosa succede in Spagna dove un’opa tra due banche dello stesso Stato, cioè tra due banche spagnole, viene sottoposta a referendum popolare”, ha risposto il sottosegretario replicando alla segretaria del Pd Elly Schlein che ha criticato “l’interventismo eccessivo” del Governo sul settore bancario. “Il partito democratico si è astenuto sulla Legge capitali e non ha votato contro - ha aggiunto - La Legge capitali è il punto di partenza della riforma dei mercati finanziari e sfido chiunque a dire che sia stata fatta in favore di qualcuno. E’ stata fatta per il mercato”. Intervistata al Festival di Trento, Schlein ha definito la norma “un modo per il Governo di ”entrare a gamba tesa” in alcune partite del risiko bancario.

“Rispettiamo autonomia e valutazione della Consob”

La Consob “è un’autorità indipendente, noi rispettiamo la sua autonomia e la valutazione. Ciascuno fa il suo mestiere”, ha aggiunto Freni commentando la vicenda relativa alla delibera Consob che ha sospeso per 30 giorni l’Ops di UniCredit su Banco Bpm. A chi gli chiedeva un commento sulle dichiarazioni del presidente Paolo Savona che questa mattina ha detto che se non fosse più gradito sarebbe pronto a lasciare l’Authority, Freni ha risposto: “Anche questa cosa a me dispiace, però mi sembrerebbe particolare che il presidente della Consob possa sentirsi attaccato perché viene criticato da alcuni, tra l’altro non mi sembra che il governo abbia espressamente criticato l’operato della Consob. La Consob fa il suo mestiere, ciascuno ha le sue opinioni, a me sembra ci sia molto un carico emotivo, forse anche sovradimensionato, no?”.

Su questa vicenda comunque “escludo qualsiasi distinzione tra Lega e Fratelli d’Italia, soprattutto su questo fatto”, ha sottolineato Freni.

23 maggio 2025

Ai, Confcooperative: 6 mln lavoratori a rischio sostituzione, uomo sia al centro

“La stragrande maggioranza delle imprese non si pone il problema dell’Ai” e dei possibili usi all’interno della vita dell’azienda. Lo afferma Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, durante il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento. “Non penso che in Europa ci siano condizioni molto diverse”, ha aggiunto in occasione della sua partecipazione al convegno sulla sostenibilita’ dell’intelligenza artificiale. Inoltre,, ha sottolineato, sono a rischio sostituzione in Italia, a causa dell’Ai, “6 milioni di lavoratori”, come ha dimostrato il focus realizzato da Confcooperative e Censis. “La mia preoccupazione - ha detto- si sposta a una considerazione piu’ etica e sociale, vorrei che fosse messo al centro dello sviluppo dell’Ai l’uomo e non il capitale che investe senza regola”. La macchina “ha tempi molto brevi ma l”uomo non li ha, e quindi dobbiamo far avanzare anche un processo di formazione e acculturamento. Se per un giovane ingegnere e’ tutto facile per uno di 50 o 40 anni e’ tutto piu’ complicato”.

23 maggio 2025

Materie prime, Severino: urgenti regole per sfruttamento subacquea, spazio e Artico

“L’esaurimento delle risorse sulla terraferma e la crescente difficoltà a reperire materie rare indispensabili per lo sviluppo economico e tecnologico spingono a guardare oltre i confini tradizionali, verso tre nuove frontiere: le superfici sottomarine, l’Artico e lo spazio”. Lo ha affermato Paola Severino, presidente della Luiss School of Law, intervenendo al Festival dell’Economia di Trento nel panel ’Tre nuove frontiere dell’economia: il subacqueo, lo spazio e l’artico’. “Questi territori – ha proseguito la professoressa – condividono un punto debole cruciale: la mancanza o l’insufficienza di regole internazionali efficaci che ne governino lo sfruttamento. È quindi urgente promuovere un approccio multilaterale che eviti il ricorso alla ‘legge del più forte’ e apra allo sfruttamento pacifico, sostenibile e condiviso di risorse e opportunità di sviluppo enormi. Solo nello spazio, il potenziale economico stimato supera i 700 quintilioni, ovvero miliardi di miliardi, di dollari. È quindi fondamentale, come Università, preparare i leader di domani ad elaborare nuove risposte a temi così complessi, investendo in ricerca e formazione. I nostri studenti – ha concluso Paola Severino – possono avvalersi, già da anni, di corsi specializzati in Cybersecurity e intelligenza artificiale e, da oggi, fare riferimento anche a due Centri di Ricerca specializzati nei settori emergenti di Underwater e Space Economy”.

23 maggio 2025

Piano Mattei, Rottigni: pensare anche ad una banca euro-mediterranea

Una banca euro-mediterranea potrebbe essere il giusto elemento di complemento per il piano Mattei per l’Africa del governo Meloni. Marco Elio Rottigni premette di parlare a titolo personale e non da Direttore Generale dell’Abi anche se auspica che nel Comitato strategico ad hoc di Palazzo Altieri questo tema possa essere presto affrontato. Rottigni interviene ad un panel del Festival dell’Economia dedicato proprio al piano Mattei e ai risultati raggiunti. Il giudizio del banchiere sul piano è positivo: “il Governo sta lavorando bene” afferma ricordando la sua esperienza lavorativa (nel gruppo Intesa Sanpaolo, ndr) con le banche estere del gruppo presenti anche “nelle Afriche” come definisce Rottigni il continente per rimarcare i caratteri diversi della regione subsahariana rispetto all’Africa del Nord e al resto del continente.

“L’Africa è una grandissima opportunità per l’intero pianeta” sottolinea il Direttore generale di Palazzo Altieri e le banche possono avere un ruolo fondamentale per il sostegno della piccola industria, ad esempio nel settore agricolo, ma anche per l’educazione finanziaria con un richiamo al tema della violenza economica sulle donne. Il piano Mattei, che nella formulazione attuale ha una durata di quattro anni e investimenti complessivi di 5,5 miliardi, focalizza l’attenzione su 12 ambiti di intervento. Il Governo per la prima fase ha individuato una serie di paesi pilota per azioni concrete e di pronta attuazione. L’idea della banca euro-mediterranea nasce da una domanda di Gregorio De Felice, chief Economist di Intesa Sanpaolo, presente al dibattito che sottolinea l’importanza di creare un veicolo con una dote di capitali pubblico-privati. Secondo Rottigni pensare a una banca euro-mediterranea “dovrebbe essere un dovere”.

23 maggio 2025

Montanino (Cdp), rischio di andare verso drogheria di quartiere

“Noi siamo stati abituati che il mondo era un grande supermercato. Oggi non è più così. Rischiamo di andare verso la drogheria di quartiere, come dimostrano le dichiarazioni di oggi, dove troviamo le merci solo di alcuni Paesi. Come ci posizioneremo è l’elemento fondamentale”. Lo ha detto, parlando della dichiarazione di Trump sui dazi, lo chief economist e direttore strategie settoriali e impatto di Cdp Andrea Montanino al Festival dell’Economia di Trento, nell’ambito del panel “Quale Italia in Europa: industria, lavoro, territorio”. Montanino ha indicato quattro transizioni del nostro tempo: quella demografica, quella green, quella verso l’uso dell’Ai e quella economica. Prima di chiedersi quale sarà la posizione dell’Europa nel mondo attuale, secondo lo chief economist di Cdp, bisogna domandarsi “qual è il mondo? Credo che molto dipenderà da come termineranno le quattro transizioni che stiamo vivendo”, ha spiegato Montanino.

“La produttività nei servizi a tecnologia avanzata in Italia è la più bassa di tutti confrontata con gli altri Paesi. Come facciamo a mantenere la competizione con gli altri Paesi? Cerchiamo di contenere i costi, in particolare il costo del lavoro. Quello che facciamo è ridurre il costo del lavoro. E su questo abbiamo fatto politiche coerenti. Abbiamo deregolamentato il mercato del lavoro”, ha detto la professoressa dell’Università di Torino Pina Pacelli. “Negli ultimi anni la quota di Pil che va al lavoro rispetto al capitale è scesa, ed è scesa di più che negli altri Paesi, con una serie di conseguenze molto gravi”, ha aggiunto Pacelli. “Parlando in termini macroeconomici, avere bassi salari vuol dire avere consumi molto bassi. Il rapporto Istat sottolinea il ruolo marginale della domanda di consumi in Italia, che non stimola la crescita, e che metta in difficoltà la crescita anche delle imprese buone. Inoltre avere lavoro precario mette in difficoltà le imprese che vorrebbero innovare. Perché una classe di lavoro precario è poco formata. Avere lavoro precario e sottopagato riduce la capacità delle imprese di aumentare la produttività. Si dice sempre che se la produttività non cresce è impossibile far crescere i salari, ma è anche vero il contrario”, ha concluso Pacelli.

23 maggio 2025

Zangrillo: «Merito non più principio astratto, ma traguardo concreto»

“Il merito nella pubblica amministrazione non è più un principio astratto, ma un traguardo concreto: con il disegno di legge in arrivo in Parlamento, sarà possibile fare carriera in base ai risultati. Un percorso che garantisce imparzialità, pubblicità e trasparenza”. Lo ha dichiarato il ministro per la Pa Paolo Zangrillo, intervenendo al Festival dell’economia di Trento. Protagonisti di questa trasformazione sono i dirigenti, chiamati a guidare il cambiamento con visione e responsabilità. “Il loro compito non è solo tecnico, ma soprattutto di leadership, di gestione delle risorse umane: è la capacità di saper motivare, valorizzare il lavoro di squadra e governare il cambiamento”, aggiunge Zangrillo. Centrale è anche il tema della formazione: “Attraverso le iniziative del Dipartimento della Funzione pubblica vogliamo avviare un vero cambiamento culturale. Formarsi significa investire nel futuro della Pa”. Il ministro ha infine affrontato il nodo delle disparità retributive tra Amministrazioni centrali e locali: “Con la norma sul salario accessorio, prevista nel Dl Pa forniamo agli enti territoriali strumenti concreti per valorizzare il personale, evitando la fuga verso realtà più attrattive. Solo così costruiremo una Pa moderna, innovativa e all’altezza delle sfide del nostro tempo”.

23 maggio 2025

Tremonti e il suo libro “Rischi fatali”: «Scritto 20 anni fa, ha lo stesso colore del Festival»

Dopo il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha salutato la redazione del Sole 24 Ore e si è presentato mostrando un suo libro dal Titolo “Rischi fatali”, quasi lo stesso che è stato scelto per la XX edizione del Festival dell’Economia di Trento (”Rischi e scelte fatali”). «L’ho scritto venti anni fa ed ha anche lo stesso colore» dice Tremonti. «Adesso chiederà i diritti?» gli viene chiesto. «No, no, grazie per l’ospitalità» si schermisce Tremonti prima di andare via.

23 maggio 2025

Freni: con la riforma del Tuf ci sarà cambio strutturale per svolgimento assemblee

La riforma del Testo unico della finanza (Tuf) che vedrà la luce entro pochi mesi conterrà “una riforma strutturale anche delle modalità di svolgimento delle assemblee”. Così il sottosegretario al Mef Federico Freni, che segue in prima persona i lavori della commissione al lavoro a via XX Settembre sul Tuf, interpellato sulla messa in mora da parte di Bruxelles della Legge Capitali per il contrasto con la direttiva che tutela i diritti degli azionisti (la Shareholders Rights). L’apertura della procedura di infrazione, secondo Freni, interpellato a margine di una tavola rotonda al Festival dell’Economia, “è una partita quasi surreale”. “La norma (sulle assemblea a porte chiuse con il rappresentante designato, ndr) è la proroga di una norma Covid e noi abbiamo informato la Commissione europea che nella riforma del Tuf, che si chiamerà Codice dei mercati finanziari, ci sarà una riforma strutturale anche delle modalità di svolgimento delle assemblee”. Freni aggiunge che fino a quel momento “parliamo di tre, quattro mesi, non ci sembrava opportuno dettare una disciplina particolare per una tornata assembleare che peraltro sarebbe stata particolarmente delicata viste le assemblee elettive di molte grandi banche”. La direttiva europea sui Diritti degli azionisti “la recepiremo con la riforma del Tuf e l’assemblea a porte chiuse resterà un’opzione a disposizione del cda e dell’assemblea, con una formula opt-in opt-out”.

23 maggio 2025

Zangrillo: se Cgil e Uil non firmano i contratti Pa proporrò dazione unilaterale

“Da un anno stiamo dialogando per il rinnovo degli enti locali e sanità. Cgil e Uil continuano a ritenere insufficienti le risorse: considero ingiustificabile questa posizione da un punto di vista negoziale. Sto combattendo per portare a casa un risultato e come extrema ratio vedo la dazione unilaterale. Se entro un mese o un mese e mezzo non ci sarà la firma, dovrò andare a rappresentare la situazione in Consiglio dei ministri e prospettare la dazione unilaterale”. Lo ha detto Paolo Zangrillo, ministro della pubblica amministrazione, intervenendo al Festival dell’economia di Trento.

La macchina dello Stato alla prova dell’innovazione e del merito Nella foto: Gianni Trovati, Paolo Zangrillo

23 maggio 2025

Zangrillo: nelle prossime settimane nuovo decreto semplificazioni

Noi abbiamo la necessità di rendere più semplice il funzionamento della macchina statale e di semplificare il rapporto con cittadini e imprese”. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a margine di un incontro nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore. “Negli anni passati - ha aggiunto - la complessità della normativa procedurale si è complicata notevolmente e quindi dobbiamo produrre uno sforzo per semplificare. Questo lo stiamo facendo con un metodo nuovo che è quello di condividere il processo di semplificazione con i nostri utenti. Questo ci ha consentito tra il 2023 e il 2024 di portare in consiglio dei ministri più di 200 semplificazioni ed ora stiamo lavorando ad una seconda fase. E credo che nelle prossime settimane saremo pronti con un nuovo decreto da portare in consiglio dei ministri con un centinaio di semplificazioni. Questo ci avvicina ad un obiettivo che è quello del giugno 2026 di 600 semplificazioni realizzate.

23 maggio 2025

Zangrillo: su contratto Enti locali serve sintesi in un mese-un mese e mezzo

Per il rinnovo dei contratti degli Enti locali occorre trovare una sintesi nel giro di un mese, un mese e mezzo, altrimenti “rischiamo che i soldi li vedano solo nel 2026”. Lo ha detto Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, al convegno ’La macchina dello Stato alla prova dell’innovazione e del merito’ in corso al Festival dell’Economia di Trento.

“Sto combattendo per cercare di portare a casa un risultato condividendolo con il sindacato, non vedo nella dazione unilaterale una soluzione virtuosa, ma l’estrema ratio. Tuttavia devo anche fare i conti con la realta’” , ha aggiunto sottolineando che, in maniera pragmatica, occorre considerare che “quando si firma un contratto quest’ultimo non e’ subito operativo. Se non siamo capaci di arrivare a una sintesi in un mese, un mese e mezzo rischiamo che i soldi li vedano solo nel 2026”.

Un tempo limite per decidere su come andare avanti e se procedere con la dazione unilaterale, ha rimarcato, “non l’ho ancora definito, ma ho consapevolezza che da qui a un mese un messe e mezzo dovro’ andare in Consiglio dei Ministri a rappresentare la situazione”. In caso di mancata soluzione “ho la responsabilita’ di chiedere al Governo di arrivare a una soluzione che sarebbe quella della dazione unilaterale”. Una soluzione che Zangrillo non preferisce poiche’ “l’accordo con il sindacato ha un valore molto piu’ importante. Se noi andiamo avanti con una dazione unilaterale perdiamo parte del contratto che e’ la parte normativa e che ha un valore enorme”.

Zangrillo ha sottolineato infine che “non c’e’ solo la criticita’ dei rinnovi dei contratti ma occorre intervenire su altri temi come quello delle pensioni” e quindi, prima che queste risorse vengano richieste per altro, occorre agire: “finche’ ci sono queste risorse - ha chiosato - le vorrei usare”.

23 maggio 2025

Lavoro, Landini: prima di parlare produttività, Confindustria rinnovi i contratti

Prima di parlare dei contratti di produttività proposti da Confindustria «bisogna che rinnovino i contratti nazionali. Confindustria deve far rinnovare i contratti nazionali. C’è quello dei metalmeccanici che è bloccato con 32 ore di sciopero. C’è quello del multiservizio che di nuovo è stato rinviato ed è bloccato. C’è tutto quello della sanità privata. C’è quello delle telecomunicazioni che sono due anni che non si rinnova». Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a margine del Festival dell’economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore. «Quindi la Confindustria intanto rinnovi i contratti nazionali di lavoro e favorisca il fatto che i salari aumentino per davvero tutelare il potere d’acquisto. Poi sul resto è un anno che (il presidente Emanuele Orsini) ci aveva promesso che cominciavano degli incontri, siamo ancora ad attendere», ha continuato Landini. «Noi volevamo discutere di salute e sicurezza, volevamo discutere di come si applica l’accordo sulla rappresentanza, su come si riducono anche i contrari, su come si combatte la precarietà e quali politiche industriali si fanno. Noi siamo ancora in attesa che quella cosa lì avvenga, quindi chiacchiere basta», ha aggiunto il leader della Cgil.

23 maggio 2025

Ex Ilva, Landini: «Salvaguardare attività e occupazione, rischio fallimento piani»

Il Governo deve assumersi la responsabilità di portare avanti l’attività e gli investimenti per salvaguardare l’ex Ilva, confermando anche gli impegni sull’occupazione. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a margine del Festival dell’economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore insieme a Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento e con il contributo del Comune e dell’Universita’ di Trento. «Siamo a rischio del fallimento di quelle esperienze, dei progetti e dei piani che c’erano. Quindi oggi il problema di fondo è che vengano fatti tutti gli investimenti che sono necessari per garantire una continuità produttiva e per garantire il risanamento ambientale e produttivo», ha affermato Landini. «Questo è il punto di fondo e, visto che ad oggi di offerte concrete ancora non ce ne sono, questa è una cosa che deve fare il Governo, non può essere che questa cosa ricada sui lavoratori con la cassa o con la decisione di fatto di dismettere sostanzialmente delle attività», ha continuato.

La grande fuga: progetti di vita e incertezze sul futuro Nella foto: Maurizio Landini, Giorgio Pogliotti.

In caso di vendita a privati, si vedrà, ha proseguito Landini, «adesso questo ruolo lo deve svolgere il Governo e lo Stato, sennò l’alternativa a questo è accompagnare un processo che fa saltare tutto», sottolineando che «oggi così non si va avanti. Così salta tutto. Questa è la verità. Se non si vuole far saltare tutto, i soldi per le manutenzioni, per gli investimenti» devono arrivare dalla procedura commissariale e «lo Stato, perché altre cose non ci sono.

Altrimenti qui ci si sta assumendo la responsabilità di far saltare tutto. Siccome è 12 anni che questa storia va in giro, stiamo pagando errori su errori e a questo punto anche questo Governo deve decidere che cosa vuole fare», ribadendo che «per noi non è accettabile che a pagare siano i lavoratori sia con la cassa integrazione sia con il rischio di far saltare pezzi interi di questo gruppo che o mantiene una sua integrità, una sua dimensione e una sua qualità anche con gli investimenti oppure rischia davvero di saltare». Di fronte alla possibilità paventata dal Governo all’ultimo incontro con i sindacati - aggiornato al 27 maggio prossimo - di avere metà occupazione con metà produzione, Landini ha replicato: «Per noi l’occupazione va salvaguardata tutta. La prossima settimana ci devono dare delle risposte. Si deve decidere, non c’è tempo da perdere ulteriormente».

23 maggio 2025

Abodi: da sport forti ricadute sociali, non c’è economia senza valori e credibilità

“Lo sport ha ricadute positive anche sull’economia, anche in termini sociali. Non c’è economia senza valori, senza credibilità. A volte si pensa che questi aspetti possano essere disgiunti, ma non è così. La catena del valore passa per la catena dei valori”. Lo ha detto Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, durante uno dei panel del Festival dell’Economia di Trento. “Fino a qualche tempo fa il modello, il metro di giudizio, era il medagliere, noi siamo sicuramente vincenti, vuol dire che c’è talento e volontà. Ma non ci siamo accontentati di questo, da quando c’è questo Governo abbiamo cercato di allargare l’orizzonte e fare capire quanto sia importante il valore educativo e sociale dell’attività sportiva”, ha detto il ministro, spiegando che “cerchiamo di fare in modo che a una visione si accompagni una strategia, quindi provvedimenti e risorse”.

I grandi eventi, come l’America’s Cup a Napoli nel 2027 o gli Internazionali di tennis a Roma, “sono importanti, non sono soldi sprecati, c’è un elemento di premialità, anche per i territori. Sono investimenti che valgono la pena di essere fatti e, anche quando le risorse sono limitate, bisogna fare delle valutazioni e capire dove destinarle. Si tratta di investimenti sociali, sarebbe un errore metterli in competizione con altri investimenti”, ha detto Abodi, spiegando che “noi cerchiamo di investire su prototipi, con progetti che poi possono essere replicati anche altrove, come successo con Caivano”.

23 maggio 2025

Scaroni (Enel): «Ottimista sul nucleare ma costruire consenso di tutti»

Il nucleare “qui tutti lo considerano una cosa stranissima ma lo è solo per gli italiani, per gli altri non è strana”. Enel “è principale azionista del nucleare del futuro, ci crediamo”, dice il presidente di Enel, Paolo Scaroni, in un approfondimento sui temi dell’Energia al Festival dell’Economia organizzato a Trento da Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing. E sottolinea: serve “un consenso che deve essere costruito, deve essere un accordo di tutti, non può esserci un partito che spinge ed uno che va contro, altrimenti si fanno solo chiacchiere”.

“Non sono obiettivi di destra e sinistra, devono essere obiettivi di tutti noi. E questo lo dobbiamo costruire”. Si farà il nucleare in Italia? “Sono ottimista. Nel mondo funzionano 450 centrali nucleari e ne stanno costruendo 56”, se all’estero si punta sul nucleare “non parliamo di una cosa stranissima. Ma in Italia serve consenso, dobbiamo costruirlo, se non si crea consenso divento pessimista”, serve “una accettazione sociale” E’ un tema che Paolo Scaroni lega anche agli obiettivi del green deal: il nucleare serve “per quegli obiettivi” così come per gli “obiettivi ”di indipendenza energetica”. Un “ripensamento degli obiettivi” del green deal “sarebbe molto difficile per l’Unione europea, io penso che ci stiamo avvicinando a questo ripensamento ma non siamo ancora là”, dice Scaroni.

Gli obiettivi al 2030 “sono difficilissimi ma raggiungibili”, quelli al 2040 ed al 2050 “sostanzialmente irrangiugibili”. Oggi, prosegue, “ci poniamo degli obiettivi che i cittadini europei cominciano a non aver più voglia di pagare sapendo bene che tutto questo è una piccola cosa in rapporto al problema complessivo” delle sfide del green deal, “tutto questo ha portato l’Unione europea, spinta naturalmente dalla politica, a ragionare su un ripensamento”.

23 maggio 2025

Calderoli: «Terzo mandato in Trentino per me è legittimo»

“Sono due anni e mezzo che con gli alleati di governo parliamo del terzo mandato. Ma noi l’idea ce l’abbiamo in testa da un po’, quella del Trentino per me è assolutamente legittimo. Allora perché in passato non hanno impugnato la legge della Valle d’Aosta o di Bolzano sul terzo mandato. O quella della Sicilia? perché nessuno ha impugnato queste cose? perché sono autonomie speciali. Allora o uno si studia la Costituzione oppure resta ignorante per tutta la vita”. Così il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, al Festival dell’economia di Trento.

“Da una parte io sto realizzando l’Autonomia differenziata che è un principio riferibile a tutte le regioni a statuto ordinario, dall’altro faccio l’esempio del Trentino e dell’Alto Adige che sono la prova provata che con l’autonomia speciale una realtà può crescere meglio. Trentino e Alto Adige sono due perle nel panorama italiano. Credo che la riforma dello Statuto - che ha vuole ripristinare livelli di autonomia pre riforma 2001 - sia assolutamente necessaria e noi aggiungiamo anche un pochino di autonomia in più e mettiamo una norma di salvaguardia affinché non possano esserci interventi surrettizi da Roma. L’Autonomia speciale non può essere nemmeno sfiorata”.

“Per quanto riguarda i mandati della Provincia, il limite dei due mandati è attribuito alle Regioni e non mi risulta che la Provincia autonoma di Trento sia una regione. Un conto è dire per le Regioni ordinarie che la competenza legislativa deve rispettare i limiti delle leggi statali e essere in armonia con la Costituzione ed i principi giuridici della Repubblica. Vuol dire non mettere un numero infinito di mandati ma un limite. E il limite di tre esiste a Bolzano, in Val d’Aosta, non esiste in Sardegna, dunque è assolutamente legittimo che Trento possa mettere limite tre mandati. Il peggior errore del legislatore o del politico è legare la legislazione a situazioni contingenti. Fedriga è stato rieletto una seconda volta perché lo hanno eletto i cittadini”, ha concluso Calderoli.

Fugatti: «Discutiamo subito di terzo mandato»

Sul tema terzo mandato interviene anche il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti: “Rilevo che è partito il dibattito e vedo che illustri esponenti del governo dicono che si può arrivare a parlare del terzo mandato, perché non c’è scritto in Costituzione che i mandati devono essere due. Da lì nasce la scelta politica, modificare i mandati oppure no. Ora qualcuno della maggioranza nazionale dice che si può ridiscutere subito: ma facciamolo subito, non si aspettino le elezioni del Veneto e della Campania, lo si faccia prima”. “Per noi - prosegue Fugatti - l’impugnativa del governo, non essendo fondata sotto l’aspetto giuridico, è stata sicuramente una sorpresa, anche se negli ultimi giorni qualcosa trapelava, e quindi è stata scelta politica, legittima”. Fugatti sottolinea ancora: “rilevo casualmente che a parte De Luca ed Emiliano, gli altri governatori che chiedono con forza il terzo mandato sono quelli della Lega e delle regioni del nord: dato politico legittimo come è legittima l’impugnativa politicamente”.

Kompatscher: «Prerogativa Province autonome decidere su mandati»

“Sul piano giuridico il nostro Statuto parla chiaro”, sottolinea invece il presidente della Provincia autonoma di Bolzano e della Regione Trentino Alto Adige, Arno Kompatscher, anche lui presente al Festival dell’economia di Trento. “Sul diritto elettorale attivo e passivo abbiamo un limite in Costituzione e principi fondamentali di ordinamento giuridico: non credo che per il limite dei mandati, due o tre, questa legge possa essere annullata. Bene però che si apra un dibattito politico sul limite, ci sono elementi a favore. In Alto Adige abbiamo l’elezione indiretta del presidente e abbiamo i tre mandati, non c’era nessun limite fino a pochi anni fa, ora c’è ma sempre con elezione indiretta del presidente della Provincia, per una maggiore rappresentanza di tutti i gruppi linguistici. Io credo comunque che sia prerogativa della Regione e delle due Province decidere sul numero mandati”.

23 maggio 2025

Calderone: «Salari vanno legati a produttività, no a minimo per legge»

Il Governo conferma la sua contrarietà a un salario minimo legale, sostenendo che «salari e produttività vanno di pari passo. Se non aumenta la produttività non aumentano i salari, per questo penso che il salario minimo fissato per legge non sia la soluzione». Lo ha detto la ministra del Lavoro, Marina Calderone, intervenendo al Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro Nella foto: la ministra del Lavoro Marina Calderone

«Se un settore non restituisce valore, si rischiano distorsioni o abuso delle condizioni contrattuali. Se una azienda non riesce a reggere il salario minimo per legge, si vedrebbe un aumento del part time involontario. Dobbiamo puntare sull’aumento della produttività, sul welfare, sulla contrattazione di prossimità», ha aggiunto Calderone, sottolineando che «dove c’è una buona contrattazione di secondo livello, la retribuzione permette un maggiore potere di acquisto». In particolare, ha ricordato Calderone, «noi abbiamo abbassato la tassazione dei premi di risultati al 5%, si deve lavorare molto su questo aspetto e ampliare il paniere delle voci contrattuali che possono usufruire della tassazione agevolata. E contemporaneamente bisogna guardare a come collegare la produttività al welfare integrativo.

Oggi legare l’incremento a parametri di un altro contesto non risponde alla situazione attuale». In questo quadro, ha concluso Calderone, «mi riprometto insieme al Mef di fare una valutazione, credo sia molto importante che si sposi bene con la legge sulla Partecipazione, mettere insieme le cose e non guardare a interventi spot».

23 maggio 2025

Dazi, Montezemolo: “Bluff o verità? Europa però stenta ad avere posizione unica e forte”

“C’è un tema di Europa e c’è un tema di Stati Uniti, che era l’emblema della democrazia. Oggi veramente non riconosco più gli Stati Uniti. I dazi sono un intervento quasi masochistico perché avranno un rimbalzo negativissimo sugli Stati Uniti, ho la sensazione che Trump stia riuscendo a scontentare sia i poveri che i ricchi, ma poi dobbiamo vedere fin dove arriva il bluff e dove inizia la verità”. È quanto ha affermato Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Italo e della Fondazione Telethon, intervistato al Festival dell’economia di Trento sul tema ’Geopolitica e distrazioni di massa’. “D’altro lato, però c’è un’Europa che fa fatica ad avere una posizione forte, autorevole, comune, - ha sottolineato - anche se mi rendo conto che in questo momento non è facile, perché bene o male il nostro interlocutore storico sono sempre stati gli Stati Uniti: noi non abbiamo eletto Trump ma abbiamo gli Stati Uniti che hanno eletto liberamente Trump”. L’Europa, ha poi aggiunto Montezemolo, “deve avere una posizione il più possibile che tenga conto degli interessi delle aziende europee che rischiano veramente molto in questo momento. Però io credo che su queste cose ne vedremo ancora delle belle, fin dove arriverà il bluff e dove saranno le cose vere”.

23 maggio 2025

Noci (Polimi): un disastro la chiusura di Harvard agli stranieriBombardieri (Uil): industria ha perso centralità, serve investire

“La scelta di Trump di chiudere Harvard agli stranieri e di tagliare le risorse al cuore pulsante che ha generato quegli straordinari cavalli che hanno consentito agli Stati Uniti di crescere del 4% all’anno è un vero disastro”. Si è espresso così Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, nel corso del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento. “La chiusura delle università americane al resto del mondo - ha proseguito Noci - ma ancora di più il percepito senso di non essere accettati, fa sì che quell’enorme carica di idee e innovazione che si è sviluppata grazie agli studenti e ai dottorandi stranieri venga meno”.

In occasione della presentazione del suo saggio, ’Disordine. Le Nuove coordinate del mondo’, il prorettore del Politecnico ha parlato anche dei pesanti tagli alla ricerca. “Trump ha ridotto del 56% il budget della National Science Foundation, senza la quale oggi non staremmo a parlare di Intelligenza Artificiale, e ha ridotto del 26% il budget della Nasa, che è stata il padre scientifico che ha permesso a molte start-up di sviluppare nuove tecnologie. Trump sta scardinando il sistema dell’innovazione americana - ha concluso Noci - non rendendosi conto che in una società come quella di oggi il sistema educativo è più centrale e fondamentale che mai”.

Nel corso degli ultimi anni la commissione europea “non ha agevolato e nemmeno ha provocato una innovazione tecnologica. E i risultati li abbiamo pagati nel settore della chimica e dell’automotive”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, nel corso del Festival dell’Economia di Trento. “In questi anni - ha aggiunto . non si è investito e innovato ma sono state date solo indicazioni di massima. Si è normato e tassato le aziende che non riuscivano a raggiungere certi obiettivi. Le scelte su chimica e automotive da parte della commissione sono state tiepide. E così l’industria ha perso sempre di più il suo ruolo centrale. Abbiamo bisogno di investimenti per le grandi transizioni. E dobbiamo sostenere anche la transizione sociale sulla quale chiedere all’Europa di individuare gli obiettivi ed i finanziamenti”. “Non basta regolamentare, bisogna fare investimenti. Avevamo proposto un fondo sovrano, ne aveva parlato anche Draghi, non ne sentiamo più parlare. L’utilizzo dei bond europei” per programmare investimenti e per l’innovazione, “può essere mirato a realizzare obiettivi di crescita. Per noi è una scelta quasi obbligata”.

“Elettrico va accompagnato da politiche sostegno o è utopia”

«O l’obiettivo dell’auto elettrica è accompagnato dalle politiche dei singoli paesi, per esempio per la rete di ricarica, oppure è utopia». Così il segretario generale della Uil, in un altro passaggio del suo intervento in collegamento al Festival dell’Economia di Trento. «Bisognerebbe ridiscutere gli obiettivi sull’auto elettrica, non il green deal. Bisognerebbe seguire la via della neutralità tecnologica», ha continuato Bombardieri, parlando del rischio che «le auto elettriche rimangono nelle fabbriche, perché costano troppo e c’è il problema di dove fare la ricarica». Inoltre, bisogna anche tenere conto la produzione delle batterie: «Noi abbiamo puntato tutto sull’auto elettrica ma quando lo facciamo ci poniamo la questione che in Cina poi vengono aperte nuove miniere dove lavorano ragazzi?», quindi bisognerebbe tenere conto anche di tutto il quadro sociale e ambientale. Infine, ha continuato Bombardieri, «la transizione va sostenuta, con strumenti come Sure durante la pandemia».

23 maggio 2025

Gros-Pietro: «Banche italiane valgono 275mld, più del triplo delle tedesche»

«Il settore bancario italiano è stato profondamente riformato» e in Europa «l’industria bancaria che ha più valore come capitalizzazione di Borsa è quella italiana». Lo ha rilevato il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, nel corso della tavola rotonda “Le big tech dopo l’ascesa di Musk” nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. La capitalizzazione delle banche italiane «al 14 maggio era 275 miliardi, che è dietro a quella del Regno Unito, che però non è Europa e ha un’altra moneta, ma è davanti ai 260 della Francia e ai 184 della Spagna». «La Germania è a 82 miliardi», ha notato ancora Gros-Pietro. «Come si è riusciti a farlo? - ha concluso Gros-Pietro - Rendendo queste banche competitive, devono competere tra di loro, devono produrre dei risultati».

23 maggio 2025

Ue, Prodi: «Sul tavolo grandi decisioni, ci vuole fretta o si torna indietro»

«L’Europa non può andare avanti solo con mediazioni. Non si possono esaltare i ragazzi con una idea di Europa se litighiamo sullo zero virgola o su aspetti particolari dell’economia. O mettiamo sul tavolo grandi decisioni europee o non contiamo più nulla». Lo ha detto l’ex premier dem Romano Prodi al Festival dell’Economia. «Non ci si rende conto del ruolo che l’Europa ha perduto in questi 20 anni. Servono ulteriori passi sull’economia e sul mercato globale, proposte per quello che una volta si definiva terzo mondo, avere un ruolo attivo in queste ultime vicende. Ci devono essere proposte che la gente capisce, popolari e importanti. Ci vuole fretta se no torniamo indietro», ha detto l’ex premier e presidente della Commissione Ue.

«Sono convintissimo la Difesa ci vuole, ma deve essere una difesa non una spesa per la difesa. Noi spendiamo molto di più del bilancio russo e abbiamo una capacità di difesa minima - ha detto ancora Prodi -. Tra 6 o 7 anni quello tedesco sarà il più efficiente e grande esercito europeo ma l’arma nucleare ce l’ha solo la Francia, con il diritto di veto al Consiglio di sicurezza. Possiamo pensare a un esercito europeo in cui uno paga e l’altro comanda? Non è possibile. O tutte le decisioni vengono messe in comune o non ci sarà mai una difesa europea. Ancora siamo lontani».

L’ora della verità: l’Europa Nella foto: Romano Prodi

23 maggio 2025

Calderone: «Per la sicurezza sul lavoro stanziati 650 milioni»

«Abbiamo un tavolo aperto con le parti sociali. Il tavolo è aperto, e ci sono le disponibilità per fare un confronto ampio. Come sapete la presidente del Consiglio e la sottoscritta siamo impegnate a mettere a disposizione le risorse. La presidente ha annunciato un primo set di 650 milioni di risorse che sicuramente abbiamo liberato per una serie di interventi». Lo ha detto la ministra del lavoro Elvira Calderone a margine del suo intervento al Festival dell’Economia di Trento parlando con i giornalisti del tema della sicurezza sul lavoro.

«Per noi è importante lavorare ovviamente tantissimo sulla prevenzione e sulla formazione a tutti i livelli, mettendo in sicurezza non solo i luoghi di lavoro, ma anche i luoghi in cui ci si forma», ha aggiunto Calderone. «Quindi vogliamo ribadire il nostro impegno a rendere strutturale l’assicurazione Inail, quella contro gli infortuni sul lavoro nell’ambito delle scuole. Sapete che anche recentemente purtroppo ci sono stati degli incidenti che hanno interessato una scolaresca e una maestra che ha perso la vita in un incidente stradale. Il nostro impegno è che tutto quanto debba essere ricondotto a una strategia unitaria del governo, delle parti sociali e di tutti coloro i quali hanno competenze a livello nazionale e locale a livello di sicurezza».

Calderone ha commentato la scelta di pubblicare delle linee guida sull’Ia e metterle in consultazione. La scelta, ha sottolineato, «dimostra che teniamo conto delle sensibilità degli stakeholder. Sono oltre 90 i contributi raccolti che siamo valutando, tutti di grande qualità, e ad emergere è un’attenzione sul tema positiva e non di paura perché bisogna accompagnare un tema che determinerà le scelte future. C’è molta aspettativa e consapevolezza che non si può fare a meno di parlare di tecnologia e di Ia».

In Italia “è record di occupati. È la base su cui costruire il futuro”, ha sottolineato la ministra in un altro passaggio del suo intervento al Festival. “In questo momento sta crescendo il lavoro strutturato e a tempo indeterminato. Significa che le aziende investono. Anche per quanto riguarda i giovani i numeri ci dicono che stanno diminuendo i neet e il governo ha strategie per intercettarli e renderli attivi”.

23 maggio 2025

Gros-Pietro: «I dazi creano danni, Trump farà modifiche»

L’Europa «così com’è» non può competere con Stati Uniti e Cina e «deve fare dei passi avanti», in particolare sul fronte delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Lo ha detto il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, intervenendo al Festival dell’Economia di Trento. «Le banche saranno dei grandi utenti di AI, già adesso sono tra i primi che la utilizzano - ha rimarcato -. Serve un’enorme potenza di calcolo per le strutture a base di cloud e gli offerenti mondiali di cloud sono pochi, i primi 3 hanno i due terzi del mercato e non sono europei. Nessuno è europeo». «Questo - è l’allarme di Gros-Pietro - significa essere dipendenti da una forza esterna che offra qualcosa che per noi è indispensabile. Dobbiamo renderci capaci di sviluppare in quella direzione».

Quanto poi al commercio internazionale, Gros-Pietro ha messo in evidenza che «i dazi creano una incertezza sul futuro della globalizzazione che ha avuto anche degli effetti negativi. Tanto per fare un esempio relativo al nostro Paese - ha aggiunto - penso ai dipendenti di un produttore di scarpe marchigiano che si sono trovati in concorrenza indiretta con la manodopera che produce scarpe in Vietnam, con costi della vita e salari completamente diversi. E questo è un grandissimo problema che deve essere risolto con una diversa organizzazione internazionale. I dazi non possono raggiungere da soli questo risultato ma producono danni. Le tariffe sul commercio sono un prelievo e fanno aumentare il costo della vita». Guardiamo agli Stati Uniti, che sono diventati un «grande Paese importatore e il centro della finanza mondiale, ma la fabbrica del mondo è la Cina. Quindi il flusso delle importazioni è enorme ed ha contribuito a tenere basso il costo della vita».

23 maggio 2025

Marcegaglia su Ilva: «Non possiamo perdere l’acciaio in Italia»

«Non possiamo perdere la produzione di acciaio in Italia», ha sottolineato l’industriale dell’acciaio Emma Marcegaglia, past president di Confindustria, intervenuta al Festival dell’Economia di Trento organizzato da Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing. «Se vogliamo ancora una produzione siderurgica in Italia, fondamentale in un paese come l’Italia» per l’Ilva serva «una Aia normale», prescrizioni ambientali «serie» che siano «come negli altri Paesi europei: serve una Aia seria, non possiamo fare un Aia che se c’è vento si deve fermare l’altoforno».

Quanto invece al nodo dazi, la presidente e amministratrice delegata di Marcegaglia Holding ha affermato: «Noi siamo grandi esportatori, non dobbiamo andare verso una direzione in cui i mercati si chiudono, i mercati devono rimanere aperti». «I precedenti governi degli Stati Uniti, soprattutto il precedente, avevano detto il “nemico” è la Cina - ha spiegato -, c’era la volontà di tenerci tra noi che abbiamo gli stessi valori. Quello che vediamo oggi, con la volontà di colpire tutti, amici e nemici, è l’idea un po’ malsana che se gli americani comprano merci italiane è colpa degli italiani che vogliono vendere di più. È un approccio pericoloso, mi auguro che la trattativa (tra Usa e Ue) arriverà e sarà intelligente da parte dell’Europa», ha affermato Marcegaglia, aggiungendo che si deve distinguere «tra Stati Uniti e Trump. Gli Stati Uniti rimangono un grande paese, forte, culla della democrazia, dei valori di mercato. Trump è un personaggio un po’ particolare, molto diverso da precedenti presidenti Usa e anche dal Trump uno, quando i Repubblicani erano ancora forti. Oggi su alcuni accenni, come quando dice dobbiamo conquistare la Groenlandia, un po’ di paura me la mette. Non sappiamo se lo dice per avere qualcosa in cambio. Quando dice che vuole controllare le università che hanno fatto grandi gli Usa rischia di depotenziarle e farebbe un errore», anche se «i treasury vedono i tassi troppo alti… se il mercato dà segnali di emergenza fa un passo indietro. Visto che è un businessman oltre certi livelli non andrà».

23 maggio 2025

Urso, da dazi a energia, «4 cose da fare con l’Europa»

Oggi, con le sfide da affrontare per l’economia, a partire dalla guerra dei dazi all’energia e alle politiche industriali, «l’Europa con l’Italia deve fare 4 cose, che devono essere fatte insieme, con determinazione e con tempi veloci», ha spiegato il ministro Adolfo Urso dal Festival dell’Economia organizzato a Trento da Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing. La prima è «concludere al meglio il negoziato con gli Stati Uniti» sui dazi «come ha fatto la Gran Bretagna, e non certo innescando una spirale di ritorsioni». «La seconda cosa - ha continuato il ministro - è preparare misure di salvaguardia del continente europeo», perché se i negoziati degli Stati Uniti sui dazi «andassero bene con noi e male per altri», come la Cina, si creerebbe «un maremoto», «le merci dall’asia si riverserebbero verso l’Europa e le conseguenze sull’Europa sarebbero devastanti». «Terza misura, necessaria in ogni caso: fare accordi di libero scambio con altri attori, per favorire le nostre imprese sui mercati in crescita. Quarta cosa, fondamentale, - ha sottolineato ancora Urso - è realizzare una politica energetica e industriale europea prendendo atto che il green deal è morto insieme alla globalizzazione. L’Europa deve recuperare il ritardo che si è accumulato con Stati Uniti e Cina su settori strategici, deve farlo entro quest’anno, perchè non c’è tempo da perdere se non vogliamo soccombere».

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha affrontato anche il tema dell’ex Ilva. «Dobbiamo produrre acciaio green e siamo l’unico paese che ha prospettato la piena decarbonizzazione e che lo sta dimostrando con i fatti», ha affermato. «Il governo - ha continuato - sta portando avanti a Terni con l’accordo di programma e il contratto di sviluppo che sarà sottoscritto nei prossimi giorni grazie al contributo anche della regione Umbria e del Comune di Terni». Un intervento che «prevede acciaio green a Piombino, dove non si produceva acciaio da anni. Per l’Ilva di Taranto poi abbiamo presentato un progetto che prevede i tempi congrui necessari perché noi siamo consapevoli che significa realizzare un forno elettrico”. Il ministro segnala la volontà “della piena decarbonizzazione del sito siderurgico di Taranto e a quel punto saremo l’unico paese in Europa e nel mondo a produrre siderurgia green pienamente compatibile con le alte regole ambientali».

23 maggio 2025

Foti: «Revisione Pnrr per realizzare tutti gli obiettivi»

«Sicuramente andremo verso una nuova revisione del Pnrr perché come ho detto ieri al Senato e il giorno prima alla Camera quella presentata era una revisione tecnica che riguardava la settima e l’ottava rata ma le rate sono dieci e quindi vogliamo ricalibrare gli obiettivi per la nona e la decima rata». Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti, nel corso del Festival dell’Economia di Trento. «Contrariamente - ha aggiunto - a chi gioca contro l’Italia noi tifiamo per l’Italia e quindi vogliamo mettere l’Italia nelle condizioni migliori per realizzare tutti gli obiettivi».

«Sicuramente - ha ammesso il ministro - c’è un livello di spesa che allo stato attuale non è soddisfacente ma devo dire peraltro che il Pnrr non è una legge di spesa soltanto è una legge di riforma e questo qualcuno se lo dimentica. Ad esempio - ha aggiunto - c’è stata la riforma della pubblica amministrazione. Voglio fare presente che noi abbiamo inserito pacchetti di leggi che hanno dato dei risultati concreti anche in termini di competitività faccio un esempio tra tutte la parte della pubblica amministrazione vede un abbattimento sostanziale sul territorio nazionale di misure che vengono classificate come costi inutili di burocrazia».

«Io penso che l’Europa sia al bivio - ha detto Foti -. Sono già passati 11 mesi dalle elezioni europee e in questi 11 mesi, spiace doverlo dire, abbiamo continuato a parlare del titolo del tema, del titolo dei dossier, ma di azioni concrete non se ne sono viste tante». «La Bussola della Competitività è un bellissimo titolo, ma vogliamo declinarla e iniziare a dire quali iniziative concrete si mettono sul campo?», ha concluso il ministro.

23 maggio 2025

Schlein: «Voto anticipato? Spero di sì, noi pronti, partita aperta»

L’Italia deve stare in prima fila verso una pace giusta in Ucraina. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenuta alla seconda giornata del Festival dell’economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing. Schlein ha affrontato temi di attualità, a cominciare dalla crisi in Ucraina. Sul piano della politica interna, ha confidato: «Spero nelle elezioni anticipate e siamo pronti».

Per quanto riguarda il dossier Ucraina, facendo riferimento alla scelta del governo Meloni di non partecipare in presenza al vertice dei cosiddetti “volenterosi”, ovvero i Paesi che stanno già ragionando su come garantire un eventuale cessate il fuoco nel Paese quando dovesse maturare, la leader del Pd ha sottolineato che «l’Italia è rimasta in panchina e questo è un danno per il nostro paese. Questo - ha aggiunto la Schlein - non vuol dire che a quel tavolo non si possano avere posizioni anche differenziate. Anche noi siamo cauti su quali garanzie di sicurezza si possono fornire, soprattutto se manca, finché manca, una cornice delle Nazioni unite. Però è lì che bisogna discuterne, non è un motivo per non sedersi a quel tavolo. E abbiamo criticato di nuovo la presidente del Consiglio perché è successa la stessa cosa a Tirana».

Schlein ha lanciato un messaggio chiaro: «Dove si parla di un negoziato verso una pace giusta l’Italia deve stare in prima fila. Sono felice che la presidente ci abbia dato ragione partecipando alle successive chiamate con Trump prima e dopo con i contatti che vi sono stati con Putin. Io credo che dobbiamo stare a fianco all’Ucraina, perché un negoziato si può fare tenendo conto delle ragioni di chi ha subito l’invasione. La nostra idea è starci. È chiaro - ha continuato - che bisognerà costruire delle garanzie di sicurezza. Ma intanto stare lì e costruire una pace giusta per l’Ucraina. Valuto positivamente questi ultimi sviluppi di triangolazione tra leader europei e Stati Uniti di Trump. Ma adesso tocca a noi come Europa fare la nostra parte, presentarci uniti a quel tavolo e riuscire ad assicurare sia gli interessi dell’Ucraina sia dell’Unione Europea».

Un passaggio dell’intervento della segretaria del Pd è stato sui nodi della sanità. «Stanno privatizzando la sanità senza dirlo», ha affermato. A causa delle liste di attesa infinite, ha spiegato, «chi ha i soldi va dal privato, chi non ce li ha rinuncia a curarsi».

La segretaria Dem è intervenuta anche sul tema del risiko bancario. C’è «un interventismo eccessivo da parte del governo, mirato non alla prospettiva di consolidamento, non un preciso disegno industriale, ma interventi discutibili che mirano a premiare alcuni interessi e operazioni piuttosto che altri. Quindi il Pd, su questo, sostiene il buon funzionamento delle regole del mercato e non vederle piegate alle ragioni politiche». E sull’uso del golden power ha ribadito: «È stato utilizzato in modo discrezionale e solo su una delle partite. Questo solleva alcuni interrogativi». Così come la Legge Capatali è stata «un modo per entrare a gamba tesa» in alcune partite del risiko bancario.

23 maggio 2025

Zuppi: «Ue ha responsabilità enorme per ritrovare la pace»

«In realtà capiamo che la guerra è una sconfitta per tutti. I padri costituenti lo sapevano molto bene e come diceva don Mazzolani “anche chi vince la guerra è sconfitto”. L’articolo 11 della Costituzione è bellissimo e ce lo siamo dimenticati. Io sono nato 10 anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale e tutti abbiamo dato per scontato la pace. Abbiamo una responsabilità enorme, l’Europa deve trovare la capacità di risolvere i conflitti».

Lo ha detto il cardinale Matteo Maria Zuppi intervenendo a “La pace, valore universale”, panel della seconda giornata del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia in collaborazione con Comune e Università, facendo riferimento al conflitto Ucraina-Russia.

«I padri costituenti che avevano negli occhi la guerra e che erano sopravvissuti alla guerra lo avevano molto chiaro che la guerra è una sconfitta. Anche per chi la vince. Questa era una grande sapienza dei nostri connazionali. Che in realtà anche Caino è sconfitto. Non vince Caino. Drammaticamente è perso anche lui», ha ribadito il presidente della Cei.

«Abbiamo - ha continuato Zuppi - una responsabilità enorme. E penso che l’Europa, che le guerre mondiali le ha fatte e le ha esportate - perché sono tutte guerre europee, non dobbiamo dimenticarlo - ha una maggiore responsabilità per cercare i modi di risolvere i conflitti», ha aggiunto Zuppi, sottolineando la dimensione sociale della pace. «La facciamo coincidere con l’individuo, mentre la pace è sempre qualcosa che dobbiamo conquistare, difendere. Non è mai acquisita una volta per sempre. Ed è qualcosa che ci unisce agli altri. Nella pace c’è sempre una dimensione sociale».

23 maggio 2025

Criptovalute, Savona: «Non vanno legittimate, è un rischio fatale»

Legittimare le criptovalute, come ha fatto negli Stati Uniti a marzo il presidente Trump, «è un rischio fatale». Paolo Savona, presidente della Consob, non usa mezzi termini nel corso di un evento al Festival dell’Economia di Trento intervistato dall’economista Marina Brogi. Savona definisce «una seria questione di coscienza» l’attuazione della Micar nella quale è direttamente impegnato.

«Non voglio mettere il mio sigillo alla legittimazione delle cripto» osserva utilizzando la metafora del falsario che stampa moneta e che andrebbe denunciato per questo. I minatori di cripto stanno «sconvolgendo il sistema bancario». Savona aggiunge che da cittadino deve rispettare le leggi ma il suo compito è anche quello di informare e se «il mercato vuole la moneta privata, la democrazia deve decidere se la vuole, ma deve sapere dei rischi di fondo che si incontrano nel sostituire la moneta pubblica». Io sono «un matusalemme degli incarichi pubblici» afferma rivolgendosi ai ragazzi presenti in sala ma per voi, per il vostro futuro «dovete chiedervi che finanza volete e come fare a garantire il risparmio dei vostri genitori e vostro».

23 maggio 2025

In corso la seconda giornata del Festival

In corso la seconda giornata del Festival dell’Economia di Trento con un programma che vede la presenza di premi Nobel, manager e rappresentanti del governo. La manifestazione, organizzata dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento, con la collaborazione del Comune e dell’Università, quest’anno festeggia i suoi venti anni.

Il filo conduttore del Festival sono il ruolo, le scelte e i rischi per l’Europa. I lavori sono iniziati con un incontro con il presidente della Consob Paolo Savona che affronta l’argomento della legittimazione delle criptovalute e rischi per i mercati mobiliari. Durante l’incontro Savona si è anche detto pronto ad andarsene «se non sono gradito».

Oggi a Trento irrompe anche il tema della pace con il cardinale Matteo Maria Zuppi.

Tra i rappresentanti del governo è prevista la presenza dei ministri Adolfo Urso, Tommaso Foti, Marina Calderone, Roberto Calderoli, Andrea Abodi, Paolo Zangrillo.

Sul fronte politico arriverà la segretaria del Pd Elly Schlein e su quello sindacale i segretari della Uil, Pierpaolo Bombardieri e della Cgil, Maurizio Landini.

Tra i banchieri è prevista la presenza del presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro. In parallelo proseguono anche gli incontri dei palinsesti del Fuori Festival, Economie dei Territori e Incontri con l’Autore.

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