Industria dell’acciaio

Ex Ilva, Urso: la Procura di Taranto ha messo a rischio la riconversione. Lunedì nuovo con i sindacati

Operai ex Ilva in sciopero occupano la statale a Taranto

di Redazione Roma

Ex Ilva, Mantovano: "Socio privato ci lascia eredità pesante che stiamo gestendo"

2' di lettura

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Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso torna a criticare duramente la magistratura sull’ex Ilva: «La decisione della procura di Taranto mette a rischio il processo riconversione ambientale del sito di Taranto. Sia per la sostenibilità economica dello stabilimento, sia per il negoziato in corso con le aziende che hanno partecipato alla procedura di gara che si ritrovano condizioni diverse rispetto a quelle contrattate, sia soprattutto per i rilevanti impatti occupazionali diretti e indiretti» ha detto rispondendo in question time alla Camera.

Intanto a Palazzo Chigi si è tenuto il tavolo con i sindacati nel corso del quale il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano ha ammesso: «Inutile sottolineare quanto sia particolarmente drammatico il momento in cui cade questo incontro, certamente uno dei più drammatici se non il più drammatico in assoluto da quando abbiamo iniziato a vederci».

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Un incontro che non ha soddisfatto i sindacati. «Il tavolo non è andato bene, abbiamo chiesto garanzie ma non ci sono state risposte adeguate, per questo abbiamo deciso insieme di aggiornare il tavolo» ha detto Rocco Palombella (Uilm-Uil) lasciando Palazzo Chigi.

Urso: nuovo tavolo sull’ex Ilva lunedì al ministero lavoro

Rispondendo in question time alla Camera il ministro Urso ha detto: «Il tavolo sarà nuovamente riunito lunedì al ministero del lavoro».

Tornando a quanto detto a Palazzo Chigi Mantovano ha affermato: «Non ricordo momenti facili, percorso sempre stato particolarmente complicato» e «i nostri parametri fin dall’inizio in questa valutazione sono stati quelli concordati, cioè garantire il futuro dell’acciaio, garantire il più possibile l’occupazione, garantire il mantenimento dell’indotto e prima di tutto questo la sicurezza delle condizioni di lavoro».

E ancora: «Verrebbe la tentazione di dire che le proteste, che sono più che giustificate, andrebbero rivolte a uffici diversi da palazzo Chigi o da via Veneto o dalla sede del ministero del Lavoro. Però non era assolutamente questo l’intento, perché qui noi ci assumiamo fino in fondo la responsabilità di governare questa crisi» ha aggiunto il sottosegretario all’incontro dopo l’incidente di due settimane fa. «Siamo preoccupati ma non rassegnati, non rifuggiamo le responsabilità» ha sottolineato e «dobbiamo individuare delle vie d’uscita».

Operai ex Ilva in sciopero occupano statale a Taranto

Mentre era in corso l’incontro a Palazzo Chigi alcune decine di lavoratori e delegati sindacali dell’ex Ilva di Taranto hanno occupato un tratto della statale Appia nei pressi dello stabilimento siderurgico in occasione dello sciopero di 4 ore. Alcuni manifestanti si sono sdraiati sull’asfalto. Il blocco è stato rimosso dopo circa un’ora e mezza e ha comportato inevitabili disagi alla viabilità. Una volta appreso della conclusione del vertice romano le sigle metalmeccaniche hanno deciso di interrompere la mobilitazione e informare i lavoratori sugli esiti. La protesta era stata attuata per l’impossibilità dei manifestanti di seguire in diretta la riunione con il governo in quanto il link fornito sarebbe risultato non funzionante. Davanti alla portineria Direzione era stato allestito un maxi schermo. Le sigle metalmeccaniche sostengono di aver «richiesto più volte ed in tutte le sedi istituzionali di poter ricevere risposte chiare e definitive sul destino dell’ex Ilva» mentre «si constata un quadro disastroso della situazione aziendale ed occupazionale».

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