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Oltre la certificazione di genere: così Alpitour S.p.A. rafforza l’inclusione

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La certificazione di parità di genere sta diventando uno degli strumenti più diffusi tra le imprese italiane per rafforzare politiche di inclusione e valorizzazione delle persone. Secondo i dati diffusi da Unioncamere, a inizio 2026 sono oltre 12mila le aziende che hanno ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022. Occupano una forza lavoro superiore ai 2,7 milioni di lavoratori, con una presenza femminile superiore al 43 per cento. Un risultato che ha già superato gli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e che testimonia la crescente attenzione del sistema produttivo verso modelli organizzativi più equi e sostenibili.
Sempre più imprese, infatti, scelgono di utilizzare la certificazione non solo come riconoscimento formale, ma come leva per consolidare la propria strategia di sostenibilità e responsabilità sociale. Tra queste realtà spicca Alpitour S.p.A.: il gruppo turistico italiano ha recentemente sia rinnovato la certificazione di genere (annunciata in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne del 25 novembre 2025) sia ampliato il proprio programma di diversity, equity & inclusion. Il tema dell’inclusione rappresenta da tempo un elemento centrale nella gestione delle persone e nella cultura aziendale: il rinnovo testimonia l’impegno costante del Gruppo che in questo ultimo anno si è sviluppato dando particolare rilievo alla promozione di attività nelle aree della genitorialità e della cura, ponendo il benessere della persona al centro delle proprie politiche, e che continuerà a guidare la promozione di una cultura aziendale aperta, responsabile e inclusiva.

Oltre la certificazione di genere: così Alpitour S.p.A. rafforza l’inclusione

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Uno sguardo oltre il silenzio, un impegno concreto
Un passo ulteriore di questo percorso è rappresentato dall’adozione della Policy aziendale per la prevenzione e il contrasto della violenza domestica e nei luoghi di lavoro, intitolata “Uno sguardo oltre il silenzio”. Il documento, sviluppato insieme all’associazione Valore D, introduce strumenti concreti di protezione e supporto per le persone che vivono situazioni di violenza. Nel dettaglio, Alpitour S.p.A. garantisce la possibilità di usufruire fino a sei mesi di congedo retribuito, flessibilità lavorativa, trasferimenti temporanei, permessi retribuiti per partecipare a convocazioni giudiziarie e periodi di aspettativa non retribuita fino a sei mesi.
Sono, inoltre, previsti piani di sicurezza personalizzati (cambio di sede temporaneo, modifica dei recapiti aziendali, parcheggi sicuri, protocolli specifici in caso di ordine di protezione), un supporto finanziario personalizzato per le emergenze e un team di referenti HR formato per offrire ascolto riservato, con canali di segnalazione anonimi e la possibilità di ricorrere alla piattaforma di whistleblowing.
La Policy aziendale rappresenta uno strumento reale per l’adozione di un approccio proattivo e di responsabilità sociale, finalizzato all’introduzione di azioni mirate ad offrire protezione, ascolto e supporto a chi vive situazioni di violenza domestica, prevedendo anche misure disciplinari nei confronti degli autori di violenza, anche nel caso di comportamenti extra lavorativi incompatibili con i valori del Gruppo.

A supporto dell’adozione della Policy, a partire dal mese di aprile hanno preso avvio, negli uffici di Milano, Pesaro e Torino, una serie di incontri di presentazione realizzati in collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila, con l’obiettivo di creare momenti strutturati di approfondimento e confronto, rafforzando il percorso di sensibilizzazione e consapevolezza avviato dal Gruppo nel corso dello scorso anno.
Un documento necessario, frutto di una riflessione attenta basata su dati che raccontano un’emergenza diffusa. Secondo i primi risultati dell’indagine Istat “La violenza contro le donne, dentro e fuori la famiglia” (novembre 2025), quasi una donna su tre, tra i 16 e i 75 anni (31,9%), ha subito nel corso della vita una violenza fisica o sessuale, prevalentemente in contesti di prossimità. Emergono anche forme pervasive di violenza psicologica (17,9%) ed economica (6,6%), mentre i livelli di denuncia restano ancora molto bassi, confermando la necessità di rafforzare prevenzione e strumenti di supporto. L’83% degli italiani ritiene, inoltre, che il tema sia ancora affrontato in modo insufficiente o solo parziale, come evidenziano i dati del sondaggio dell’OsservatorioD di Valore D-SWG 2024, mentre meno di 1 su 10 percepisce che il problema sia adeguatamente riconosciuto e gestito nel Paese.

La filiera come moltiplicatore
Tra le scelte del percorso D&I di Alpitour S.p.A. una riguarda la sua rete di distribuzione, con più di 5.000 Agenzie di Viaggio partner coinvolte nel percorso di sensibilizzazione e informazione sui temi della violenza di genere. A queste realtà sono state donate locandine dedicate da esporre come segno visibile di adesione. Per ogni viaggio prenotato in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, Alpitour S.p.A. ha effettuato una donazione di dieci euro alla Fondazione Una Nessuna Centomila, a sostegno dei centri antiviolenza. Le agenzie hanno anche avuto accesso a materiali di formazione e approfondimento, sviluppati in collaborazione con Valore D. In parallelo, nelle sedi di Torino, Milano, Pesaro e Roma sono state installate panchine rosse con il marchio registrato degli Stati Generali delle Donne HUB, ciascuna con il numero verde nazionale 1522 e il gesto antiviolenza.
Coinvolgere la rete distributiva significa portare il messaggio fuori dai confini dell’azienda, in migliaia di punti vendita distribuiti sul territorio nazionale, e diffondere la cultura D&I lungo tutta la filiera, chiedendo agli agenti di viaggio di farsi portatori di un linguaggio e di una sensibilità che altrimenti rimarrebbero confinati all’interno dell’organizzazione.

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