Candy Month

Nuove caramelle crescono: meno zuccheri e menta, più probiotici e ingredienti Dop

Tra i pochi settori dove volumi di vendita sono maggior del pre Covid: Circana stima una crescita del 6,5% (a 60mila tonnellate) solo nel retail per un giro d’affari di 615 milioni di euro

di Manuela Soressi

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Mentre il largo consumo si deve ancora riprendere dal calo dei quantitativi di generi alimentari acquistati dagli italiani, toffee e mou, gelée e gommose, dure e morbide sono tra i pochi prodotti a vendere più oggi che nel 2019 anche in termini di volumi. Rispetto al 2019, Circana stima una crescita del 6,5% per un totale di circa 60mila tonnellate solo nel retail per un giro d’affari vicino ai 615 milioni di euro.

Del resto 95 italiani su 100 consumano regolarmente caramelle e il 31% lo fa almeno 3-4 volte a settimana, rivela Unione Italiana Food. Ci sono persino catene che dedicano alle caramelle un corner all’intero dei loro punti vendita, come accade nel Vertigo Candy di Conad Adriatico che si fa notare per lo stile pop, fatto di colori vivaci e musiche coinvolgenti.

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E non c’è probabilmente altro alimento che venga festeggiato per un intero mese, come accade ogni giugno quando, dal 1974, si celebra il Candy Month, dedicato alle caramelle in tutte le loro forme e i loro sapori. La scelta è davvero ampia: si va dalle 35 referenze del discount alle oltre 200 di un ipermercato, che aumentano tra aprile e ottobre quando le alte temperature spingono a ridurre l’assortimento di cioccolato e a sostituirlo con le caramelle-

Del resto la varietà è uno dei punti di forza di questi prodotti nonché una delle leve che facilita gli acquisti d’impulso, i più importanti per questi prodotti perfetti per concedersi un piccolo e immediato gesto di gratificazione. Ecco perché è uno degli aspetti su cui le aziende produttrici lavorano maggiormente per rinnovare l’offerta, cogliere le nuove tendenze di mercato e attrarre i consumatori, soprattutto quello più giovani.

Come rivela un’indagine realizzata da Unione Italiana Food sui propri associati, ogni anno vengono sviluppare 35-40 ricette e lanciate in media dalle 10 alle 15 nuove caramelle. Le novità si caratterizzano soprattutto per l’assenza di zucchero (un impegno condiviso dal 100% delle aziende intervistate) ma anche per il ridotto apporto calorico e il valore nutraceutico con benefici aggiuntivi per l’organismo, come l’apporto di vitamine, fibre, estratti vegetali e probiotici. Per l’83% delle aziende l’innovazione va anche nella direzione di un maggior uso di ingredienti a base vegetale e per il 50% verso il ricorso a ingredienti coloranti (50%), come spirulina, succo di barbabietola e carota nera.

Anche sul fronte dei gusti la confetteria è in forte evoluzione. Se oggi gli italiani apprezzano soprattutto le caramelle agli agrumi (44% delle preferenze), quelle alla menta forte o balsamica (39%) e quelle alla liquirizia (36%), presto si troveranno a poter scegliere anche proposte più innovative e che promettono esperienze particolari. Il 67% delle aziende del settore ritiene che l’evoluzione del gusto sia alla base della caramella del futuro e che abbracci due tendenze principali. La prima è rappresentata dalla ricercatezza degli ingredienti e della ricetta secondo un approccio “gourmet” che avvicina le caramelle al mondo del food premium e che punta a valorizzare anche le eccellenze italiane tutelate dalle indicazioni geografiche europee (come il succo di Limone di Siracusa Igp o la Liquirizia di Calabria Dop), di cui 83 aziende su 100 dichiarano l’intenzione di aumentare l’utilizzo.

L’altra tendenza punta sull’effetto wow, grazie a caramelle dai contrasti estremi, come il binomio caldo e freddo o l’amplificazione dei livelli di acidità, per offrire esperienze sensoriali intense e sorprendenti capaci di conquistare soprattutto le nuove generazioni.

«Le caramelle in futuro rappresenteranno sempre più un’esperienza multidimensionale. Le aziende stanno lavorando a prodotti capaci di coniugare il piacere del palato con il benessere psicofisico delle persone, come caramelle con vitamine, sali minerali e probiotici con meno zuccheri e calorie - afferma Paolo Casoni, presidente del settore Confetteria di Unione Italiana Food - Anche il settore si sta evolvendo rapidamente, mettendo al centro l’innovazione tecnologica e utilizzando l’intelligenza artificiale anche come ausilio alla preparazione delle ricette, salvaguardando la grande tradizione italiana e proiettandola piuttosto verso il futuro».

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