Novo Nordisk affronta la dura concorrenza nelle cure anti obesità
Il titolo in Borsa è scivolato parecchio e la quotazione non è più cara. Il mercato, dopo le delusioni, attende nuovi farmaci di maggiore efficacia
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I punti chiave
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La teoria dei mercati efficienti. Cioè - detto in parole semplici - l’idea che i prezzi in Borsa riflettano tutte le informazioni immediatamente disponibili. Si tratta di un approccio che - come è noto - è stato criticato sotto diversi aspetti. Al di là di ciò, però, è innegabile che la quotazione di un’azione venga influenzata dal “news flow”. Per rendersene conto basta dare un’occhiata a cosa è accaduto al titolo di Novo Nordisk. Il colosso farmaceutico danese, nell’ultimo anno, ha lasciato sul parterre - in dollari - oltre il 52%. Una dinamica che - unitamente alle dimissioni del ceo - da una parte ha fatto tornare i multipli di mercato della società su livelli “sensati”; e che, dall’altra, è conseguenza proprio del flusso di notizie. In particolare, quello legato al mondo dei farmaci contro l’obesità.
La concorrenza
A ben vedere le news che hanno inciso sono diverse. In primis può ricordarsi la crescente concorrenza. L’americana Eli Lilly ha lanciato sul mercato – già da un po’ di tempo – una medicina per il dimagrimento (lo Zepbound) che è contraddistinta da un migliore progresso nelle vendite. In una recente nota, l’analista di Cantor, Carter Gould, ha scritto come, in base ai numeri disponibili, nel secondo trimestre i ricavi di Zepbound dovrebbero aumentare di circa il 24%, mentre il giro d’affari di Wegovy (prodotto da Novo Nordisk) potrebbero salire del 5–6%.
La dinamica sarebbe da attribuirsi anche alla maggiore efficacia della cura dell’azienda Usa rispetto a quella della società europea. Eli Lilly spiega che la sua soluzione permette una riduzione media del peso sulle 72 settimane di circa il 20,2% contro il 13,7% garantito dal farmaco di Novo Nordisk. La considerazione - evidentemente - non è condivisa dalla società europea, la quale dapprima sottolinea che Zepbound utilizza maggiori dosi di principio attivo (Tirzepatide) e che, quindi, il confronto è poco significativo. Inoltre, il gruppo danese - in un recente studio - rimarca come la versione ad alto dosaggio di Wegovy permetta una perdita di peso simile a quella di Zepbound. Infine, sempre Novo Nordisk spiega che il profilo paziente e le specifiche condizioni cliniche possono influire sui risultati. Di conseguenza, ha poco senso valutare e scegliere una terapia semplicemente in base ai numeri assoluti. Insomma: al di là del botta e risposta, ciò che salta fuori dall’attuale situazione è proprio la maggiore concorrenza nel comparto. Un contesto in cui Novo Nordisk ha patito, e non poco.
Nuove soluzioni
Ma non è solo questione di concorrenza sui prodotti già esistenti. Novo Nordisk punta a creare un farmaco più potente ed efficace di quelli in commercio per combattere obesità e diabete di tipo 2. Così, era elevata l’attesa per CagriSema. Il farmaco sperimentale - nei test clinici - ha mostrato che le persone che lo hanno usato perdono in media circa il 20–22% del proprio peso corporeo in circa un anno e mezzo. Nonostante i numeri sembrino buoni, il mercato si aspettava qualcosa di più: si parlava di un obiettivo del 25% di perdita di peso, che solo il 40% dei pazienti è riuscito a raggiungere. A fronte di ciò gli investitori hanno storto il naso e venduto il titolo.
Le farmacie
Quel titolo che ha sofferto anche per un altro aspetto: quello delle medicine cosiddette “coumpounded”. Per comprendere il tema va ricordato che negli Usa, quando c’è una carenza di offerta rispetto alla domanda, farmacie specializzate possono “miscelare” (compound) farmaci su misura per singoli pazienti. Queste - detto in maniera molto semplice- sono rappresentate da una versione non autorizzata, ma tecnicamente legale, del principio attivo presente in farmaco (nel caso di specie il Tirzepatide). Ebbene: durante il 2023 e il 2024, Novo Nordisk ha faticato a tenere il passo alle richieste, aprendo così la porta alla produzione e vendita diffusa del suo farmaco “compounded”. Il tutto a prezzi molto bassi - spesso sotto i 300 dollari al mese - rispetto ai 1.300 di Wegovy. La situazione ha creato un problema economico e reputazionale all’azienda. Certo: la Fda - in febbraio - ha dichiarato la carenza di Wegovy terminata, imponendo la cessazione delle “compounded medicines”. Tuttavia, alcune farmacie e piattaforme online continuano a offrire versioni “personalizzate” della cura, affermando che ogni dose è unica per il paziente. Novo Nordisk ha contestato queste pratiche, accusando gli operatori di eludere la normativa (la partnership con Hims & Hers Health è stata chiusa). In generale, di nuovo, è chiaro il perché delle difficoltà in Borsa delle azioni.



