Auto

Nissan e Renault svelano la nuova alleanza: quota incrociata del 15%

Via libera all’operazione: previsti progetti comuni in America Latina, India e Europa

di Simonluca Pini

Aggiornato il 6 febbraio alle 17:30

(AFP)

3' di lettura

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Parità. Non c'è termine migliore per definire il nuovo assetto dell’Alleanza tra Renault e Nissan, che con una conferenza stampa congiunta a Londra hanno confermato quanto anticipato lo scorso 30 gennaio: il gruppo francese scenderà dal 43 al 15% nel partner giapponese, che a sua volta continuerà a possedere una quota del 15%. Renault trasferirà il 28,4% delle azioni Nissan a un trust francese, dove i diritti di voto saranno resi neutrali per la maggior parte delle decisioni.

Il gruppo guidato da Luca de Meo continuerebbe a beneficiare pienamente dei diritti economici, dividendi e proventi dalla cessione di azioni, connessi alle azioni detenute dal fondo fiduciario fino alla vendita delle azioni stesse. I diritti di voto del Gruppo Renault e di Nissan sarebbero limitati al 15% dei diritti di voto esercitabili. Nessun obbligo temporale sulla vendita delle azioni detenute dal fondo, con un valore stimato di 4,3 miliardi di dollari secondo l'agenzia Nikkei Asia, sulle quali Nissan avrebbe il diritto di prima offerta a se stesso o a un terzo designato.

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Verso un nuovo accordo

Entrambe le aziende prevedono di concludere un nuovo accordo entro il 31 marzo 2023 in sostituzione degli attuali accordi su cui si fonda l'Alleanza, destinato a restare in vigore per un periodo iniziale di 15 anni.

Una storia in due parti

Creata il 27 marzo 1999, l’Alleanza è stata realizzata in due tempi. Renault ha acquisito da subito il 36,4% di Nissan, mentre un’ulteriore partecipazione del 15% è stata poi acquisita dalla casa francese per arrivare al 43,4%, con gli analisti dell'epoca che la ribattezzarono come un'acquisizione di Nissan da parte di Renault. Nell’Alleanza era operativa in aggiunta anche la consociata Renault-Nissan BV detenuta con quote del 50% rispettivamente da Renault e da Nissan, e nel 2017 è entrata a far parte anche Mitsubishi.

Secondo il Ceo di Renault Luca de Meo, presente alla conferenza insieme a Makoto Uchida di Nissan e Takao Kato di Mitsubishi, «i progetti industriali tra i due gruppi continuano e saranno in grado di generare centinaia di milioni di euro di profitti per le due compagnie e anche miliardi e se le cose andranno molto bene, la rilevanza di questi progetti finora è stata sottostimata». All’atto pratico i due gruppi lavoreranno insieme in America Latina, India e Europa, partendo dalla produzione di pick-up fino a modelli compatti elettrici a marchio Nissan costruiti nello stabilimento ElectriCity del Gruppo Renault in Francia dal 2026. Tra le collaborazioni anche l’intenzione di Nissan di investire fino al 15% in Ampere, la neonata realtà di veicoli elettrici e Software del Gruppo Renault in Europa nata con l'obiettivo di produrre un milione di unità entro il 2031 e una crescita annuale prevista di oltre il 30% nei prossimi otto anni.

La Cina resta fuori

Per ora nessuna partecipazione di Nissan in Horse, la seconda realtà nata dal nuovo corso di Renault e nata in accordo con i cinesi di Geely che ne possiederanno il 50%. Secondo quanto annunciato, Horse sarà collegata alla nuova business unit di Renault denominata Power, responsabile della fabbricazione delle vetture a motorizzazione termica Renault e Dacia, e agirà come un fornitore mondiale indipendente in grado di produrre 5 milioni all'anno di gruppi motopropulsori ibridi e sviluppare tecnologie a basse emissioni. Horse fornirà motori anche a Nissan e Mitsubishi, oltre alle aziende del gruppo cinese Geely tra cui Volvo e Lynk&Co.

Proprio la partnership di Renault con i cinesi di Geely sui motori a combustione interna hanno rischiato di far fallire i colloqui con Nissan per alcuni punti critici sulla proprietà intellettuale.

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