Sportwear

Nike, -35% l’utile netto nel trimestre. Stime deludenti per il 2026

Il gruppo si attende un calo delle vendite “low single digit” per il 2026 e una flessione del 2-4% nel trimestre in corso

di Mo.D.

FILE PHOTO: A man walks past Nike booth with installation of shoes at the 8th China International Import Expo (CIIE) venue in Shanghai, China, November 5, 2025. REUTERS/Maxim Shemetov/File Photo REUTERS

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Il rilancio di Nike sta richiedendo più tempo di quanto sperato a causa di una combinazione di fattori sia interni sia esterni. Lo ha sottolineato il ceo del gruppo dell’abbigliamento sportivo Elliott Hill presentando i conti del terzo trimestre (chiuso a febbraio) e le indicazioni per i prossimi mesi. Il gruppo stima un calo delle vendite “low single digit” fino alla fine del 2026 e stima una flessione del 2-4% nel trimestre in corso, un calo superiore alle previsioni degli analisti. Le stime includono una contrazione del 20% delle vendite in Cina dopo il -7% del terzo trimestre. Nel terzo trimestre Nike ha registrato ricavi per 11,27 miliardi di dollari (stabili sull’anno precedente) e un utile netto in calo del 35% a 520 milioni di dollari.

Nel trading after-hours a New York dopo la diffusione dei dati, il titolo ha perso il 9,1% alle ore 20. Dall’inizio dell’anno fino alla chiusura di martedì, la performance segnava già un calo del 17%.

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Stime deludenti

Nel trimestre in corso, i ricavi sono attesi in calo tra il 2% e il 4%, mentre per il resto dell’anno solare la contrazione dovrebbe attestarsi su un livello a bassa singola cifra, ha comunicato il management agli investitori durante la conference call sui risultati di martedì sera. Gli analisti interpellati da Bloomberg prevedevano invece una crescita del 2% nel trimestre e un’accelerazione più marcata nei periodi successivi.

«Si tratta di un lavoro complesso e alcune componenti stanno richiedendo più tempo del previsto» ha dichiarato il ceo di Nike Elliott Hill, aggiungendo poi: «Ma la direzione è chiara, l’urgenza è concreta e le fondamenta si stanno rafforzando».

Il gruppo di sportwear, impegnato a riconquistare la leadership di mercato dopo un prolungato calo delle vendite, si trova ad affrontare venti contrari su scala globale. Nike registra livelli elevati di scorte in Europa e Medio Oriente e interruzioni del traffico commerciale legate al conflitto in corso, fattori che potrebbero generare maggiore volatilità operativa. Criticità che, insieme alla debolezza in Greater China e in altre aree, hanno oscurato la solidità dei risultati in Nord America.

Il rilancio e le criticità

Il nuovo ceo sta lavorando per riportare il core business su un percorso di crescita, con un focus più mirato su discipline sportive come basket e running. Tuttavia, cresce la pressione per invertire il trend negativo in Cina e per il marchio Converse, le cui vendite nel trimestre precedente sono scese oltre le attese.

Nel terzo trimestre fiscale, Nike ha registrato ricavi pari a 11,3 miliardi di dollari, superiori alla media delle stime raccolte da Bloomberg ma sostanzialmente invariati su base annua. Se i consumatori nordamericani mostrano segnali di resilienza, Europa e Medio Oriente evidenziano nuove criticità.

«La guerra sta probabilmente incidendo sull’area EMEA e i dazi stanno pesando sui margini lordi» osserva Poonam Goyal, analista senior di Bloomberg Intelligence, prevedendo che le pressioni «persistano nel breve termine».

Le difficoltà riguardano anche la Greater China, dove i ricavi sono attesi in calo di circa il 20% nel trimestre in corso. Il mercato cinese è sempre più guidato da dinamiche promozionali, con consumatori più cauti a causa del rallentamento economico, della crisi immobiliare e dell’incertezza sul mercato del lavoro, mentre la concorrenza si è intensificata.

Anche la divisione sportswear ha rappresentato un elemento di criticità nell’ultimo trimestre, caratterizzato da livelli elevati di scontistica e da un calo a doppia cifra. «Il ritorno a un business sportswear sano è essenziale e cruciale per il nostro rilancio, poiché continuerà a rappresentare una componente determinante del mercato complessivo e della nostra crescita» ha affermato Hill.

I risultati dell’ultimo trimestre, che includono gran parte del periodo chiave delle vendite natalizie, mostrano un ulteriore recupero del canale wholesale in Nord America. La società prevede una crescita moderata nell’area per il resto dell’anno, sostenuta da un portafoglio ordini solido per la stagione estiva e dal recupero di spazio sugli scaffali rispetto ai concorrenti.

Ulteriori indicazioni strategiche di più lungo termine saranno diffuse in occasione di un investor day previsto per il prossimo autunno.

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