Neva Sgr (Intesa Sanpaolo) ora apre anche alla clientela private
Il focus è su società altamente innovative italiane ed estere che si impegnano a risolvere i grandi problemi del pianeta: dalle fonti energetiche alternative alle biotecnologie in campo medico, dal digitale all’aerospazio
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I punti chiave
- L’approccio alla clientela
- Lo sviluppo
- Il modello di business
- I fondi in portafoglio
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La clientela di Fideuram e Intesa Sanpaolo Private Banking che ha il giusto profilo d’investimento da qualche settimana può diversificare anche nel mondo del venture capital. A mettere a punto questa innovativa soluzione è stata Neva Sgr, la società di venture capital del Gruppo Intesa Sanpaolo controllata al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center, attraverso il fondo Neva II sulla piattaforma iCapital.
Così anche i privati con profilo adeguato (clientela professionale) e margini temporali più alti che desiderano diversificare i propri investimenti potranno investire in questa nuova asset class, al fianco degli investitori istituzionali.
L’approccio alla clientela
«Abbiamo fatto un grande lavoro con le strutture di wealth management e advisory per spiegare bene e nel dettaglio questa asset class che in Italia ancora non ha quella notorietà che si riscontra in altri Paesi - sottolinea il presidente di Neva Sgr, Luca Remmert - e il suo alto potenziale. Grazie a scelte di allocazione di qualità e in un opportuno orizzonte d’investimento, il venture capital può dare grandi soddisfazioni, ma è decisivo e necessario che l’investitore sia sempre consapevole delle scelte che fa e dei rischi che corre. Mediante un’attenta selezione del portafoglio, con Neva II offriamo investimenti potenzialmente proficui in società altamente innovative italiane ed estere che si impegnano a risolvere i grandi problemi del pianeta, dalle fonti energetiche alternative alle biotecnologie in campo medico, dal digitale all’aerospazio».
Lo sviluppo
«A soli quattro anni dal lancio del primo fondo Neva First abbiamo già remunerato i sottoscrittori - afferma Remmert - grazie alla valorizzazione dell’uscita dal capitale della società Cyberint, dopo l’acquisizione da parte di Check Point. L’exit ha contribuito a circa il 7% del richiamato agli investitori, un ottimo risultato per un fondo di venture capital in così breve tempo». E proprio in questi giorni Neva si sta apprestando a un’ulteriore operazione che porterà presto la percentuale in doppia cifra.
Da spa vocata agli investimenti in innovazione del Gruppo in ottica di open innovation, nel 2020 Neva si è trasformata in una sgr «sviluppando il ruolo di facilitatore nel creare legami tra gli imprenditori italiani con il network globale del venture capital - aggiunge Remmert - e agevolare l’ingresso di investitori internazionali nell’ecosistema industriale e scientifico italiano, insomma creando ponti che trasformano idee in opportunità globali».



