Mercato dei capitali

Neva Sgr (Intesa Sanpaolo) ora apre anche alla clientela private

Il focus è su società altamente innovative italiane ed estere che si impegnano a risolvere i grandi problemi del pianeta: dalle fonti energetiche alternative alle biotecnologie in campo medico, dal digitale all’aerospazio

di Lucilla Incorvati

Da sinistra il Presidente d Neva Sgr Luca Remmert e il Ceo Mario Costantini

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I punti chiave

  • L’approccio alla clientela
  • Lo sviluppo
  • Il modello di business
  • I fondi in portafoglio

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La clientela di Fideuram e Intesa Sanpaolo Private Banking che ha il giusto profilo d’investimento da qualche settimana può diversificare anche nel mondo del venture capital. A mettere a punto questa innovativa soluzione è stata Neva Sgr, la società di venture capital del Gruppo Intesa Sanpaolo controllata al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center, attraverso il fondo Neva II sulla piattaforma iCapital.

Così anche i privati con profilo adeguato (clientela professionale) e margini temporali più alti che desiderano diversificare i propri investimenti potranno investire in questa nuova asset class, al fianco degli investitori istituzionali.

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L’approccio alla clientela

«Abbiamo fatto un grande lavoro con le strutture di wealth management e advisory per spiegare bene e nel dettaglio questa asset class che in Italia ancora non ha quella notorietà che si riscontra in altri Paesi - sottolinea il presidente di Neva Sgr, Luca Remmert - e il suo alto potenziale. Grazie a scelte di allocazione di qualità e in un opportuno orizzonte d’investimento, il venture capital può dare grandi soddisfazioni, ma è decisivo e necessario che l’investitore sia sempre consapevole delle scelte che fa e dei rischi che corre. Mediante un’attenta selezione del portafoglio, con Neva II offriamo investimenti potenzialmente proficui in società altamente innovative italiane ed estere che si impegnano a risolvere i grandi problemi del pianeta, dalle fonti energetiche alternative alle biotecnologie in campo medico, dal digitale all’aerospazio».

Lo sviluppo

«A soli quattro anni dal lancio del primo fondo Neva First abbiamo già remunerato i sottoscrittori - afferma Remmert - grazie alla valorizzazione dell’uscita dal capitale della società Cyberint, dopo l’acquisizione da parte di Check Point. L’exit ha contribuito a circa il 7% del richiamato agli investitori, un ottimo risultato per un fondo di venture capital in così breve tempo». E proprio in questi giorni Neva si sta apprestando a un’ulteriore operazione che porterà presto la percentuale in doppia cifra.

Da spa vocata agli investimenti in innovazione del Gruppo in ottica di open innovation, nel 2020 Neva si è trasformata in una sgr «sviluppando il ruolo di facilitatore nel creare legami tra gli imprenditori italiani con il network globale del venture capital - aggiunge Remmert - e agevolare l’ingresso di investitori internazionali nell’ecosistema industriale e scientifico italiano, insomma creando ponti che trasformano idee in opportunità globali».

Il modello di business

Il modello di business di Neva Sgr si basa sulla gestione di fondi per investitori professionali interessati a cogliere le opportunità di diversificazione offerte dal venture capital, attraverso investimenti in startup innovative, altamente tecnologiche e globali, sia italiane sia estere. Deal flow, valutazione degli investimenti e valorizzazione del portafoglio sono supportati dalle sinergie con il Gruppo Intesa Sanpaolo e con la sua rete di esperti e imprenditori di successo. Il posizionamento privilegiato rispetto ai competitor italiani si traduce in peculiari capacità operative nelle fasi a valore aggiunto del processo di investimento: «Le partnership internazionali attivate da Neva Sgr - spiega Remmert - ci consentono di intercettare opportunità d’investimento in linea con le aree di interesse dei fondi amministrati e di sviluppare portafogli differenziati in termini di settori, geografia e valore delle partecipazioni».

I fondi in portafoglio

Ciascun fondo di Neva Sgr ha un Comitato di Investimento composto da esperti di settore indipendenti di livello internazionale, il cui preventivo parere favorevole è determinante per le decisioni di investimento e disinvestimento. «In meno di cinque anni di attività, dalla fine del 2020 a oggi – dettaglia Remmert - nonostante le difficoltà iniziali causate dalla pandemia, Neva Sgr ha raggiunto in anticipo gli obiettivi prefissati, arrivando a investire con i suoi primi tre fondi, vale a dire Neva First per gli investimenti globali, Neva First Italia dedicato alle realtà nazionali e Fondo Sei per lo sviluppo degli ecosistemi innovativi italiani, circa 190 milioni di euro in oltre 40 società altamente innovative in forte crescita».

Neva II, avviato un anno fa, punta a una raccolta finale di 400 milioni di euro e ha già raccolto circa 187 milioni di euro, investendone circa 40 in 5 società diversificate per settore. Il gemello Neva II Italia, grazie alla conformità normativa dei Pir sugli investimenti esclusivamente in società italiane, ha già destato l’attenzione di fondi pensione e Casse di previdenza, raccogliendo oltre 42 milioni di euro su 100 di target size e investendone cinque.

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