Netflix si sfila, ora Warner Bros Discovery va dritta verso Paramount Skydance
Il colosso dello streaming, che aveva quattro giorni per rilanciare sulla proposta di Paramount ritenuta «superiore» da Wbd: «L’accordo non è più finanziariamente attraente». A pesare la vicinanza (e la preferenza) del presidente Trump alla famiglia Ellison, proprietari di Paramount
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Alla fine, il colpo di scena ha il suono secco di una porta che sbatte. Netflix esce dalla stanza delle trattative e, così facendo, libera il corridoio: Paramount Skydance resta praticamente da sola a puntare Warner Bros Discovery, con un’offerta che il consiglio del gruppo guidato da David Zaslav ha già bollato come «proposta superiore». E il mercato, come spesso accade, non fa filosofia: fa percentuali. Titolo Netflix in salto nell’after hours, investitori felici di vederla rinunciare a uno dei dossier più pesanti - e più rischiosi - della storia recente dei media.
La resa è scritta in una dichiarazione che ha l’aria di una lezione di disciplina finanziaria recitata con voce ferma: «L’operazione che abbiamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti con un percorso chiaro verso l’approvazione normativa. Tuttavia, siamo sempre stati disciplinati e, al prezzo richiesto per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance, l’accordo non è più finanziariamente attraente, quindi ci rifiutiamo di adeguarci all’offerta di Paramount Skydance».
Il messaggio è chiaro: per arrivare a pareggiare quei 31 dollari ad azione messi sul tavolo da Paramount-Skydance, Netflix avrebbe dovuto spingersi oltre il limite che si era data. E non lo fa. Non adesso. Non con l’ombra dell’antitrust a incombere su un’operazione che, già solo a immaginarla, avrebbe fatto tremare uffici legali e regolatori su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Il paradosso è che la rinuncia arriva mentre il co-ceo di Netflix, Ted Sarandos, era a Washington per spingere sull’amministrazione Trump, nel tentativo di convincere funzionari e decisori che il matrimonio con Warner fosse pulito, digeribile, approvabile. Quattro giorni lavorativi erano lì, scritti sul calendario: tempo fino a mercoledì 4 marzo, 23:59 ET per rilanciare. Invece, lo strappo è immediato: meno di due ore dopo la mossa di Warner, Netflix chiude il quaderno.
Non è trascurabile in tal senso proprio il mood registrato nei palazzi del potere. La vicinanza della famiglia Ellison al presidente degli Stati Uniti è debordata in alcuni momenti in una sorta di appoggio - anche se smentito in varie occasioni - ma altrettanto non derubricabile sarà sicuramente stata, da ultimo, la presa di posizione dell’inquilino della Casa Bianca che ha puntato il dito contro Susan Rice, ex consigliera di Obama e board members di Netflix.


