Sull’isola di Skye l’estate è un brivido gaelico

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Nei mitici castelli di Dunvegan e Armadale

Fu Sir Reginald, 27esimo discendente della dinastia MacLeod ad aprire per primo le soglie del mitico castello di Dunvegan anche ai visitatori privi di sangue blu. Da allora questo maniero che vanta un’architettura stratificata databile tra il 1200 e il 1850, e in particolare merlature difensive che percorrono l’intera lunghezza del tetto, continua a costituire un’attrazione irresistibile per chi raggiunge Skye. La sua posizione sul bordo della roccia, lo sfondo del mare, i boschi e giardini formali inglesi che lo assediano benevolmente incantano sempre: rispetto al passeggio arido e alle brughiere caratteristiche dell’isola, infatti, il cosiddetto Giardino d’Acqua, il Roseto, il Giardino Recintato e i sentieri nella foresta rimandano ad ambientazioni teutoniche. Anche il castello di Armadale va assolutamente visitato per l’amenità del suo parco: originariamente progettato da Lord Macdonald all’inizio del XIX secolo, ancora oggi si estende per quaranta acri dove gli alberi secolari, gli arbusti lasciati crescere selvaggiamente, i laghetti in cui prosperano le ninfee, le passerelle sui terrazzamenti, i tappeti di campanule fiorite, le orchidee, nonché l’arboreto vittoriano denotano una cura per il dettaglio vegetale tipicamente britannica. Nel cuore del parco si ergono le rovine del castello, l’antica dimora dei capi Macdonald affacciata sullo Stretto di Sleat, che vanta persino un ottocentesco ponte in stile gotico nonché alcune sculture degli artisti contemporanei Julie Brook e Laurence Broderick.

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