Automotive

Musk in Cina, accordo con Baidu per la guida autonoma di Tesla. Il titolo vola

Incontro con il premier Li Qiang. La visita del tycoon in coincidenza con il Salone dell’Auto di Pechino. Rally in Borsa con un massimo a +16,6%

di Alberto Annicchiarico

Aggiornato il 29 aprile 2024, ore 22:10

Tesla, Elon Musk a Pechino incontra il premier cinese Li Qiang

3' di lettura

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Il governo di Pechino ha dato un il via libera preliminare a un accordo tra Tesla e il colosso Baidu, principale motore di ricerca cinese, che ha ampliato i suoi interessi alla guida autonoma e all’intelligenza artificiale. Anche Apple ha scelto Baidu per i suoi prossimi iPhone 16 destinati al mercato del Dragone. La partnership prevederebbe l’utilizzo delle mappe di Baidu e la distribuzione in Cina, a un livello più avanzato, del Full Self-Driving (Fsd), il software di guida assistita a bordo delle Tesla.

È accaduto tutto durante l’inatteso e velocissimo (meno di 24 ore, tra domenica e lunedì) tour in Cina del ceo Elon Musk. L’imprenditore ha incontrato anche il premier cinese Li Qiang, che ha conosciuto nella fase di lancio di Tesla in Cina. Nell’agenda di Musk era previsto in realtà un meeting con il primo ministro indiano Narendra Modi (Tesla sta trattando le migliori condizioni fiscali per l’ingresso in India), che è slittato.

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Il titolo ha preso il largo sin dal premercato per poi toccare quasi il +17% a 196 dollari (la precedente chiusura era stata a 168) e chiudere a 194 (+15,4%). Da martedì 23 aprile, quando Musk ha annunciato che in realtà la Model 2, ovvero la Tesla “economica” da 25-30mila dollari, potrebbe essere prodotta nel 2025, le azioni del gruppo hanno guadagnato il 36%, riportando la capitalizzazione sopra i 600 miliardi. Il calo nel 2024 si è ridotto dal 33% al 22,6 per cento. E i venditori allo scoperto, in soli 4 giorni, hanno perso quasi 5,5 miliardi di dollari, secondo i dati di S3 Partners.

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Ferma la richiesta sul trasferimento dei dati

Nel corso degli incontri a Pechino l’attualmente terzo uomo più ricco del mondo ha superato alcuni ostacoli normativi che gli impedivano di distribuire una versione completa del suo software di assistenza alla guida in Cina, dove circolano 1,7 milioni di Tesla. Non è ancora passata, invece, la richiesta di trasferire i dati negli Stati Uniti. Dal 2021 le autorità di regolamentazione cinesi hanno imposto a Tesla di archiviare a Shanghai tutti i dati raccolti dalla sua flotta cinese. Musk, però, ha bisogno di addestrare gli algoritmi dedicati alla guida autonoma, dopo avere annunciato di recente che l’8 agosto presenterà i robotaxi di Tesla.

Comunque sia, il tycoon fa un importante passo in avanti, perché la versione del Fsd disponibile fino ad oggi in Cina offriva funzioni limitate. Ne derivava un gap tecnologico con i migliori concorrenti cinesi. Secondo McKinsey, il 64% dei consumatori cinesi sceglie un’automobile in base alle caratteristiche di guida ad alta automazione (Livello 3, contro il 2 del Fsd, che richiede la continua attenzione del conducente).

L’handicap si è visto anche nei risultati nel primo trimestre, quando le vendite di Tesla in Cina, secondo Automobility, hanno segnato -4% rispetto all’anno precedente, a 132.420 auto. La quota di mercato (auto a batteria e ibride plug-in) è del 7,5% contro il 10,3% nel primo trimestre 2023. Ben distante dal 33% di BYD, il colosso cinese di veicoli elettrici che annovera Warren Buffett tra i suoi principali azionisti.

I test superati

Tornando ai dati, un fatto positivo c’è. La China Association of Automobile Manufacturers (Caam) aveva affermato di aver condotto dei test da novembre 2023, con l’aiuto di un regolatore nazionale della sicurezza It, per verificare il modo in cui si raccoglievano ed elaboravano i dati. I test includevano informazioni sensibili sotto il profilo della privacy. «Tra questi, 76 modelli di sei società (Byd, Li Auto, Lotus, Hozon Auto, Nio e anche Tesla) avrebbero soddisfatto i quattro requisiti di conformità in materia di sicurezza dei dati automobilistici», ha affermato Caam nella sua dichiarazione di domenica.

La Cina ha bisogno di Tesla?

«Tesla - ha spiegato Bill Russo, fondatore e ceo di Automobility, al Sole 24 Ore - ha contribuito ad accendere l’interesse dei consumatori cinesi per i veicoli elettrici, ma ora fatica perché le case automobilistiche locali producono auto di buona qualità a prezzi accessibili e con specifiche tecniche spesso superiori». Il produttore americano «ha giocato la carta della guerra dei prezzi eppure la sua quota di mercato è in calo in Cina». La vera domanda, per Russo? «Tesla ha bisogno della Cina per realizzare il suo business plan, ma la Cina ha bisogno di Tesla?».

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