L’indiscrezione

Musk presenta i documenti per la IPO di SpaceX, una delle più grandi della storia

La valutazione potenziale della holding di Elon Musk sarebbe di 1.750 miliardi di dollari. Guerra a tre per la quotazione dell’anno. Tre aziende, tre visioni, tre destini incrociati

di Luca Salvioli

Un busto di Elon Musk, mentre SpaceX si appresta a presentare domanda di quotazione in borsa (IPO), a Brownsville, in Texas (Stati Uniti), il 31 marzo 2026.  REUTERS/Gabriel V. Cardenas REUTERS

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La prima della grandi Ipo legate all’intelligenza artificiale che dovrebbero arrivare entro la fine di quest’anno non è più una ipotesi: secondo Bloomberg, infatti, Elon Musk ha depositato in via riservata i documenti per lo sbarco a Wall Street di SpaceX. Secondo le fonti sentite dall’agenzia la bozza di registrazione presentata alla Sec, la consob americana, apre la strada alla quotazione in giugno. Notizia confermata dal Wall Street Journal. Sarà una delle più grandi quotazioni della storia.

SpaceX oggi non è soltanto l’azienda che manda razzi nello spazio per portare o recuperare astronauti, oppure i satelliti in orbita bassa con Startlink. Dallo scorso febbraio SpaceX è la holding delle attività di intelligenza artificiale di Musk. Space X controlla xAI, che sviluppa modelli di intelligenza artificiale come Grok, che a sua volta controlla X, la ex twitter.

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Quanto invece alle attività spaziali future, punta a costruire data center spaziali, oltre alle operazioni per portare un giorno l’uomo su Marte e sulla Luna. Qui c’è una novità recente: quest’anno SpaceX ha spostato l’attenzione verso la costruzione di una «città autosufficiente sulla Luna» come priorità immediata, mettendo in secondo piano l’infatuazione per Marte.

SpaceX punta a una valutazione da 1.750 miliardi di dollari, con l’obiettivo di raccogliere circa 50 miliardi, superando il record di Saudi Aramco nel 2019, con 1.700 miliardi al debutto. A oggi la valutazione si aggira sugli 800 miliardi. Lo scorso anno SpaceX ha registrato un fatturato di 15-16 miliardi, con un profitto di circa 8 miliardi grazie soprattutto a Starlink, mentre xAI è valutata 250 miliardi nonostante ricavi per soli 210 milioni e un consumo di cassa di 9,5 miliardi nei primi nove mesi del 2025.

Poche ora fa OpenAI ha concluso l’accordo per raccogliere 122 miliardi di dollari con una valutazione di 852 miliardi di dollari, di gran lunga il più grande round di finanziamento della società fino a oggi. L’azienda guidata da Sam Altman dovrebbe anch’essa quotarsi nei prossimi mesi.

L’altra che punta all’Ipo è Anthropic. Oggi è valutata 380 miliardi di dollari dopo un round da 30 miliardi concluso a febbraio. Le tre aziende, ora in lotta per catturare i soldi degli investitori, necessari per lo sviluppo dei loro modelli, hanno origini comuni. Elon Musk è infatti tra i fondatori di OpenAI, da cui è uscito in contrasto con Altman. Anche Dario Amodei e la sorella Daniela hanno lavorato per anni in posizioni di primo piano in OpenAI, per poi uscire per visioni diverse da Altman e fondare Anthropic.

Gli intrecci sono anche, in parte, finanziari. La grande investitrice in OpenAI della prima ora è Microsoft. Che ora ha investito anche in Anthropic. Allo stesso modo Amazon, che ha sempre sostenuto l’azienda di Amodei, ha partecipato con 50 miliardi all’ultimo maxi-round di OpenAI.

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