Monti (Edison): «Transizione energetica? l’Italia fatica, ma solo al Sud progetti per 100 miliardi»
L’ad: «In cinque anni azzerato il debito e raddoppiato il Mol, di cui oltre metà decarbonizzato. Ora è il momento di attuare le strategie di lungo periodo»
di Cheo Condina
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Il blackout spagnolo? «Più si fanno rinnovabili più il sistema diventa complesso: il suo sviluppo va affrontato a 360 gradi, puntando su rinforzi di rete, accumuli, pompaggi e su un mix produttivo che contempli anche fonti programmabili come gas e nucleare». La transizione energetica italiana? «Procede nella direzione giusta, seppur con fatica. Richiederà grandi investimenti, circa 100 miliardi soltanto al Sud, dove noi contiamo di farne 5». Il nuovo triennio alla guida di Edison? «In 5 anni abbiamo più che raddoppiato il Mol, di cui oltre la metà è decarbonizzato, e azzerato il debito: ora mettiamo definitivamente a terra le strategie di lungo periodo».
Nelle scorse settimane Nicola Monti è stato confermato Ceo di Foro Buonaparte: con Il Sole 24 Ore fa il punto sul percorso di sviluppo della società energetica più antica d’Europa e spazia a tutto campo tra i principali temi d’attualità: il blackout spagnolo, il nucleare e il nodo della transizione green.
Partiamo dalla Spagna. Non trova che ci sia stato un po’ di “sciacallaggio” nei confronti delle rinnovabili?
Sono d’accordo. Le cause del blackout non le conosciamo, ma sappiamo che più si fa produzione intermittente più il sistema diventa complesso e il suo sviluppo va gestito rafforzando tutte le tessere del mosaico: dai rinforzi di rete ai sistemi di accumulo come batterie e pompaggi, dai meccanismi di remunerazione della flessibilità offerta dagli impianti a gas al mix energetico. Forse l’Italia svilupperà le rinnovabili più lentamente della Spagna, anche perché le procedure di richiesta delle autorizzazioni hanno poco filtro e sovraccaricano le strutture di valutazione, ma diversamente da Madrid è più attrezzata perché ha saputo investire meglio nelle infrastrutture a supporto delle fonti green.
Tra questi ci sono gli accumuli, batterie e pompaggi idroelettrici, su cui il Pniec fissa un obiettivo complessivo di 6 GW. Qual è la vostra posizione?



