Editoria

Mondadori tiene la rotta, ma l’utile frena. Porro: «Ottimismo per il secondo semestre»

Il gruppo di Segrate mette agli atti una semestrale «in linea con le aspettative». Il ceo Porro: «Questi dati riflettono la generale debolezza registrata e attesa nel mercato del libro trade in Italia»

di Andrea Biondi

L’amministratore delegato del Gruppo Mondadori, Antonio Porro

4' di lettura

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Una prima metà dell’anno tra resilienza e attesa di rilancio per il Gruppo Mondadori, che chiude il semestre con ricavi in lieve crescita e una conferma della guidance sull’intero esercizio 2025. Ma il calo dell’utile netto – più che dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2024 – restituisce l’immagine di un mercato editoriale ancora in fase di assestamento. «Questi dati riflettono la generale debolezza registrata e attesa nel mercato del libro trade in Italia», ha dichiarato il ceo Antonio Porro. E mentre l’editoria tradizionale paga dazio all’assenza di best seller, il digitale e l’M&A continuano a rappresentare le leve strategiche su cui puntare.

«Guardiamo con fiducia al secondo semestre – ha comunque sottolineato l’ad Porro – anche alla luce dei primi segnali incoraggianti che arrivano dal mercato». A luglio, infatti, il segmento libri ha mostrato un’inversione di tendenza: +2% rispetto allo stesso periodo del 2024, con le case editrici del gruppo protagoniste del rimbalzo.

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Ricavi in tenuta, utile netto giù del 51%

I ricavi consolidati del gruppo presieduto da Marina Berlusconi e guidato dall’ad Porro nei primi sei mesi dell’anno si attestano a 389,5 milioni di euro, in lieve aumento (+0,6%) rispetto ai 387,2 milioni dello stesso periodo del 2024. L’Ebitda adjusted è stabile a 40,5 milioni, mentre l’Ebitda reported cala a 39,2 milioni (-7,5%). Segno meno anche per l’Ebit, che si attesta a 8 milioni, in flessione di 4,7 milioni rispetto a un anno prima.

Ma il dato che più salta all’occhio è quello dell’utile netto, che crolla da 7,1 a 3,5 milioni di euro (-50,8%). Una contrazione che riflette l’aumento degli ammortamenti – circa 1,5 milioni in più concentrati soprattutto nelle aree libri trade e corporate – e un lieve incremento degli oneri finanziari.

Il risultato netto adjusted, cioè depurato dagli effetti non ricorrenti, è pari a 7,6 milioni rispetto ai 9 milioni del 2024. Una tenuta parziale, che risente dell’assenza di benefici straordinari registrati lo scorso anno come minori oneri di ristrutturazione e il rilascio di fondi rischi non utilizzati nell’area media.

Libri Trade: meno titoli, meno vendite

È il cuore del business Mondadori a mostrare il fianco: l’area Libri Trade registra ricavi per 180 milioni di euro, in calo del 4,5% rispetto al primo semestre 2024. In questo quadro il gruppo segnala un contesto di mercato penalizzato dalla transizione dall’App18 alle Carte della Cultura e del Merito e, più in generale, da una pubblicazione ridotta di titoli forti da parte di tutti gli editori italiani.

Mondadori, tuttavia, tiene meglio della media di settore. Il calo del comparto nel semestre, come evidenziato anche nell conference call con gli analisti, si attesta infatti al 5% su scala nazionale. Un segno, ha evidenziato la casa editrice di Segrate, che il gruppo ha saputo difendere le sue quote di mercato.

Digital e lifestyle: Benedetta traina la crescita

Se il tradizionale segna il passo, il digitale invece accelera. Nei primi sei mesi del 2025, il comparto digitale di Mondadori ha messo a segno una crescita del 12,6%, per un incremento di circa 3,9 milioni di euro. Di questi, ben 1,5 milioni arrivano da “Fatto in Casa da Benedetta”: il progetto food e lifestyle dell’influencer Benedetta Rossi acquisito nel luglio 2024.

Un’operazione che, come sottolinea Porro, «sta dando i frutti sperati» e che promette ulteriori sorprese nel secondo semestre, anche grazie alla pubblicazione estiva di un nuovo libro di ricette e a un’altra uscita editoriale prevista per l’autunno, in vista del picco natalizio.

Forte cassa, ma pesa la cedola

A fronte di un calo dell’utile, la generazione di cassa resta solida: il free cash flow al 30 giugno è positivo per 33,8 milioni di euro. Nei dodici mesi precedenti la data, il flusso di cassa ordinario è stato di 64 milioni, mentre quello straordinario ha registrato un passivo di circa 30 milioni, legato principalmente a operazioni M&A, oneri di ristrutturazione e il restyling dell’headquarter di Segrate.

La posizione finanziaria netta (escluso IFRS 16) si attesta a -218,8 milioni di euro, in leggero peggioramento rispetto ai -211,9 milioni del 2024. Un impatto dovuto anche alla distribuzione integrale dei dividendi deliberati: 36,5 milioni, metà dei quali già versati a maggio e l’altra metà in arrivo a novembre.

Nonostante un contesto macroeconomico e settoriale non privo di incognite, Mondadori conferma le sue previsioni per l’intero esercizio 2025: crescita “low single-digit” di ricavi e dell’Ebitda adjusted, marginalità stabile intorno al 17% e riduzione del rapporto PFN/EBITDA adjusted a 1,0x (0,5x escludendo l’impatto dell’IFRS 16).

M&A: trattative lente, ma in corso

Sul fronte delle operazioni straordinarie, il gruppo non si ferma, ma i tempi si allungano. Lo conferma il cfo Alessandro Franzosi: «Stiamo negoziando un paio di operazioni nei nostri ambiti core – libri e digitale – ma la complessità strutturale e negoziale ha rallentato il percorso. Speriamo comunque di annunciare qualcosa entro fine anno». L’interesse strategico per la crescita esterna resta alto, soprattutto in quelle aree che integrano e amplificano i core asset editoriali e digitali del gruppo.

Biblioteche: «Un sostegno mai visto prima»

A dare una spinta al settore potrebbe essere il rifinanziamento del fondo per le biblioteche, approvato in commissione Bilancio del Senato. Si tratta di 30 milioni di euro aggiuntivi, che si sommano ai 25 milioni già stanziati. «Una dotazione senza precedenti – sottolinea Porro – che potrebbe rappresentare quasi il 10% del fatturato librario nazionale dei primi sette mesi dell’anno».

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