Mondadori tiene la rotta, ma l’utile frena. Porro: «Ottimismo per il secondo semestre»
Il gruppo di Segrate mette agli atti una semestrale «in linea con le aspettative». Il ceo Porro: «Questi dati riflettono la generale debolezza registrata e attesa nel mercato del libro trade in Italia»
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Una prima metà dell’anno tra resilienza e attesa di rilancio per il Gruppo Mondadori, che chiude il semestre con ricavi in lieve crescita e una conferma della guidance sull’intero esercizio 2025. Ma il calo dell’utile netto – più che dimezzato rispetto allo stesso periodo del 2024 – restituisce l’immagine di un mercato editoriale ancora in fase di assestamento. «Questi dati riflettono la generale debolezza registrata e attesa nel mercato del libro trade in Italia», ha dichiarato il ceo Antonio Porro. E mentre l’editoria tradizionale paga dazio all’assenza di best seller, il digitale e l’M&A continuano a rappresentare le leve strategiche su cui puntare.
«Guardiamo con fiducia al secondo semestre – ha comunque sottolineato l’ad Porro – anche alla luce dei primi segnali incoraggianti che arrivano dal mercato». A luglio, infatti, il segmento libri ha mostrato un’inversione di tendenza: +2% rispetto allo stesso periodo del 2024, con le case editrici del gruppo protagoniste del rimbalzo.
Ricavi in tenuta, utile netto giù del 51%
I ricavi consolidati del gruppo presieduto da Marina Berlusconi e guidato dall’ad Porro nei primi sei mesi dell’anno si attestano a 389,5 milioni di euro, in lieve aumento (+0,6%) rispetto ai 387,2 milioni dello stesso periodo del 2024. L’Ebitda adjusted è stabile a 40,5 milioni, mentre l’Ebitda reported cala a 39,2 milioni (-7,5%). Segno meno anche per l’Ebit, che si attesta a 8 milioni, in flessione di 4,7 milioni rispetto a un anno prima.
Ma il dato che più salta all’occhio è quello dell’utile netto, che crolla da 7,1 a 3,5 milioni di euro (-50,8%). Una contrazione che riflette l’aumento degli ammortamenti – circa 1,5 milioni in più concentrati soprattutto nelle aree libri trade e corporate – e un lieve incremento degli oneri finanziari.
Il risultato netto adjusted, cioè depurato dagli effetti non ricorrenti, è pari a 7,6 milioni rispetto ai 9 milioni del 2024. Una tenuta parziale, che risente dell’assenza di benefici straordinari registrati lo scorso anno come minori oneri di ristrutturazione e il rilascio di fondi rischi non utilizzati nell’area media.



