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Moncler in calo, il trimestre batte le attese, ma non scalda gli analisti

Durante la conference call è stato sottolineato che il gruppo dal mese di marzo si trova a fare i conti con le conseguenze della guerra in Medio Oriente, che frena i flussi turistici

di Eleonora Micheli

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Moncler in netto ribasso, con un calo arrivato attorno al 2,5% a Piazza Affari, all'indomani dei numeri sui ricavi del primo trimestre. Nel corso dell'ultimo mese, però, il titolo sale di oltre il 7%. Le vendite dei primi mesi dell'anno sono stati superiori alle attese, ma gli analisti rimangono cauti, anche perché in sede di conference call è stato sottolineato che il gruppo dal mese di marzo si trova a fare i conti con le conseguenze della guerra in Medio Oriente, più che altro per l'impatto sui flussi turistici.

Nel dettaglio la società, che detiene i brand Moncler e Stone Island, ha chiuso i primi tre mesi del 2026 con ricavi consolidati pari a 880,6 milioni di euro, in crescita del 12% a cambi fissi rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 6% a cambi correnti. In particolare il fatturato del marchio Moncler, pari a 766,5 milioni, è aumentato del 12% a cambi fissi e del 6% a cambi correnti, mentre quello di Stone Island, pari a 114,1 milioni, è migliorato dell’11% a cambi fissi e del 6% a cambi correnti. I numeri sono risultati superiori al consensus, che stimava ricavi complessivi attorno a 841 milioni e sono stati una sorpresa dopo le performance deludenti già pubblicate dai big del lusso Lvmh, Hermes e Kering.

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Nel corso della conference call Luciano Santel, Chief Corporate & Supply Officer del gruppo, ha spiegato che le vendite di Moncler sono fortemente aumentate nei mesi di gennaio e febbraio, mentre hanno subito un rallentamento a marzo, risentendo del calo dei flussi turisti asiatici in arrivo in Europa. Ad aprile finora sono andate in linea con l’andamento di marzo. Stone Island, invece, è andata bene anche a marzo e l’inizio di aprile è ancora in slancio. Indicazione, quest'ultima, apprezzata dagli analisti finanziari. Il manager ha tenuto a chiarire che il fatturato nell’area medio-orientale conta pochissimo per il gruppo, attorno al 2% sui ricavi totali e dunque l’impatto della guerra in Iran è stato irrilevante, sebbene le vendite siano fortemente calate nell’area. Santel ha però tenuto a sottolineare che il conflitto ha ridotto i flussi turistici, come testimoniato anche dai dati sul free tax shopping di Global Blue e questo ha deteriorato la performance nelle boutique europee del gruppo.

Gli analisti hanno apprezzato le vendite asiatiche, che, come emerso in conference call, sono state ‘forti’, superiori alle previsioni degli analisti soprattutto in Cina, dove Santel ha dichiarato che il gruppo ha registrato un rialzo a doppia cifra. Il manager non ha fornito indicazioni dettagliate sulle previsioni, ma ha ricordato il business ciclico del gruppo, che subisce un rallentamento strutturale nei mesi della primavera-estate. Tant’è che l’azienda sta lavorando per rendere i marchi commerciabili tutto l’anno.

Gli osservatori, pur apprezzando i numeri, rimangono di base cauti nei confronti delle azioni di Moncler. Ad esempio Jefferies ha deciso di alzare il target di prezzo a 60 euro, dai precedenti 54 euro, ma ha confermato la raccomandazione di ‘Hold’. Secondo la casa d’affari nel secondo trimestre le vendite dirette al consumo dovrebbero salire dell’8% e non del 6,9% indicato in precedenza e quelle complessive del 5% circa. Il fatturato a fine anno a questo punto è visto superiore a 3,2 miliardi, stima ritoccata al rialzo del 2%. Anche l’utile per azione 2026 è stato migliorato del 3%, a 2,34 euro. Ma l'indicazione è rimanere cauti.

Stessa posizione di Deutsche Bank, che ha confermato la raccomandazione di ‘Hold’ sulle Moncler, pur rivedendo al rialzo il target di prezzo a 58 euro, dai precedenti 55 euro, dopo aver alzato le stime di utile per azione 2026 del 2-3%. «Moncler ha superato brillantemente i concorrenti nel primo trimestre con un aumento del 14% delle vendite al dettaglio del marchio Moncler, superiore al consenso dell'8%», hanno evidenziato gli esperti, che inoltre hanno ricordato le vendite al dettaglio in volata del 17% del marchio Stone Island. Bernstein, invece, ha lasciato le previsioni di fatturato per il 2026 sostanzialmente invariate a circa 3,3 miliardi, mentre ha aumentato le previsioni di ebit margin di 10 punti base al 29,4%. Anche l’utile per azione è stato ritoccato dell’1% a 2,44 euro, livello superiore al consensus del 4% circa. Ad ogni modo la raccomandazione di Bernstein sulle Moncler è rimasta di ‘Market-Perform’, con target di prezzo a 57,5 euro.

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