Innovazione

Mimit convoca mercoledì tavolo con le imprese su Transizione 5.0

L’annuncio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo la richiesta in tal senso del presidente di Confindustria Emanuele Orsini per il quale «le risorse per gli esodati 5.0 devono essere integralmente mantenute». Il decreto fiscale approvato dal consiglio dei ministri ha ridotto al 35% il bonus per le imprese in coda

di Redazione Roma

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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero per gli Affari europei Pnrr e Politiche di coesione, ha convocato per mercoledì 1 aprile, alle ore 11.00 a Palazzo Piacentini, un tavolo di confronto con le associazioni nazionali d’impresa sul credito d’imposta Transizione 5.0 per l’anno 2025, «dando seguito a quanto deciso dal Consiglio dei ministri nel corso dell’approvazione del Dl fiscale e conseguentemente preannunciato nel comunicato stampa di Palazzo Chigi di venerdì scorso». Lo ha comunicato il ministero in ministero.

Il decreto fiscale approvato dal consiglio dei ministri ha portato con sé anche una drastica riduzione degli incentivi di Transizione 5.0. Le imprese rimaste in attesa delle agevolazioni, le stesse che l’esecutivo aveva più volte rassicurato, subiranno un taglio del 65% del credito d’imposta. E gli industriali hanno alzato la voce.

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Orsini: su esodati 5.0 aprire subito un tavolo con il governo

E’ stato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che ha invocato subito un tavolo con i ministri. «Il Consiglio dei ministri» di venerdì sera «ha lasciato irrisolto un nodo grave per il sistema produttivo: l’assenza di risorse per gli esodati legati al piano Transizione 5.0 è un segnale che non può essere ignorato» ha dichiarato Orsini. Da qui la richiesta di avviare subito un confronto con il Governo. «Apprendiamo con forte preoccupazione la mancanza di risorse destinate agli esodati legati al piano Transizione 5.0. Si tratta di un tema cruciale che non può essere rinviato né ridimensionato. Per questo - ha aggiunto Orsini - chiediamo con urgenza l’apertura, già dalla prossima settimana, di un tavolo di confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti».

«È indispensabile - ha precisato il presidente di Confindustria - che venga confermato quanto condiviso lo scorso 27 novembre: le risorse per gli esodati 5.0 devono essere integralmente mantenute. La credibilità degli impegni assunti è un elemento fondamentale». Si pone, quindi, un tema di fiducia con il mondo produttivo. «La fiducia tra istituzioni e sistema produttivo - sottolinea Orsini - non può venire meno. Su questo punto serve una risposta chiara, rapida e coerente con gli impegni presi».

Le imprese: lesa la fiducia delle aziende, rispettare i patti

In precedenza il vicepresidente di Confindustria Marco Nocivelli, ha attaccato il governo, accusandolo di minare «profondamente la fiducia delle impres«» e di scoraggiare “chi vorrebbe continuare a fare impresa in Italia». Le cosiddette aziende ’esodate’ dal Piano Transizione 5.0, terminato a fine dicembre 2025, si erano infatti viste garantire nel corso dell’iter della legge di bilancio un cospicuo stanziamento di risorse, in modo da poter finanziare i progetti regolarmente presentati nei tempi previsti. Nella manovra i fondi sono stati trovati, ma nel decreto appena approvato sono stati inaspettatamente decurtati, in modo «molto penalizzante», ha lamentato Novicelli,

A dare manforte sono arrivati anche i comunicati delle Confindustrie regionali, Veneto e Piemonte in primis, e poi le piccole imprese con Confartigianato e Confapi. Per Riccardo Rosa presidente di Ucimu-Sistemi «con questi continui cambiamenti di fronte da parte delle autorità di governo, le imprese si sentono disorientate e senza punti di riferimento in materia di politica industriale. Oggi le nostre aziende si sentono tradite da chi dovrebbe essere al loro fianco per facilitarle nella attività di sviluppo economico e sociale»

Giorgetti: in ascolto per capire le priorità

 A spiegare la logica dell’intervento è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, tirato direttamente in ballo dagli imprenditori. «Avevamo una traiettoria, dei programmi di un certo tipo», ha sottolineato, ma poi è scoppiata la guerra, «uno shock esterno paragonabile a quello della crisi in Ucraina», che ha costretto ora l’esecutivo «a fare delle riflessioni» su cosa fare, chi aiutare, chi incentivare. In pratica, considerando che i vincoli di bilancio restano quelli, a fare delle scelte. Giorgetti non ha chiuso del tutto la porta alla richiesta di ripristinare un incentivo più robusto. Ma ha lanciato nel campo delle «categorie» il pallino delle scelte sulla destinazione da dare ai fondi ancora disponibili. Bisogna, spiega, decidere se devono andare a chi ha presentato le richieste poi finite nel campo degli “esodati” oppure «a favore delle imprese energivore, o per l’autotrasporto o per le accise». E ha aggiunto: «Abbiamo deciso di metterci in ascolto delle categorie per capire quali sono le priorità che vogliono manifestare»

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