Il Forum

Transizione 5.0, Giorgetti: con la guerra dobbiamo decidere chi aiutare

Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in videocollegamento al Forum Finanza Teha, a Cernobbio

di Redazione Roma

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.  ANSA/MASSIMO PERCOSSI ANSA

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«Affrontiamo questa crisi da una posizione di relativa solidità. I fondamentali della nostra economia non sono eccezionali, ma sicuramente positivi: la finanza pubblica in questo momento è in grado di assorbire questo shock e non oso immaginare come sarebbe stato affrontare questo appuntamento con la storia in una situazione diversa da quella in cui ci troviamo». Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a Cernobbio (Como) in videocollegamento al Forum Finanza Teha, a Cernobbio

Giorgetti: non abbiamo carenza di forniture ma prezzi attuali sono un problema

«Credo che l’Italia sul fronte energetico abbia fatto delle scelte importanti che consentono una maggiore resilienza» attraverso «la diversificazione delle fonti di approvvigionamento». Poi «è chiaro che in questo momento non abbiamo problemi di carenza di forniture, ma il mercato dell’energia è globale, per cui le tensioni che ci sono in Asia contagiano anche i mercati europei» ha spiegato il ministro dell’Economia,per il quale gli attuali prezzi di petrolio e gas »per una fetta importante dell’economia italiana rischiano di creare oggettivamente dei problemi»

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«In Europa riflessione seria su misure anti-inflazione»

L’Italia e l’Europa si trovano «in un quadro molto complesso in cui l’approccio deve essere prudente e responsabile. Sicuramente non si deve pensare di fare le cose in fretta e furia ma altrettanto sicuramente credo che in Europa si debba fare seriamente una riflessione su quali strumenti a disposizione mettere in campo per evitare che il contagio inflazionistico, magari aiutato anche dalla speculazione, faccia danni anche superiori» ha aggiunto Giorgetti nel suo intervento.

«Dobbiamo capire chi aiutare, per questo norma su Transizione 5.0»

Quanto al decreto fiscale, approvato venerdì 27 marzo in Cdm, «come governo, abbiamo deciso ieri di dare un minimo di garanzia per agevolazioni paragonabili alla vecchia 4.0, ma allo stesso tempo metterci in ascolto delle categorie per capire in una situazione di questo tipo quali sono le emergenze e le priorità che vogliono manifestare», ha detto Giorgetti, all’indomani dell’approvazione del provvedimento che, secondo Confindustria, introduce disposizioni «molto penalizzanti» per le imprese che hanno effettuato la prenotazione del credito d’imposta 5.0.

Giorgetti ha spiegato che «avevamo una traiettoria, dei programmi di un certo tipo poi è successo un fatto al di fuori delle nostre possibilità, uno shock esterno paragonabile in termini prospettici a quello della crisi in Ucraina e che sostanzialmente induce a fare delle riflessioni rispetto a quello che dobbiamo fare, chi dobbiamo aiutare e chi dobbiamo incentivare. La vicenda del decreto legge, in particolare delle risorse stanziate per i cosiddetti esodati delle domande di Transizione 5.0 discende proprio da questo», ha aggiunto. Per quanto riguarda le risorse stanziate per Transizione 5.0, «dobbiamo decidere se le disponibilità devono andare a costoro o a favore delle imprese energivore piuttosto che delle aziende di trasporto o per i tagli alle accise».

Palazzo Chigi: verso tavolo di confronto con le categorie produttive sugli incentivi

Non a caso Palazzo Chigi nel comunicato post Cdm assicura che il governo «ha intenzione di avviare nei prossimi giorni un tavolo di confronto con le categorie produttive interessate» dal credito di imposta Transizione 5.0 rivisto nel decreto fiscale varato ieri. La misura di sostegno rivolta alle imprese «prevede un contributo, sotto forma di credito d’imposta pari al 35% dell’importo richiesto, destinato alle aziende che hanno presentato comunicazioni per investimenti». Ma, annunciando il tavolo di confronto sugli incentivi, Palazzo Chigi spiega che «l’obiettivo è quello di valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive che si rendano disponibili, anche alla stregua delle osservazioni che saranno ricevute sull’ordine di priorità per il loro utilizzo»

Foti: nona rata verrà liquidata entro metà maggio

In precedenza, Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, intervenendo al Workshop Finanza organizzato da Teha ha dichiarato, a proposito di Pnrr che «abbiamo raggiunto anche la nona rata» del Pnrr «e ritengo che verrà liquidata entro metà maggio». Questo, ha aggiunto, «dimostra che lavorare per obiettivi in un Paese in cui era molto difficile farlo è possibile». Ora bisogna «fare tesoro dell’esperienza del Pnrr per trasferire a sistema questo metodo di lavoro che secondo me dobbiamo applicare anche ai fondi di coesione».

Riflessione su uscita anticipata da procedura d’infrazione

Foti, a margine del Forum, interpellato in merito alla possibilità di proseguire nell’uscita anticipata nonostante la situazione in Iran ha dichiarato inoltre che «se si procrastina una situazione di fondamentale incertezza su tutti i mercati, dovremmo anche noi valutare un attimo quali sono le possibilità più concrete per cercare di dare anche una risposta fondata alla nostra economia». E ha aggiunto: «Debbo dire che sotto questo profilo, anche a livello europeo, una riflessione importante va fatta»

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