Quotate Mondo

Microsoft: ricavi su ma non basta. Meta: utile +9% e la Borsa festeggia

La società di Redmond, pure realizzando un Eps diluito non GAAP di 4,14 dollari, è caduta nell’after hours. Il giro d’affari del gruppo di Mark Zuckeberg aumenta del 24%.

di Vittorio Carlini

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Alla fine i primi due bilanci delle big tech sono arrivati. Microsoft e Meta hanno pubblicato, rispettivamente, i numeri del secondo trimestre del 2025-2026 e del quarto quarter del 2025.

I numeri di Microsoft

Ebbene, riguardo a Microsoft i principali dati sono i seguenti. I ricavi sono stati pari a 81,3 miliardi di dollari, in crescita del 17% (+15% a cambi costanti). Il reddito operativo ha raggiunto 38,3 miliardi di dollari, in aumento del 21% (+19% a cambi costanti). Infine, l’utile per azione diluito (Eps) su base GAAP è stato pari a 5,16 dollari, in aumento del 60%, mentre l’Eps non-GAAP è stato di 4,14 dollari, in crescita del 24% (+21% a cambi costanti).

Loading...

In generale, sia il giro d’affari che l’utile netto hanno battuto le stime. Questo, tuttavia, non ha soddisfatto gli investitore che - almeno in avvio dell’after hours -hanno penalizzato il titolo, vendendo. Al che viene da chiedersi: perché una simile reazione se fatturato e profitto sono migliori delle previsioni? La risposta - ormai è consuetudine per le trimestrali delle grandi tecnologie- è da ritrovarsi nei particolari. Secondo Barron’s, un’ipotesi è che la crescita della nuvola informatica del gruppo non sia stata considerata sufficiente. Azure è aumentata del 39% rispetto allo stesso periodo del precedente esercizio. Ma l’intero segmento - Microsoft Cloud - è salito del 26%. Si tratta di velocità di marcia le quali - stanti i mega investimenti per le infrastrutture finalizzate a supportare lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale - paiono non bastare. Almeno a chi è pronto a vendere, o comprare, nel dopo mercato.

I conti di Meta

Meta, dal canto, ha postato i seguenti numeri: i ricavi sono stati pari a 59,89 miliardi nel quarto trimestre e a 200,97 miliardi sull’intero 2025, con un rialzo rispettivamente del 24 e 22% su base annua. A cambi costanti, il giro d’affari sarebbe salito del 23% nel quarto trimestre e del 22% nell’intero esercizio 2025. I costi e le spese totali, dal canto loro, sono stati pari a 35,15 miliardi nel quarto trimestre e a 117,69 miliardi sull’intero esercizio 2025, in crescita rispettivamente del 40% e del 24% su base annua. Il profitto netto, infine, è risultato di 22,768 miliardi (+9%).

Si tratta, in quest’ultimo caso, di un numero oltre le previsioni. Il che, a differenza di quanto accaduto per Microsoft, è piaciuto agli investitori. Tanto che, nell’after hours, il titolo è balzato verso l’alto. E questo, nonostante la società abbia confermato l’accelerazione negli investimenti. Il gruppo ha indicato capex per 135 miliardi di dollari nel 2026, un livello superiore di circa il 20% alle attese e quasi doppio rispetto agli investimenti sostenuti nell’anno precedente. Una svolta la quale il mercato, sottolinea il Wall Street Journal, pare avere accolto con favore, a differenza di quanto accaduto dodici mesi fa, quando gli azionisti avevano reagito con maggiore prudenza, chiedendo maggiore visibilità sui ritorni dei piani più onerosi.

Le indicazioni di Zuckeberg

Il cambio di passo riflette la strategia delineata dall’amministratore delegato Mark Zuckerberg, che punta a una forte espansione dell’infrastruttura globale. In programma ci sono nuovi data center in diverse aree del mondo, il lancio di modelli di intelligenza artificiale di nuova generazione e una integrazione sempre più profonda dell’Ai nel business pubblicitario, che resta il cuore dei ricavi del gruppo. «Nel 2025 abbiamo ricostruito le fondamenta del nostro programma di intelligenza artificiale», ha spiegato Zuckerberg nel corso della call con analisti e investitori. «Nei prossimi mesi inizieremo a rilasciare nuovi modelli e prodotti. I primi risultati saranno solidi, ma soprattutto mostreranno la velocità del percorso che abbiamo intrapreso».

A ben vedere, però, ciò che deve essere - tra le altre cose - piaciuto agli operatori è la continua solidità del core business. I ricavi delle attività pubblicitarie sono saliti, nell’ultimo trimestre, a 58,137 miliardi mentre per l’intero scorso esercizio l’advertising è balzato a 196,175 miliardi. Ed è questo che il mercato vuole vedere. Nessus volo pindarico sul metaverso (che, per inciso, segna una perdita operativa nel 2025 di 19,2 miliardi), bensì l’espansione dell’attività tradizionale. Ovviamente, anche grazie all’Intelligenza artificiale che efficienta e permette la riduzione dei costi a parità di ricavo.

L’artificial intelligence

In tal senso, il gruppo va rafforzando la propria struttura manageriale e industriale per sostenere la corsa all’Ai medesima. A inizio mese è stata annunciata la nomina di Dina Powell McCormick, ex partner di Goldman Sachs, come presidente, con il compito di costruire partnership con i governi per finanziare e sviluppare data center a livello globale.

Sul fronte energetico, Meta ha lanciato l’iniziativa Meta Compute, pensata per assicurare la capacità elettrica necessaria a sostenere sia i modelli di intelligenza artificiale sia le piattaforme social. «Prevediamo di costruire decine di gigawatt nel corso di questo decennio e centinaia di gigawatt, o più, nel tempo», ha scritto Zuckerberg su Threads, sottolineando che la progettazione e la realizzazione dell’infrastruttura diventeranno un vantaggio competitivo strutturale.

L’attenzione del mercato resta ora concentrata sui risultati concreti della nuova organizzazione dell’Intelligenza artificiale. Sono trascorsi quasi otto mesi dall’ingresso di Meta con una quota del 49% in Scale Ai e dalla nomina del suo fondatore Alexandr Wang a Chief Ai Officer. Il gruppo non ha ancora presentato un successore di Llama 4, il modello rilasciato la scorsa primavera che non aveva convinto e che aveva portato a una profonda ristrutturazione culminata nella creazione dei Superintelligence Labs. Secondo indiscrezioni interne, però, un nuovo rilascio sarebbe imminente. Durante un incontro aziendale di dicembre, Wang ha indicato che i modelli con nomi in codice Avocado e Mango potrebbero vedere la luce nella prima metà dell’anno.

Nel frattempo Meta ha continuato a muoversi anche sul fronte delle acquisizioni, rilevando per oltre 2 miliardi di dollari la startup di intelligenza artificiale Manus, con sede a Singapore, come riportato dal Wall Street Journal, poco dopo aver ottenuto una vittoria legale contro la Federal Trade Commission sul fronte antitrust.

La riorganizzazione ha avuto, peraltro, effetti anche sul perimetro delle attività. Il gruppo ha ridotto i team legati al metaverso, con il taglio di circa il 10% del personale di Reality Labs, pari a 1.500 addetti, riallocando le risorse verso lo sviluppo degli occhiali Ai, ritenuti più promettenti in termini di trazione commerciale.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti