I dati

Microsoft e Google consumano più energia della Nigeria

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale alza il fabbisogno e allontana gli obiettivi di neutralità carbonica per le big tech Usa

di Biagio Simonetta

3' di lettura

3' di lettura

Da una parte i piani - sempre più in bilico - di raggiungere obiettivi carbon neutral in pochi anni. Dall’altra il boom dell’intelligenza artificiale, che ha fatto piombare il settore tecnologico in nuove logiche affamate di energia. Ed è qui che si inseriscono gli studi recenti sul consumo dei colossi tech, proprio alla luce dell’esplosione dell’AI. Studi che hanno rilevato come nel 2023, ad esempio, Google e Microsoft - messe insieme - abbiano consumato più energia della Nigeria (che conta 224 milioni di abitanti), o dell’Irlanda. E singolarmente più di nazioni come la Croazia, la Giordania o Porto Rico.

La fame dell’AI

Facciamo però un passo indietro. Dicevamo dell’intelligenza artificiale, che è sicuramente “colpevole” di questa famelica richiesta di energia. I grandi data center che girano alle spalle dell’AI, del resto, richiedono massicce dosi di energia per i loro calcoli. Tanto che molti progetti carbon neutral sono stati messi da parte (secondo uno studio pubblicato da Standard & Poor’s, la dismissione della produzione di energia elettrica a carbone è stata inferiore del 40% rispetto a quanto previsto per il 2023) in attesa di tempi migliori.

Loading...

Secondo una recente stima arrivata dalla Vrije Universiteit di Amsterdam, entro il 2027 l’intera industria dell’intelligenza artificiale potrebbe consumare tra gli 85 e i 134 Terawattora all’anno. E nonostante i vari modelli di GenAI siano già stati sottoposti a interessanti cure dimagranti in fatto di consumi, le stime non allentano i dubbi sulla sostenibilità a lungo termine di questa tecnologia.

Un recente studio pubblicato su Medium ha scoperto, ad esempio, che l’addestramento del GPT-4 di OpenAI ha utilizzato fino a 62.000 megawattora, pari al fabbisogno energetico di 1.000 famiglie statunitensi in 5-6 anni.

Servono nuovi chip

Il punto è che i chip attuali sono decisamente energivori. Il microprocessore H100 di Nvidia – che è il più ricercato e anche utilizzato in tutto il mondo dell’AI (manda avanti ChatGPT e gli altri sistemi di GenAI) – consuma circa 700 Watt. E un data center di piccole dimensioni ha almeno 400 di questi chip al suo interno (mentre uno di grandi dimensioni ne ha anche 8mila). Una quantità di energia enorme, che sta trasformando la necessità di avere chip meno energivori in un’emergenza. Il rischio, sbandierato da molti, è che presto lo sviluppo dell’AI possa subire battute d’arresto perché non sostenibile.

Microsoft e Google corrono

Grazie all’AI, Microsoft è diventata la società a maggior capitalizzazione a Wall Street. Ma la sua scommessa sull’intelligenza artificiale generativa e sul cloud sta pesando sui consumi. E basta spulciare il “2024 Environmental Sustainability Report” del colosso di Redmond per scoprire che in soli quattro anni, il consumo di elettricità di Microsoft è più che raddoppiato, passando da 11 TWh nel 2020 a 24 TWh nel 2023.

24 TWh è lo stesso consumo dichiarato, nello stesso anno, da Google. Il colosso di Mountain View, nel suo report ambientale annuale, ha reso noto che le emissioni del 2023 sono aumentate del 13% rispetto all’anno precedente e del 48% in cinque anni, per un totale di 14,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Un aumento sostanziale che ha evidenziato «la sfida di ridurre le emissioni mentre aumenta l’intensità di calcolo e crescono gli investimenti nell’infrastruttura tecnica per supportare questa transizione verso l’intelligenza artificiale», hanno scritto da Google.

Va detto che sia Google che Microsoft sono impegnate da tempo in progetti di energia rinnovabile. Il gigante californiano punta a operare con energia carbon free 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in tutti i suoi data center entro il 2030. Mentre Microsoft è impegnata a diventare carbon-negative (sempre entro il 2030). Sfide che sembravano alla portata, prima dell’arrivo dell’AI.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti