Lettera al risparmiatore

Microsoft, le due facce dei maxi investimenti nell’intelligenza artificiale

Gli elevati esborsi della società per la nuova tecnologia sono essenziali. Il mercato però chiede che la strategia non penalizzi la redditività aziendale

Vittorio CarliniVittorio Carlini

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La Borsa guarda all’espansione del business. Ma pone attenzione, anche, alle spese per sostenere la crescita medesima. Soprattutto, quando gli investimenti sono molto elevati.

I numeri

La riprova? La offre l’ultima tornata di dati trimestrali a Wall Street. Tra gli altri, quelli di Microsoft. La società di Redmond, nel primo quarter dell’esercizio fiscale 2024-2025, ha riportato ricavi e redditività in aumento. Il giro d’affari si è assestato a 65,6 miliardi di dollari, in rialzo del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’operating income, dal canto suo, è salito a 30,6 miliardi (+14%). Il profitto netto, infine, è stato di 24,7 miliardi. Un valore che implica l’incremento dell’11% nei confronti del primo trimestre del 2023-2024. Le voci contabili, peraltro, sono risultate oltre le stime di consensus. L’utile per azione diluito (Eps), ad esempio, è arrivato a 3,3o dollari (+10%) mentre le previsioni di mercato indicavano 3,10 dollari. Ebbene: nonostante il quadro descritto la Borsa, nella seduta successiva alla pubblicazione dei numeri contabili, ha reagito negativamente. Il titolo ha ceduto il 6,05%.

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I margini

Si tratta di una dinamica la quale, a prima vista, appare quale paradosso. Gli esperti però – a torto o a ragione – sottolineano diverse cause che dovrebbero dare razionalità al trend descritto. Una di queste è collegata all’andamento del rapporto tra Gross margin (Margine industriale) e ricavi. Nel primo quarter del 2024-2025 l’indicatore è stato del 69,3%, a fronte del 71,15% fatto segnare un anno prima. Cioè: in termini assoluti il Margine industriale è salito, passando da 40,2 miliardi agli attuali 45,5 miliardi. La velocità d’incremento però – in scia anche al balzo del costo del venduto – è stata inferiore di quella del fatturato. Di qui la percentuale più bassa che ha fatto storcere il naso agli investitori. Il disappunto, peraltro, è stato accentuato dal fatto che tra le cause del trend in oggetto c’è il cloud computing. Nella consueta chiaccherata post trimestrale con gli analisti, il gruppo fondato da Bill Gates ha indicato che i ricavi della sua nuvola informatica «sono stati 38,9 miliardi di dollari, in aumento del 22% anno su anno». La percentuale del Gross margin di Microsoft cloud, invece, è scesa al 71%. Un andamento, quest’ultimo, conseguenza del processo d’investimento ed avvio dei nuovi data center. In altre parole: il progetto di spesa per l’espansione della nuvola informatica – cui è legata a doppia mandata l’allenamento e sviluppo delle Intelligenze artificiali (Ia) – schiaccia, in questo momento, i margini della divisione e questo contribuisce a comprimere quello dell’intera azienda. La dinamica, peraltro, è prevista proseguire. Microsoft stima che, nell’attuale quarter, «la percentuale del Gross margin nel cloud dovrebbe essere intorno al 70%». Vale a dire: in contrazione rispetto a quanto realizzato un anno fa e sempre in scia al programma di espansione dell’infrastruttura per l’Artificial intelligence (Ai).

TRIMESTRI A CONFRONTO

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Ricavi e Ai

Non solo. Gli operatori hanno sottolineato – sempre con riferimento al cloud – un altro aspetto. La salita delle vendite nell’ultimo trimestre, più o meno in linea con le previsioni, è chiaramente robusta. Ciò detto, però, viene fatto notare che l’incremento ha frenato. Nel primo trimestre del 2023-2024, Microsoft cloud era cresciuta del 24%. Il passo di marcia è stato confermato nel secondo quarter (+24% rispetto all’anno precedente) ma, poi, ha rallentato nel terzo (+23%) e quarto quarter (+21%). Vero! Tra inizio luglio e fine settembre scorsi c’è stata la leggera ripresa (+22%). E, tuttavia, gli operatori – anche a fronte della forte concorrenza – non hanno sorvolato sulla situazione. La quale, unita a quanto già indicato riguardo alla percentuale del Gross margin, ha indotto la negativa reazione della Borsa subito dopo i conti aziendali. Anche perché la stessa direttrice finanziaria, Amy Hood, ha affermato – secondo quanto riportato da Bloomberg – che alcune capacità dei data center su cui Microsoft aveva fatto affidamento per la sua spinta verso l’Ia non si sono concretizzate. In altre parole: si sarebbe verificata una situazione di carenza (momentanea) di offerta d’infrastrutture e servizi a fronte della domanda che rimane elevata. Insomma: da un lato, il gruppo non pare (oggi) riuscire a stare completamente al passo con le richieste sull’Intelligenza artificiale; dall’altro, gli ingenti investimenti – giocoforza – tendono a schiacciare i margini. E su questo duplice scenario la Borsa ha realizzato i suoi ragionamenti e calcoli.

VENDITE E SEGMENTI OPERATIVI

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Gli investimenti capitalizzati

Già, ragionamenti a calcoli. Al di là dei singoli dati e percentuali, il fil rouge che emerge – tra le considerazioni degli esperti di Borsa – è costituito dal tema degli investimenti capitalizzati. I cosiddetti Capex (Capita expenditure). Si tratta di uscite di cassa che, venendo ammortizzate pro-quota di esercizio in esercizio, incidono sulla redditività netta della società. Il colosso dei sofwtare, come un po’ tutte le grandi imprese hi tech, sta affrontando importanti programmi d’investimenti sull’Intelligenza artificiale. In particolare sul fronte delle infrastrutture e dei data center (ecco il tema della nuvola informatica che ritorna).

Nel solo primo quarter dell’esercizio 2024-2025 i Capex di Microsoft sono risultati intorno ai 20 miliardi di dollari. Di questi 14,9 sono stati riferiti alla tecnologia e alla medesima infrastruttura (il mercato ne stimava 14,74). I numeri descritti sono elevati e trovano la loro giustificazione soprattutto nella volontà dell’azienda di occupare la prima classe del treno diretto verso l’Artificial intelligence. Un convoglio il quale, per marciare a piena velocità, richiede per l’appunto ingenti spese sia nell’hardware che nel software.

REDDITIVITÀ E SEGMENTI OPERATIVI

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L’equilibrio

Sennonché, a fronte del contesto descritto, ben si capisce perché gli operatori monitorano con estrema attenzione simili maxi investimenti. La necessità è quella di trovare l’equilibro tra Capex i quali, da una parte, siano realmente in grado di supportare la crescita dell’Ia; ma che, dall’altra, non comprimano troppo la redditività aziendale. È proprio per questo, alla fine, che il titolo di Microsoft è sceso in scia agli ultimi dati trimestrali. La Borsa ha voluto non tanto dare un giudizio sui conti (positivi), quanto piuttosto lanciare un segnale. O non si fa il passo più lungo della gamba; oppure – nel momento in cui si schiaccia l’acceleratore sugli investimenti – il mercato vuole vedere la monetizzazione (il ritorno) di questi esborsi.

Qual è, allora, la situazione di Microsoft rispetto all’ultimo tema? In generale gli esperti sottolineano che la casa di Redmond è tra le imprese meglio posizionate per sfruttare l’Ia. Perché? A causa dei diversi fronti in cui l’azienda si trova e dove la nuova tecnologia esplica gli effetti: dalla nuvola informatica fino ai software (sia per imprese che per le famiglie) addizionati dalla stessa Ia. Il ceo Satya Nadella, proprio nella conference call sugli ultimi dati, ha indicato che il gruppo «è sulla strada di sorpassare i 10 miliardi di ricavi annui da Intelligenza artificiale entro il prossimo trimestre». Un andamento il quale «fa del business in oggetto quello che più velocemente nella storia aziendale ha raggiunto» la soglia indicata. Il tempo – come sempre galantuomo – dirà se i timori mostrati dal mercato devono iscriversi alla voce «false preoccupazioni» oppure no.

SEGMENTI STORIA DELLA REDDITIVITÀ

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Il titolo in Borsa

Infine, le quotazioni. Secondo il terminale Bloomberg, dal 2012 ad oggi il rapporto tra prezzo ed utili di Microsoft si è mosso nella forchetta compresa tra 11,39 e 37,84 volte (2023-2024). Il multiplo prospettico sul 2024-2025, rilevato il 12 novembre scorso, è di 31,88 volte. Cioè: è situato nella parte alta del canale indicato, ma in calo rispetto agli esercizi più recenti. Il PEG non GAAP prospettico – calcolato da Seeking Alpha – è invece di 2,45 (1,98 la mediana di settore). Di più. Sempre secondo Seeking Alpha, il “Price to book value”(rapporto tra prezzo e capitale proprio per azione dell’azienda) si trova a quota 11. Vale a dire: un livello superiore alla mediana del comparto di riferimento che è di 3. Similmente, il “Price to sale ratio” (rapporto tra prezzo e vendite per azione dell’azienda) è di 12 volte a fronte del valore di 3 del settore. In altre parole: il titolo in Borsa, come tante altre grandi società tecnologiche, è caro. Quindi, se il gruppo riuscirà a confermare elevati tassi di crescita, il consensus di mercato (91,2% di buy indicato da Bloomberg) trova una sua giustificazione. Diversamente, il risparmiatore fai-da-te deve maneggiare il mondo di Redmond con molta cautela e prudenza.

Per approfondire

L’andamento del titolo

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