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Meta si aggrappa a WhatsApp per rilanciarsi dopo gli ultimi flop

Zuckerberg punta tutto sulle chat commerciali e in parte scarica il Metaverso: «Saranno il pilastro della nostra attività»

di Biagio Simonetta

Reuters

3' di lettura

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Ripartire dalle certezze. Ha bisogno di questo, Meta, dopo un anno pesantissimo. Un anno durante il quale ha lasciato sui mercati circa il 70% della sua capitalizzazione, per oltre 800 miliardi di dollari. Un anno che ha un po’ affossato le scommesse di Mark Zuckerberg sul Metaverso, e che ha costretto la società a raccogliere i cocci di una strategia sbagliata.

Ripartire dalle certezze, dunque, che per la galassia di Menlo Park significa ripartire dalla piattaforma che ha mostrato le radici più solide, anche durante la tempesta: WhatsApp. È da qui che Mark Zuckerberg vuole riaccendere il business di Meta, e lo ha comunicato ai dipendenti durante una riunione delle ultime ore. «Parliamo molto di opportunità a lungo termine come il Metaverso, ma la realtà è che la messaggistica commerciale sarà probabilmente il prossimo grande pilastro della nostra attività. Stiamo lavorando per monetizzare maggiormente WhatsApp e Messenger» ha detto Zuckerberg, che dunque riconosce i limiti della sua scommessa sul Metaverso, compiendo un importante passo indietro.

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Due miliardi di utenti

Ripartire da WhatsApp, per Zuckerberg, significa ripartire da una piattaforma che può contare su oltre 2 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo, e con pochi outsider alle spalle. A differenza di Facebook e Instagram, insidiate pesantemente da TikTok che le ha depredate di una buona fetta di investimenti pubblicitari, WhatsApp continua a essere l’app di messaggistica istantanea più usata nel mondo occidentale. Una piattaforma dalle potenzialità enormi, che nel 2014, all’allora Facebook Inc. è costata circa 19 miliardi di dollari. Una scommessa vinta, quella di Zuckerberg, perché WhatsApp ha continuato a crescere in modo importante anche sotto la sua ala, diventando sempre più riferimento per la comunicazione fra utenti. Ciononostante, quello che ha sempre palesato WhatsApp è la scarsa redditività della piattaforma. L’applicazione è gratuita sugli store e non prevede inserzioni pubblicitarie nelle chat (che sono crittografate end-to-end). Per la serie: miliardi di persone all’interno e poco business.

Le chat commerciali

Adesso, però, sembra arrivato il tempo per Zuckerberg di rendere WhatsApp il motore finanziario di Meta. E l’idea del Ceo è incentrata sulle chat commerciali. Con la creazione, già avvenuta da qualche tempo, degli account business, WhatsApp ha di fatto aperto la strada a un progetto che in un futuro non molto lontano vedrà l’applicazione al centro dell’eCommerce. Con le attività commerciali in grado non solo di vendere prodotti e interagire coi propri clienti sulle chat (cosa che già succede, tra l’altro). Ma anche di ricevere pagamenti processati proprio attraverso l’applicazione.

Come le pagine gialle

Quello che WhatsApp sta per fare, con una fase molto avanzata già in Brasile e in altri Paesi emergenti, è un passaggio importante per la redditività dell’applicazione. Perché di fatto all’interno della piattaforma troveranno spazio una sorta di quelle che fisicamente conoscevamo come “pagine gialle”, dove gli utenti potranno navigare per categoria: ristorazione, articoli sportivi, abbigliamento, servizi, biglietti per lo stadio, ecc. E da lì contattare il venditore, spulciare fra i suoi prodotti e fare acquisti. Il tutto senza uscire dall’applicazione, neanche per pagare. Un salto in avanti importante, che forse Zuckerberg voleva compiere già qualche anno fa, quando alcuni sviluppi furono bloccati per un aggiornamento sul trattamento dei dati personali che non convinse granché. Da lì in poi una fase di stasi, e nel mezzo un paio di fallimenti che sono costati carissimo alla società: prima il progetto crypto denominato Lybra, poi la scommessa all-in sul Metaverso. Ora Zuckerberg ha deciso di tornare ai fondamentali. E Meta ne ha un gran bisogno.

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