Big Tech

Meta rivoluziona la pubblicità online: farà tutto l’AI

L’obiettivo è permettere ai brand di generare campagne pubblicitarie da zero, semplicemente fornendo un’immagine del prodotto e un obiettivo di spesa

di Biagio Simonetta

2' di lettura

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Per la serie, l’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro? La domanda continuerà a rimanere inevasa per molto tempo. Ma sempre più mansioni, intanto, vengono affidate proprio all’AI. L’ultimo paragrafo di questo capitolo infinito lo ha scritto Meta, che - stando a quanto riporta il Wall Street Journal - vuole rendere l’intero processo pubblicitario completamente automatizzato grazie all’intelligenza artificiale, entro la fine del 2025.

Cosa significa tutto questo? Per esempio che i creator (ma non solo loro)troveranno un avversario molto ostico: l’AI. Un avversio che non ha orari di lavoro, ha una capacità di calcolo (e produzione) estremamente veloce, e - soprattutto - abbatte i costi.

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Ma attenzione, perché non si tratta più solo di ottimizzare le performance o suggerire piccoli cambiamenti a inserzioni già esistenti (come del resto avviene già oggi su Facebook e Instagram). L’ambizione del colosso di Menlo Park (California) è ben più radicale: permettere ai brand di generare campagne pubblicitarie da zero, semplicemente fornendo un’immagine del prodotto e un obiettivo di spesa. L’AI si occuperà di tutto il resto, dalla creazione del visual e del testo fino alla scelta del target e alla distribuzione sui social del gruppo Meta.

Va ricordato che la pubblicità rappresenta oltre il 97% dei ricavi totali dell’azienda guidata da Mark Zuckerberg nel 2024, ed è la linfa che alimenta anche gli ingenti investimenti nel campo dei chip AI, nei data center e nella formazione di modelli linguistici avanzati. E ora per Zuckerberg, l’automazione della pubblicità non è solo un’evoluzione naturale del business: è parte di una ridefinizione dell’intera categoria.

«Nel prossimo futuro, vogliamo arrivare a un mondo in cui qualsiasi impresa possa semplicemente dirci che obiettivo vuole raggiungere, quanto è disposta a pagare per ogni risultato, collegare il conto bancario, e poi lasciar fare tutto a noi», ha detto il ceo nel corso dell’assemblea annuale degli azionisti.

Le frontiere dell’AI, in questo senso, sono veramente infinite. Basti pensare alla capacità di personalizzazione dinamica delle inserzioni: l’AI di Meta sarà in grado di adattare in tempo reale lo stesso annuncio a diversi utenti, sulla base di variabili come la geolocalizzazione. Così. la pubblicità di un’auto, per l’utente in montagna sarà su una strada innevata, mentre per chi vive in città sarà tra i palazzi del centro.

Questo approccio sembra poter essere particolarmente utile per le piccole e medie imprese, che costituiscono la maggioranza degli inserzionisti su Facebook e Instagram, con budget limitati e poco tempo per la produzione creativa.

Certo, rimane un fattore chiave: la fiducia? I grandi marchi - quelli con capacità di spesa più alta - si fideranno di consegnare le chiavi dell’advertising a una macchina? O preferiranno avere ancora il controllo? E in tutto questo, va ricordato anche che la potenza computazionale necessaria per sviluppare modelli personalizzati per ogni brand rappresenta una sfida non trascurabile, sia in termini di costi che di scalabilità. Ma Meta sembra pronta al grande salto.

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