Meta, la Borsa ci crede: trasformare in vantaggio la sfida di DeepSeek
Il mercato, nonostante gli alti investimenti, apprezza l’avvicinamento all’amministrazione Trump e le maggiori efficienze. Il titolo in Borsa è caro.
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Ciò che, a prima vista, appare come minaccia per il business può invece trasformarsi in un vantaggio. Magari, anche grazie ad uno specifico approccio aziendale al tema in oggetto. Così può riassumersi il contesto in cui si trova Meta Platforms con riferimento a DeepSeek. Cioè: il chatbot d’Intelligenza artificiale (Ia) low cost lanciato di recente dalla Cina.
Il mercato
L’opportunità per il gruppo dei social network - seppure la situazione sia incerta ed in continua evoluzione - è segnalata dalla stessa Borsa. Il titolo - dalla diffusione della notizia - è salito al Nasdaq del 5,97% (chiusura al 30/1/2025). Si tratta di un andamento che, ancora di più, mostra come il mercato abbia mutato - rispetto ai tempi del metaverso - la valutazione nei confronti della società (nell’ultimo anno il titolo è cresciuto del 76%). Il cambiamento, a ben vedere, è mostrato dalla stessa diversità di immediata reazione tra la pubblicazione dei dati del gruppo nel terzo quarter del 2024 e quelli dell’ultima trimestrale. Gli investitori, solo tre mesi fa, avevano storto il naso. La società aveva realizzato ricavi ed utile trimestrali superiori al consensus. Anche la guidance sul quarto quarter era risultata robusta. Sennonché, l’incremento dei Capex, sull’intero 2024 e in scia all’avventura dell’Intelligenza artificiale (Ia), tra 38 e 40 miliardi aveva suscitato dubbi. I motivi? In particolare, il fatto che gli operatori, da un lato, erano ancora scottati dal fin qui fallimentare viaggio nel metaverso; e, dall’altro, avevano ripreso a scommettere sull’azienda solo quando questa si era ri-focalizzata sul core business, affermando che il 2024 sarebbe stato l’anno dell’efficienza. Nel momento, però, in cui si è avuto il sentore che il film sul metaverso (sborsare miliardi senza certezza sulla remunerazione) poteva tornare in programmazione, gli investitori hanno lanciato un segnale. Il titolo, nella seduta successiva alla pubblicazione dei dati, ha ceduto il 4,1%. La narrazione - riferita al tema specifico delle trimestrali - è tuttavia mutata. Meta, nell’ultimo quarter dello scorso esercizio e similmente al terzo trimestre, ha riportato fatturato (48,4 miliardi) e redditività (8,02 dollari l’Eps diluited) maggiori delle previsioni. Le stime sui primi tre mesi del 2025 sono state,invece, piuttosto deboli. Non solo. Gli investimenti capitalizzati - nonostante il clima d’incertezza creato dall’arrivo dell’Ia di DeepSeek e poi di Alibaba - sono stati confermati nell’esercizio in corso tra 60 e 65 miliardi di dollari. Ebbene: seguendo il metro di giudizio di fine ottobre scorso, il mercato avrebbe dovuto reagire negativamente o con maggiore cautela. Al contrario, gli investitori hanno comprato.
Efficientamento
La Borsa, per l’appunto, ha mutato idea. Come mai? La risposta è articolata. «In primis -risponde Giacomo Calef, country manager di NS Partners - rileva l’incremento dell’operating margin che è salito al 48%, rispetto al 41% di un anno prima». Vero! L’indicatore - nel terzo quarter del 2024 - era comunque al 43%. E, tuttavia, «la dinamica segnala con chiarezza che l’azienda rimane concentrata anche su efficientamento operativo e contenimento dei costi». Dal che il timore che possa replicarsi il film “miliardi di denaro buttati dalla finestra” è - agli occhi del mercato - sparito.
Intelligenza artificiale
Non solo. Un’altra motivazione è legata proprio all’avvento dall’Artificial intelligence dell’ex Regno di mezzo. Diversi analisti hanno sottolineato tre aspetti. Il primo è che Meta, a differenza di altre big tech statunitensi, è sbilanciata su un modello di business in cui l’Ia non è tanto in concorrenza con terzi, quanto è sfruttata per ottimizzare l’attività. Nell’ultimo trimestre i ricavi sono, tra le altre cose, saliti in scia all’incremento del prezzo medio nell’advertising. «I modelli di raccomandazione e monetizzazione pubblicitaria del gruppo - ricorda Carlo De Luca, capo AM di Gamma capital markets -, vanno migliorando anche grazie all’Ia». Una condizione «la quale ha un impatto positivo sulle vendite pubblicitarie. Tanto che il fatturato medio per utente è cresciuto del 16%», arrivando a 14,25 dollari (erano 12,33 un anno prima).
Il secondo tema, invece, è legato all’approccio open source adottato dalla società co-fondata da Mark Zuckeberg. Qui - è l’indicazione dello stesso ceo - il fatto che DeepSeek abbia anch’essa imboccato la strada del modello “aperto” è un fattore positivo in quanto questo potrà diventare uno standard a livello mondiale. In altre parole: l’idea di Meta è che il suo modello possa diventare un riferimento globale per l’industria.


