Pasti fuori casa

Menù su misura e prezzi dinamici, ecco come cambierà la ristorazione nel 2025

Analisi di TheFork: l’Ai migliorerà il servizio, dall’esperienza olistica al pagamento del conto. Nei trend gastronomici sempre più attenzione a semplicità e sostenibilità

di Emiliano Sgambato

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3' di lettura

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Esperienze gastronomiche sempre più personalizzate e semplificate dalla tecnologia, tutt’altro che in contrasto con i concetti di benessere psicofisico e di sostenibilità associati alla ristorazione. È il questo il trend, declinato in diverse sfumature, che caratterizzerà il 2025 dei pasti fuori casa secondo una ricerca realizzata da TheFork e dall’agenzia NellyRodi.

Secondo il brand di Tripadvisor, la ristorazione sarà sempre più inclusiva e modulare: «La libertà di scegliere come vivere l’esperienza al ristorante è un elemento centrale. I consumatori desiderano spazi che si adattino ai loro bisogni sociali, che siano soli o in compagnia. I ristoranti quindi - spiegano dalla principale piattaforma per le prenotazioni online di ristoranti in Europa - si evolvono per offrire ambienti che promuovono sia la convivialità sia il comfort in solitudine».

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Benessere, leggerezza e velocità nei menu

Il concetto di benessere a 360 gradi rimane centrale: «In una società frenetica, cresce il desiderio di momenti che favoriscano il benessere fisico e mentale. I ristoranti - argomentano i ricercatori - abbracciano un approccio olistico, integrando design, materiali, illuminazione e suoni studiati per il relax». I menù sono arricchiti da ingredienti naturali e salutari e gli chef si concentrano su ingredienti locali e stagionali, «promuovendo una cucina autentica che rispetta l’ambiente e supporta le economie locali».

I clienti ricercheranno al tempo stesso «nuovi orizzonti culinari» e semplicità: cresce la richiesta per menù degustazione da consumarsi in meno di un’ora, street food gourmet e formati portatili, all’insegna di una ristorazione «più agile e accessibile».

In questo contesto la teconologia e i software avranno un ruolo sempre maggiore. Dal lato del cliente si diffonderà sempre di più la possibilità di pagare in automatico il conto o di saldarlo in anticipo «per godersi l’esperienza senza distrazioni». Opzioni non a caso già possibili con gli strumenti messi a disposizione da TheFork.

Esperienza su misura e semplificata con l’Ai

Dal punto di vista degli operatori sarà invece possibile, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e grazie ai dati raccolti sui clienti, prevedere l’affluenza e personalizzare l’esperienza. «I ristoranti possono adattare atmosfera, menù e servizio alle preferenze dei clienti, ottimizzando ogni visita», spiegano i ricercatori. Sarà possibile anche una gestione efficiente dell’inventario: alcuni strumenti Ai riducono gli sprechi alimentari fino al 20%, ottimizzando la supply chain.

Crescera poi l’utilizzo della stampa 3D in cucina, «utilizzata per creare piatti innovativi, precisi e sostenibili, eliminando gli sprechi senza sacrificare la creatività». Più in generale il trend è quello dell’automazione dei processi: «robot e AI accelerano la preparazione dei piatti, migliorando la velocità del servizio e riducendo i costi operativi».

I prezzi saranno dinamici, come accade coni biglietti dei trasporti: «tariffe flessibili che variano in base alla domanda e ad altri fattori, offrendo vantaggi economici ai clienti in momenti specifici».

Ingredienti «in» e «out»

Sul fronte ingredienti, TheFork e NellyRodi prevedono più spazio per i «superfood funzionali», come «cacao cerimoniale, moringa e funghi Lion’s Mane, noti per i benefici sul corpo e sulla mente» e per le bevande naturali come «sidro di mela o pera, champagne naturale, drink analcolici o a basso contenuto alcolico». Ancora in discesa gli alcolici tradizionali. E ancora: fermentazione lattica, aceto affumicato e cocktail a base di verdure.

Ma attenzione ai cibi sovraesposti come avocado e bacche i açai o poco attenti alla sostenibilità, fuori stagione o non locali.Pesce sì, ma sostenibile: attenzione alla pesca responsabile e all’introduzione di charcuterie di mare, come boudin di capesante e salsiccia di polpo.

Non manchreanno i classici rivisitati: croissant creativi, affogato, gelati innovativi (anche fritti o abbinati a patatine) e sapori “swicy” (un mix di dolce e piccante).
Out invece i menu troppo elaborati: «piatti complessi o porzioni troppo piccole non soddisfano più le aspettative dei consumatori», sottolinea la ricerca.

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