Cibo e futuro

Ecco cosa e come mangeremo nel 2050: addio a carne, formaggio, cioccolato e caffè?

Secondo gli esperti consultati da CirFood District, sarà sempre maggiore la personalizzazione dei prodotti alimentari e aumenterà l’attenzione a preservare l’ambiente

di Maria Teresa Manuelli

Un pasto di Planeat, start up attenta alla sostenibilità che propone diete su misura e senza sprechi

3' di lettura

3' di lettura

Immaginate di sedervi a tavola tra poco più di 25 anni. Il piatto che vi troverete di fronte sarà così diverso da quello attuale da sembrarvi quasi un’esperienza aliena. A prevederlo è Cibo2050, eBook realizzato dall’Osservatorio CirFood District e «nato dalla collaborazione di 15 esperti provenienti da diversi campi di ricerca: scienza, innovazione, medicina, accademia e mondo del food», spiega Daniela Fabbi, direttrice comunicazione e marketing di CirFood, una delle maggiori imprese italiane attive nella ristorazione collettiva, commerciale e nei servizi di welfare.

Addio proteine animali e junk food

Il primo grande cambiamento riguarderà le nostre fonti proteiche. Carne e latticini, così come li conosciamo oggi, sono destinati a un progressivo ridimensionamento. Non si tratta di una scomparsa improvvisa, ma di un graduale allontanamento dettato da una crescente consapevolezza ambientale e dai limiti degli allevamenti intensivi. Al loro posto, si faranno largo proteine alternative più sostenibili. Protagonisti di questa rivoluzione saranno legumi, alghe e cosiddetti “novel food” che promettono di essere non solo più ecologici, ma anche più salutari. Un’alimentazione che guarda sempre più verso un’ottica plant based, mantenendo tuttavia le radici della dieta mediterranea.

Loading...

Un altro grande assente dalle nostre tavole sarà il junk food. I consumatori del 2050 saranno sempre più consapevoli e attenti, escludendo categoricamente cibi ultra-processati, poveri di nutrienti e ricchi di zuccheri. La qualità diventerà un imperativo categorico, con un’attenzione maniacale alla composizione degli alimenti.

I saluti più dolorosi? Caffè e cacao

Forse il colpo più duro arriverà per due grandi protagonisti dei nostri menu attuali: caffè e cacao. I cambiamenti climatici minacciano seriamente queste filiere, rendendo la loro produzione sempre più complessa e costosa. Ma gli esperti sono ottimisti: non spariranno, grazie al ricorso a pratiche di coltivazione più sostenibili o all’uso di altre piante. Nel caso del cacao, per esempio, si parla già dell’uso dei carrubi per produrre un sostituto del cioccolato. Una soluzione che dimostra come l’innovazione possa venire in soccorso anche dei nostri amati prodotti alimentari.

Cibo conesso, tecnologia e personalizzazione

I luoghi del consumo alimentare subiranno una metamorfosi totale. Ristoranti, mense e locali diventeranno spazi altamente tecnologici ed esperienziali. Big data per ridurre gli sprechi, robotica e IA per analizzare i consumi, contribuiranno all’evoluzione della ristorazione

Il concetto di “cibo connesso”, inoltre, permetterà di ottenere informazioni in tempo reale sulla freschezza, provenienza, tracciabilità e valore nutrizionale di ogni singolo alimento. Persino il metaverso entrerà nelle nostre abitudini alimentari, offrendo nuove modalità di consumo fuori casa più consapevoli e interattive.

La vera rivoluzione, però, arriverà dalla tecnologia. Grazie a innovazioni come la fermentazione di precisione, la nutraceutica e la nutrigenomica, gli alimenti diventeranno sempre più personalizzati. Immaginatevi cibi letteralmente “cuciti” sui vostri fabbisogni individuali, in grado di rispondere perfettamente alle esigenze del vostro organismo. Nella nostra alimentazione si faranno sempre più spazio prodotti semplici, con un’attenzione preponderante verso una dieta più sostenibile, anche plant based, ma pur sempre mediterranea: si andrà incontro a piatti a base vegetale e proteine alternative, come legumi o novel food come alghe, piante che, in modo bilanciato, concorreranno ad implementare abitudini di consumo sane e a impatto positivo sull’ambiente e la salute delle persone.

Il valore salutare e sociale non cambierà

Forse il cambiamento più profondo riguarderà la filosofia stessa del nutrimento. L’approccio “Food as Medicine” vedrà il cibo non più solo come fonte di sostentamento, ma come strumento primario di prevenzione e mantenimento del benessere. Una visione olistica che connette intimamente alimentazione, salute e sostenibilità ambientale.

Nonostante tutte queste trasformazioni, un elemento rimarrà immutato: il valore sociale e aggregativo del cibo. La cucina continuerà a essere il luogo dove sperimentare, condividere e rafforzare i legami umani, arricchendosi attraverso la contaminazione di idee e gusti generati dai flussi migratori. Un viaggio gastronomico che ci porterà verso un futuro dove mangiare non sarà mai stato così consapevole, tecnologico e, al tempo stesso, profondamente umano.

Pronti per questa rivoluzione a tavola?

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti