Mediobanca ottimizza il capitale. Opzione M&A nella distribuzione. La strategia sul dividendo
L’istituto espande per linee interne la rete distributiva ma guarda anche ad eventuali operazioni straordinarie. Il rischio sulla qualità del credito
di Vittorio Carlini
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Crescere, anche attraverso eventuali operazioni straordinarie, nell’attività di distribuzione. È uno dei focus di Mediobanca a sostegno del business. L’istituto finanziario, nel piano d’impresa 2019-2023, ha indicato alcuni obiettivi di espansione organica sul fronte in oggetto. Al 2023 la rete del “Wealth Management” dovrebbe vantare oltre 1.400 professionisti. Nella divisione “Consumer Banking”, invece, l’accento è sull’apertura di filiali : il target, sempre a fine arco di piano, è arrivare a circa 350 punti vendita. Infine l’ “Investment Banking”. Qui la volontà dell’Istituto di piazzetta Cuccia è raggiungere, nel 2023, intorno a 310 professionisti, dai 250 di fine giugno 2019.
Il nodo del lockdown
Sennonché il risparmiatore esprime un dubbio: il contesto della pandemia, soprattutto durante la serrata di marzo-aprile, ha reso ostica la strategia di arruolamento di nuovi professionisti. Una condizione che, di fatto, può complicare il raggiungimento degli obiettivi indicati. Mediobanca, pure consapevole del contesto, rigetta il dubbio e conferma i target. In particolare nel “Wealth Management”, viene spiegato, ad oggi la forza vendita ha superato le 910 unità in CheBanca! (erano 780 a fine giugno del 2019), mentre nel Private si è arrivati a 140 bankers. Riguardo, invece, alla business unit del “Consumer Banking”, da giugno 2020, sono stati aperti 12 nuovi punti vendita: 6 filiali e 6 agenzie “leggere”. Si tratta di numeri, riprende sempre Mediobanca, che indicano come, nonostante il momentaneo rallentamento tra marzo e aprile, l’istituto possa dirsi fiducioso nel raggiungimento degli obiettivi indicati.
Il modello di business...
Al di là dei singoli dati, tuttavia, il risparmiatore fa un ulteriore ragionamento. Nel credito al consumo la spinta nella distribuzione si concretizza anche con l’apertura di filiali fisiche. Una strategia che integra un modello di business da molti considerato desueto. Gli istituti finanziari, da un lato, puntano a diminuire le branches; e dall’altro, anche e soprattutto a fronte della pandemia, danno maggiore rilevanza al digitale. Mediobanca, rispetto al tema in oggetto, invita ad un’analisi più approfondita.Il gruppo ricorda che Compass ha sempre fatto leva anche sulla cosiddetta “distribuzione indiretta”. Cioè: la vendita dei suoi prodotti attraverso le reti di terzi. Questo canale però, rammenta il gruppo, va riducendosi. In primis perchè le banche, per l’appunto, diminuiscono da sé il numero delle filiali. E poi perchè, a fronte del consolidamento in atto, le realtà acquisite tendono a distribuire i prodotti della nuova casa madre. Quindi, sottolinea Mediobanca, proprio il venire meno di questa condizione non solo permette ma, addirittura, rende necessaria l’espansione della rete fisica.
...il canale digitale
Ciò detto, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che il canale online è quello che dovrebbe maggiormente svilupparsi. Vero, dice l’istituto. Ma il focus su questo fronte, ribatte Mediobanca, è per lei ben presente e non da oggi. Da un lato viene ricordato, nel piano d’impresa, sono previsti circa 250 milioni d’investimenti nell’It, di cui larga parte è appannaggio proprio del digitale; e, dall’altro, la quota di erogato online di Compass arrivata al 25% rispetto al 10% di un anno fa mostra che l’impegno dà i suoi frutti. In realtà, conclude Mediobanca, la strada perseguita dall’istituto è quella della omnicanalità.
L’attività di M&A
Fin qui alcune suggestioni sulla crescita organica della rete distributiva. Il gruppo, però, è pronto anche ad operazioni straordinarie per accelerare l’espansione? La risposta è positiva. L’istituto di Piazzetta Cuccia, seppure allo stato attuale c’è nulla di concreto, è attivo nel valutare eventuali opportunità nel “Wealth Management” in Italia. Al di là delle operazioni cosiddette “trasformative”, rispetto alle quali nel passato c’era stata la possibilità (poi svanita) con Banca Generali, il gruppo guarda anche ad eventuali rami d’azienda in dismissione. Soprattutto di grandi gruppi internazionali che potrebbero decidere di ridurre la presenza nel Belpaese. In tal senso può ricordarsi che già nel 2016 Mediobanca acquistò un perimetro selezionato delle attività italiane di Barclays ( poi fuse in CheBanca!).



