Mattel, ipotesi di M&A e margini in ripresa danno appeal a Barbie
Una buona trimestrale e i rumors di operazioni straordinarie hanno riacceso l’attenzione sulla società che, tuttavia, affronta un mercato debole
class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini
6' di lettura
Le ultime da Radiocor
Borsa: Milano (+2,2%) regina della settimana con rally Prysmian (+18,8%)
Intel: accordo con Apple per produzione chip, titolo vola a +15%
Delfin: per holding 'ricorso Basilico e' infondato, non incide su passaggio quote'
6' di lettura
Da una parte i ricavi trimestrali che, anche coerentemente con un mercato difficile, calano (o perlomeno restano piatti). Dall’altra i margini i quali, in scia soprattutto agli sforzi sulla riduzione dei costi, aumentano. Il tutto con i rumor di possibili M&A che attirano l’attenzione della speculazione. Così può riassumersi lo stato dell’arte diMattel.
La dinamica dei conti
L’azienda dei giocattoli, che tra le altre cose produce la famosa bambola Barbie, di recente ha riportato i numeri del secondo trimestre del 2024. Questi, per l’appunto, sono stati contraddistinti da andamenti divergenti. Il giro d’affari si è assestato a 1,079 miliardi di dollari, in calo dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2023 (a parità di valute la variazione è nulla). La redditività, invece, è risultata in rialzo. Il margine industriale è stato del 49,2% a fronte del 44,9% dell’ anno prima. Lo stesso utile per azione rettificato è migliorato. L’Earning per share (Eps), sempre nel secondo quarter, è valso 0,19 dollari (erano stati 0,10 al 30/6/2023). Quest’ultimo dato, peraltro, ha battuto le stime di consensus (FacSet indicava 0,17 dollari). Un fatto che ha contribuito a far salire - almeno nella seduta successiva alla pubblicazione dei conti - il titolo in Borsa. A ben vedere, il differente andamento delle voci di conto economico è confermato su base semestrale. Le vendite nette (1,89 miliardi di dollari) sono calate sempre dell’1%. L’Operating income, invece, è stato positivo per 47,7 milioni, a fronte della perdita subita nella prima metà del 2023. Insomma: nel 2024 Mattel è caratterizzato da ricavi deboli ma riesce a migliorare i margini.
Trend di settore e costi
Si tratta di una dinamica che stupisce? La risposta è negativa. Il mercato globale dei giocattoli, negli ultimi tempi, ha battuto in testa. Lo scorso anno, secondo Circana, il comparto si è fermato 108,7 miliardi di dollari, in discesa del 2% se confrontato con i 110,8 miliardi del 2022. La stessa Mattel - che ad ogni modo afferma di stare acquisendo quote di mercato - dice che, nel 2024, l’industria dei giocattoli dovrebbe essere caratterizzata da un modesto declino (seppure, nel 2025, potrebbe esserci la ripresa). In generale, comunque - è l’indicazione degli esperti -, l’onda lunga dovuta al ”confinamento in casa” per il Covid (che ha spinto la voglia di bambole e macchine) è esaurita. Di qui le difficoltà delle aziende del comparto, compresa Mattel.
Quella Mattel che però - ecco i motivi della ripresa della redditività - va concretizzando (non da oggi) un programma di razionalizzazione e riduzione delle spese. In tal senso, per valutare l’impegno sul fronte in oggetto, può analizzarsi quali siano le voci che hanno contribuito al miglioramento di 430 punti base del Gross Margin nel secondo trimestre del 2024, rispetto al medesimo periodo del 2023. Ebbene: 120 punti base sono appanaggio dell’ “Opg” (Optimizing for profitable growth). Vale a dire: il progetto pluriennale di risparmio sui costi che ha l’obiettivo di arrivare a ridurre annualmente gli oneri lordi di 200 milioni entro il 2026. Di questi risparmi: circa il 70% riguarda il costo del venduto (e quindi il Gross margin); mentre il restante 30% coinvolge spese di vendita e amministrative.
Ciò detto, un altro fattore che ha dato una mano a migliorare (+40 basis points) il Margine industriale è la gestione del magazzino. Qui, va sottolineato, ancora pesa - sul fronte della domanda da parte dei clienti - l’eccesso di “inventory” accumulato in scia all’euforia per il boom della domanda i giocattoli a seguito del Covid. Circa un anno fa, alcuni analisti, avevano affermato che la fase di “de-stocking” fosse completata. In realtà, il contesto negativo è ancora presente ed è tra le concause della debolezza del mercato di riferimento. Anche per questo Mattel si è imposta l’obiettivo di ridurre le scorte e puntare a migliorare, quindi, il Capitale commerciale circolante netto. Al di là di ciò, deve comunque rimarcasi che il sostegno al Margine industriale è anche arrivato da una variabile esogena: il calo dell’inflazione. Il trend deflazionistico ha aiutato per 110 punti base.


