Legge di Bilancio

Manovra, arriva il bonus per rottamare frigoriferi ed elettrodomestici

Nel maxi emendamento del Governo un aiuto del 30% fino a un massimo di 100 euro per chi smaltisce un bene vecchio e ne acquista uno ad alta efficienza energetica

di Marco Mobili

Articolo aggiornato nelle ultime righe alla luce delle novità del 23 marzo 2025

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2' di lettura

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Arriva il bonus rottamazione elettrodomestici. Dal 2025 chi acquisterà un elettrodomestico ad alta efficienza non superiore al 30 per cento del costo di acquisto dell’elettrodomestico ad alta efficienza energetica non inferiore alla nuova classe B, prodotto in Europa, con contestuale smaltimento dell’elettrodomestico sostituito. L’importo non superiore a 100 euro per ciascun bene acquistato. Il tetto di 100 euro può salire fino a 200 euro se l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare dell’acquirente è inferiore a 25.000 euro.

La battaglia della Lega

La lega, dunque, la spunta e nel maxi emendamento del Governo alla manovra in discussione in commissione Bilancio della Camera entra il bonus elettrodomestici. Un incentivo alla competitività del sistema produttivo industriale, dei relativi livelli occupazionali, e che secondo la stessa norma presentata alla Camera, potrà favorire l’aumento dell’efficienza energetica nell’ambito domestico e la riduzione dei consumi attraverso la sostituzione dei grandi elettrodomestici ad uso civile. L’aiuto punta anche a spingere il «il corretto smaltimento degli apparecchi obsoleti attraverso il riciclo».

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Il fondo da 50 milioni per il 2025

Il bonus elettrodomestici varrà solo per un anno e sarà ad esaurimento. Per l’aiuto alla rottamazione dei frigoriferi ed elettrodomestici in generale, infatti, è istituito al Ministero delle imprese e del made in Italy, un fondo da 50 milioni di euro solo per per l’anno 2025. Il contributo, inoltre, è «attribuito a valere sulle risorse del fondo nel limite dello stanziamento autorizzato, che costituisce limite massimo di spesa», che tradotto dal giuridichese vorrebbe dire che una volta terminate le risorse si chiuderà il bonus. Per l’operatività e l’erogazione dell’aiuto sarà necessario attendere comunque il decreto attuativo del Mimit che dovrà essere emanato entro il 28 febbraio 2025. Decreto che al 23 marzo ancora non è arrivato per la difficoltà nell’individuare la platea dei beni messi a benefici. Per questo il governo corregge il tiro e punta a riscrivere le regole per poi emanare il decreto.

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