Lunedì ancora in Commissione

Manovra: bagarre in Commissione, slitta l’approdo in Aula. Ecco le principali misure

Una modifica proposta fa salire lo stipendio dei ministri non parlamentari, equiparandolo a quello dei colleghi che hanno anche un seggio in Parlamento

di Redazione Roma

5' di lettura

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Slitta l’approdo in Aula della manovra. Il presidente della commissione Bilancio della Camera, Giuseppe Mangialavori, ha comunicato al termine della riunione della commissione di sabato che i lavori riprenderanno lunedì e che la seduta è stata riaperta solo per consentire il deposito degli emendamenti del governo. Mangialavori ha fatto sapere che avrebbe comunicato alla presidenza della Camera il protrarsi dei lavori. L’approdo in Aula della manovra era previsto per lunedì. Ma i tempi ora si sono allungati.

Le misure principali

Web tax solo per le grandi aziende con ricavi sopra i 750 milioni, tassa sulle plusvalenze delle criptovalute che scende al 26% nel 2025 (la manovra la portava al 42%), e poi sale al 33% dal 2026, Ires ridotta per le imprese che reinvestono in azienda l’80% degli utili, mini decontribuzione Sud, Fondo morosità incolpevole, bonus elettrodomestici: sono questi i principali contenuti degli emendamenti che il governo si appresta a depositare in commissione Bilancio alla Camera, secondo una bozza dei provvedimenti che circola tra i deputati. Le opposizioni hanno chiesto che le proposte di modifica del Governo non siano contenute in un unico maxiemendamento ma spacchettate per materia, per consentire un esame più specifico degli interventi.

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A “Fondo dote famiglia” 30 milioni, per sport-attività ludiche

Un “Fondo dote famiglia” con uno stanziamento di 30 milioni di euro per il 2025 per il rimborso di spese per le attività sportive o ricreative extrascolastiche per i figli tra i 6 e 14 anni per famiglie con Isee sotto i 15mila euro. La proposta è in una bozza di un emendamento del governo alla manovra che circola tra i parlamentari a margine dei lavori della commissione Bilancio alla Camera. Il fondo finanzia attività «in favore delle Associazione e Società sportive Dilettantistiche iscritte al Registro Nazionale delle Attività sportive Dilettantistiche (RASD)» e «enti del terzo settore iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS)».

Mini-decontribuzione per il Sud, sgravi al 25%

Per «mantenere i livelli di crescita occupazionale nel Mezzogiorno e contribuire alla riduzione dei divari territoriali», arriva la mini decontribuzione Sud, ovvero uno sgravio del 25% sui contributi dovuti per i lavoratori. Lo prevede un emendamento del Governo alla manovra, secondo una bozza. Viene riconosciuto a favore dei datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, limitatamente alle micro, piccole e medie imprese (250 lavoratori massimo) che occupano lavoratori a tempo indeterminato in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna. L’esonero, per l’anno 2025, è pari al 25% dei contributi previdenziali per un importo massimo di euro 145 su base mensile per dodici mensilità, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato assunto alla data del 31 dicembre 2024. Per l’anno 2026 e 2027 cala al 20%.

Aumenti allo stipendio dei ministri non parlamentari

Nelle ultime, concitate giornate prima dell’ok dell’Aula atteso la prossima settimana, spunta una modifica che farebbe salire lo stipendio dei ministri non parlamentari, equiparandolo a quello dei colleghi che hanno anche un seggio in Parlamento. Un trattamento che sarebbe esteso a sottosegretari e viceministri. E sempre in tema stipendi degli onorevoli, ritorna la cosiddetta norma anti-Renzi, ma più rigida di quella inizialmente prevista da un emendamento di FdI: invece di un tetto ai maxi-compensi dei politici percepiti all’estero, arriva proprio un divieto tout court di incarichi retribuiti fuori dall’Ue. «Teniamo presente che alcuni ministri non avendo l’indennità parlamentare hanno una remunerazione un po’ più bassa, però questa è una scelta che hanno fatto i parlamentari, si fa in Parlamento, se in Parlamento vogliono incrementare la retribuzione è una scelta loro, giusto?», ha detto il viceministro del all’Economia, Maurizio Leo, arrivando ad Atreju, la kermesse di FdI in corso al Circo Massimo di Roma.

Dopo la prima parte di emendamenti dei relatori che hanno portato, tra le altre cose, ad uno sconto sulle multe per le quote latte, proseguono le modifiche messe a punto anche dal governo. Tra le novità, la norma che porta allo stesso livello gli stipendi di ministri, viceministri e sottosegretari non parlamentari, con quelli dei colleghi eletti. Un bel boost per i primi, visto che finora percepivano “solo” lo stipendio base di circa 5mila euro, più circa 3.500 euro per le spese forfettarie che saltano se si resta fuori Roma più di 15 giorni al mese.

Un vincolo che invece i parlamentari non hanno e che ora verrà esteso ai rappresentanti del Governo. Inoltre, si vedranno attribuire anche le stesse agevolazioni sui viaggi. In un altro emendamento arriva invece il divieto di incarichi retribuiti fuori dall’Ue per i componenti di governo e i parlamentari, europarlamentari e governatori. Una previsione che comporta, in caso di inosservanza, il versamento delle somme percepite all’Erario e, in caso questo non avvenga, una multa di pari importo.

In rialzo il prelievo sulle scommesse online

Tra le novità in arrivo nella manovra, il sottosegretario al Mef, Federico Freni, conferma il prelievo sulle scommesse online che potrebbe destinare fondi alle infrastrutture sportive, ad esempio per ristrutturare gli stadi. C’è l’attesa semplificazione dell’utilizzo dei fondi di Transizione 5.0, una modifica che ha già l’ok della Ue, e la proroga dell’operatività del fondo di garanzia per le Pmi dal primo gennaio 2025, con criteri più ampi per definire le “small mid cap” che finora erano escluse dalle agevolazioni.

Cambia la garanzia del Fondo mutui prima casa

Sale di 50 centesimi, a partire da aprile 2025, l’addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri per voli extra-Ue. Una misura che riguarda i sei scali italiani con un traffico superiore a 10 milioni di passeggeri l’anno e che vedrebbe un incremento di gettito stimato in 5,33 milioni per il 2025 e 8 milioni per il 2026. I fondi verranno destinati dai Comuni per opere di sviluppo ed edilizia urbana e infrastrutture. Cambia infine, come annunciato, la garanzia del Fondo mutui per chi compra la prima casa: è concessa «esclusivamente» e non più «prioritariamente» alle giovani coppie o ai nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, o a chi vive nelle case popolari, o ai giovani sotto i 36 anni.

Verso tariffe autostrade su dell’1,8% nel 2025

Le tariffe autostradali relative alle concessioni che non hanno presentato gli aggiornamenti dei piani economico-finanziari, per l’anno 2025, sono incrementate nella misura dell’1,8%, corrispondente all’indice di inflazione programmato per l’anno 2025 nel Piano strutturale di bilancio 2025-2029: lo prevede un emendamento alla manovra presentato dai relatori.

Ampliamento platea assegno inclusione e formazione

Si va verso un allargamento della platea dell’assegno di inclusione. Un emendamento alla manovra presentato dai relatori porta da 9.360 euro a 10.140 euro la soglia di reddito Isee da non superare per richiedere il contributo statale. Sale inoltre da 6.000 a 6.500 euro il valore del reddito familiare massimo, e da 7.560 a 8.190 euro la soglia di reddito massima per i nuclei composti da anziani o disabili. Si amplia anche la platea di chi può richiedere il supporto per la formazione e il lavoro: l’Isee familiare massimo passa da 6mila euro a 10.140. Il beneficio economico, quale indennità di partecipazione alle misure di attivazione lavorativa, sale da 350 euro mensili a 500 euro mensili.

Personale Rai escluso da spending prevista in manovra

I costi per il personale vengono esclusi dalla spending review prevista per la Rai nella manovra. Lo stabilisce un emendamento dei relatori alla legge di bilancio che limita la stretta alle sole consulenze esterne. La stretta prevede una riduzione dei costi per il 2026 almeno del 2% rispetto al corrispondente ammontare sostenuto nella media del triennio 2021-2023, una percentuale che sale al 4% nel 2027.

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