Legge di Bilancio

Legge di Bilancio, verso aumento pedaggi autostradali dell’1,8% nel 2025. Spunta norma anti-Renzi

La Legge di Bilancio potrebbe prevedere l’equiparazione delle indennità tra ministri parlamentari e non. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, punta a chiudere i confronti nel weekend

di Redazione Roma

Un casello autostradale in una foto di archivio ANSA

6' di lettura

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Le tariffe autostradali relative alle concessioni che non hanno presentato gli aggiornamenti dei piani economico-finanziari, per l’anno 2025, sono incrementate nella misura dell’1,8%, corrispondente all’indice di inflazione programmato per l’anno 2025 nel Piano strutturale di bilancio 2025-2029. È quanto prevede un emendamento alla manovra presentato dai relatori. Manovra che si avvia al rush finale e non risparmia colpi di scena alla commissione Bilancio della Camera che auspica di chiudere i lavori nel weekend.

Opposizioni all’attacco dopo il deposito di un nuovo corposo pacchetto di proposte di modifica dei relatori, che spazia dalla riscrittura della stretta sulle consulenze Rai alle tariffe autostradali. La minoranza è andata all’attacco tra l’altro delle misure sul trattamento economico dei ministri non parlamentari così come sulla norma “anti-Renzi” che prevede la stretta sui compensi extra Ue per parlamentari, componenti del governo e europarlamentari. La richiesta è inoltre di avere le relazioni tecniche su tutte le nuove proposte e oltretutto di stralciare le proroghe. La Dem Chiara Braga ha stigmatizzato, ad esempio, la proposta di modifica riguardante le concessioni autostradali: «Ne abbiamo appena discusso in Parlamento, non è possibile inserirla in manovra, ritiratelo». Nelle ultime, concitate giornate prima dell’ok dell’Aula atteso la prossima settimana, spunta una modifica che farebbe salire lo stipendio dei ministri non parlamentari, equiparandolo a quello dei colleghi che hanno anche un seggio in Parlamento.

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Personale Rai escluso da spending prevista in manovra

I costi per il personale vengono esclusi dalla spending review prevista per la Rai nella manovra. È quanto prevede un emendamento dei relatori alla legge di bilancio che limita la stretta alle sole consulenze esterne. La stretta prevede una riduzione dei costi per il 2026 almeno del 2% rispetto al corrispondente ammontare sostenuto nella media del triennio 2021-2023, una percentuale che sale al 4% nel 2027.

Fondi per le case anti-sisma dei Campi Flegrei

Venti milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029 per ridurre la vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio privato nell’area dei Campi Flegrei: lo prevede un emendamento alla manovra presentato dai relatori. Le risorse sono destinate al riconoscimento di contributi per la realizzazione degli interventi di riqualificazione sismica in favore dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa, sia risultata a maggiore vulnerabilità sismica sulla base degli esiti delle analisi di vulnerabilità sismica dell’edilizia privata.

Cambia l’accesso al credito per chi compra la prima casa. La garanzia del Fondo mutui, fino ad un massimo del 50%, viene concessa non più in via prioritaria ma in via esclusiva a giovani coppie, nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, chi vive nelle case popolari e under 36. Lo prevede uno degli emendamenti alla manovra (non onerosi) depositati dal governo in Commissione Bilancio della Camera. “La garanzia del fondo è concessa, nella misura massima del 50%, sui finanziamenti per immobili da adibire ad abitazione principale del mutuatario, con priorità per l’accesso al credito da parte delle giovani coppie dei nuclei familiari mono genitoriali con figli minori, da parte dei conduttori di alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonché dai giovani che non hanno ancora compiuto 36 anni di età“, prevedendo invece che la garanzia possa essere esclusivamente predetti soggetti”, si legge infatti nella relazione tecnica che accompagna il testo.

Tasse d’imbarco salgono di 50 centesimi per i voli extra Ue

Sale, a partire da aprile 2025, di 50 centesimi l’addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri per voli extra-Ue. La misura inserita in un emendamento alla manovra dei relatori depositato in commissione Bilancio riguarda gli scali italiani che abbiano un traffico superiore a 10 milioni di passeggeri l’anno. Si tratterebbe - in base a stime citate dalla relazione tecnica allegata all’emendamento - di 6 scali aeroportuali - tra i più grandi - e l’incremento di gettito che potrebbe derivarne è stimato in 5,33 milioni per il 2025 (considerando che la misura parte da aprile) e 8 milioni per il 2026. I fondi vanno poi destinati dai Comuni per opere di sviluppo ed edilizia urbana e infrastrutture.

Procedure più semplici per Transizione 5.0

Arriva l’emendamento del governo alla manovra che rende più semplice e incentivante il Piano Transizione 5.0. Il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso spiega che sono 4 le modifiche sostanziali sulle quali c’è già il consenso della Commissione Ue: sono semplificate le procedure di calcolo dei consumi energetici; è prevista la possibilità di cumulo con altri incentivi nazionali ed europei; è inclusa una maggiorazione per i pannelli fotovoltaici realizzati in Europa ed è definita un’aliquota unica per investimenti fino a 10 milioni. “Un forte impulso al sostegno degli investimenti delle imprese sull’innovazione green”, ha detto Urso. Sono previsti interventi mirati per semplificare le procedure di calcolo della riduzione dei consumi energetici, valorizzando il ruolo delle Esco e introducendo una procedura diretta per il riconoscimento dei benefici in caso di sostituzione di beni obsoleti. Inoltre, il piano diventa cumulabile con il credito d’imposta Zes e altre agevolazioni, incluse quelle offerte dai programmi e strumenti dell’Ue. Sarà prevista un’aliquota unica per investimenti fino a 10 milioni di euro, mentre un’attenzione particolare è stata riservata agli impianti fotovoltaici, il cui incentivo è stato maggiorato per azzerare il divario di costo con moduli e celle prodotti fuori dall’Europa. Tutte le novità introdotte avranno effetto retroattivo.

Stipendi più alti per i ministri non parlamentari

Spunta poi l’ipotesi di un’equiparazione tra l’indennità dei ministri che sono anche parlamentari e quelli che non lo sono. Secondo quanto viene riferito da diverse fonti della maggioranza, l’ipotesi sarebbe emersa, insieme a diversi altri temi, durante i confronti all’interno della coalizione sulla manovra e la proposta potrebbe essere contenuta in un emendamento dei relatori. Ai ministri non parlamentari saranno riconosciute le cifre equilivalenti a quelle che percepisconi i ministri parlamentari a titolo di spese per l’esercizio del mandato, per la telefonia e altre voci. Dovrebbero essere questigli interventi che si profilano nell’emendamento dei relatori volto ad equiparare gli stipendi tra ministri-parlamentari e ministri che non sono parlamentari. La misura coinvolge anche viceministri e sottosegretari.

Verso divieto compensi a parlamentari-ministri dall’estero

Spunta anche la norma cosiddetta “anti-Renzi”: divieto di incarichi retribuiti per soggetti aventi sede legale fuori dall’Ue per i componenti di governo e i parlamentari, europarlamentari e governatori. Una previsione che comporta, in caso di inosservanza, il versamento delle somme percepite all’Erario. In caso questo non avvenga è prevista una multa di pari importo. È quanto prevede - secondo quanto si apprende - l’emendamento che i relatori si apprestano a presentare alla manovra.

Incentivi Transizione 5.0 anche alle Energy Service Company

“Il credito d’imposta” previsto da Transizione 5.0 “può essere riconosciuto, in alternativa alle imprese, alle Energy Service Company certificate da organismo accreditato per i progetti di innovazione effettuati presso l’azienda cliente”. Lo prevede un altro degli emendamenti del governo alla manovra, depositato in commissione Bilancio alla Camera.

Freni: ci sarà prelievo su scommesse

In manovra “ci sarà un prelievo sulle scommesse”. Lo conferma il sottosegretario al Mef Federico Freni replicando a cronisti che gli chiedevano dell’ipotesi di un prelievo sulle scommesse online per destinare fondi alle infrastrutture sportive. “Non vi so dire se finalizzato o meno ma ci sarà”.

Giorgetti: puntiamo a chiudere nel weekend

«Stiamo lavorando. Nel week end speriamo di chiudere il confronto in parlamento, almeno in commissione, per quello che riguarda la Legge di bilancio, per poi andare avanti». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo a Milano agli Stati generali della natalità. Pochi minuti fa, aggiunge il titolare del Mef, «ho appena avuto una riunione sugli ultimi emendamenti che verranno depositati oggi».

Pil: Giorgetti, pro capite sale più dello 0,5% per “colpa” di calo demografico

«Tutti discutiamo oggi di un Pil, ieri l’ho definito asfittico, che cresce in Italia dello 0,5, 0,6, 0,7% ma nessuno fa una valutazione di tipo diverso» e cioè «la crescita del Pil pro capite, perché questo è un Paese in decrescita demografica» ha proseguito il ministro dell’Economia. «Se noi dividiamo - ragiona - la ricchezza del Pil per il numero di abitanti, ahimè, e lo dico con un senso di amarezza, il dato pro capite aumenta molto di più dello 0,5%».

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Natalità tema sempre più serio, necessaria un’agenzia

Ogni anno il tema della natalità diventerà sempre più serio e non si potrà nascondere sotto un tappeto, quindi penso che sia assolutamente necessario un forum, un’agenzia, che non sia semplicemente un suppellettile burocratico ma un luogo bipartisan e fuori dalle logiche di interesse delle fazioni, delle partigianerie, con un’azione di lungo respiro”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso del suo video collegamento agli Stati generali della natalità della Lombardia.

“Un Paese vecchio non ha futuro - ha proseguito -, un Paese che invecchia non è solo insostenibile con il welfare che abbiamo immaginato negli anni Sessanta, quando il Paese era giovane e cresceva. Arriverà un momento in cui questo dibattito diventerà un imperativo, cui la politica non si potrà sottrarre e a quel punto un soggetto terzo potrebbe venire veramente utile”.

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