La festa di Fratelli d’Italia

Giorgetti: «Pil verso +0,7%, non cambia i conti. Su Ires arrivati, vedrà la luce sabato notte»

L’allarme del ministro del’Economia intervenuto ad Atreju: «400 milioni, arrivano dalle banche»

di Redazione Roma

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto alla festa di Fdi Atreju, a Roma.

3' di lettura

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La crescita italiana rallenta ma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è ancora ottimista sulla possibilità di fare meglio delle previsioni più aggiornate. I numeri del governo erano «assolutamente prudenziali», ha ribadito il titolare del Tesoro in un intervento ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, tanto che anche se il Pil si dovesse fermare «allo 0,7» non cambierebbero i «numeri di finanza pubblica. Anzi siamo convinti - ha aggiunto - che otterremo risultati migliori».

Del resto a pesare è anche la situazione geopolitica con i suoi ricaschi sulle economie di tutto il Vecchio Continente. «Il mondo purtroppo si è incamminato in una situazione molto complicata - ha sottolineato - e la vecchia Europa si trova ad affrontare quell’onda di cui tante volte abbiamo parlato, che significa riconversione industriale generata dalla transizione green e arrivata forte, forse prima del previsto e sta partendo dalla Germania a fare ahimé morti e feriti».

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Mentre il ministro interveniva ad Atreju era in corso in commissione Bilancio alla Camera l’esame della legge di Bilancio sulla quale si registrano le prime modifiche proposte dai relatori tra le quali una sulle quote latte, battaglia bandiera della Lega. Altre ne arriveranno.

Sulla manovra: «Emendamento che fa partire Transizione 5.0»

Per quanto riguarda la manovra, Giorgetti ha spiegato che «sugli investimenti volevo precisare che 4.0 non è scomparso se volete sapere quanto ho speso nel 2024 è molto più di quanto stanziato con 5.0. La dinamica continua. 5.0 ha un regolamento complicato non voglio dare la colpa a nessuno ma per definire questa misura a livello europeo abbiamo impiegato 3-4 mesi, ieri è arrivato il beneplacito a modifiche che entreranno domani o dopodomani in una emendamento che la fa partire, la rende accessibile e anche cumulabile».

«Su Ires arrivati, vedrà la luce sabato notte. 400 milioni arrivano dalle banche»

«La logica dell’Ires premiale - ha poi aggiunto - è che se tu imprenditore hai fatto degli utili e li tieni in azienda ti facciamo lo sconto sulle tasse, un meccanismo apparentemente semplice che vogliamo semplice e aspettate tra sabato e domenica, qualcuno sarà costretto a fare nottata, vedrà la luce. Abbiamo lavorato e ci siamo arrivati». «Confermo la copertura - ha continuato - , speriamo di non sbagliare come fatto in passato su altre misure, di 400 milioni, ma non significa che gli investimenti mobilitati sono 400 milioni». Interpellato a margine dai cronisti che gli chiedevano se questi soldi li prenderanno dalle banche, ha risposto: «Sì».

«La politica industriale la fanno gli imprenditori»

Giorgetti ha infine sottolineato che «la volontà del governo è è premiare gli investimenti: invito a valutare questo» intervento sull’Ires premiale «sommato alla Zes, a 4.0 che continua a funzionare, al 5.0 che auspichiamo funzionerà ancora di più. Quello che dobbiamo alimentare è lo spirito imprenditoriale. È troppo facile dire che serve una politica industriale, la politica industriale la fanno gli imprenditori, lo stato può aiutare gli imprenditori a farla, ma non la fa lo Stato».

Intanto tra gli emendamenti alla manovra depositati arriva un meccanismo per favorire, anche attraverso sconti, la riscossione delle multe comminate agli allevatori prima della cancellazione delle quote latte. Mentre spunta anche l’ipotesi di un prelievo sulle scommesse online per sbloccare risorse che potrebbero essere destinate a infrastrutture sportive. Tra le opzioni in corso di valutazione quella di finanziare anche la ristrutturazione degli stadi. Secondo quanto viene riferito però la scelta definitiva non sarebbe ancora stata compiuta ma servirà un ulteriore momento di confronto nella maggioranza sulla questione. Bocciate nel frattempo tutte le proposte dell’opposizione. Compreso il salario minimo legale sul quale il centrosinistra è andato all’attacco.

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