Ospitalità & lusso

«Mandarin Oriental, presto sei hotel in Italia. Focus Sicilia e Sardegna»

Intervista al coo, Christoph Mares. Nel 2025 riapre il Cristallo di Cortina, intanto insistenti sono le voci della nuova struttura a Roma negli ex Villini Unicredit. Il gruppo di Hong Kong ha creato anche un circuito di dimore di lusso

di Paola Dezza

(AFP)

3' di lettura

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Sarà la prima struttura in alta montagna quella che Mandarin Oriental aprirà a Cortina nei prossimi mesi in vista delle Olimpiadi 2026, ma anche la prima di una nuova serie di inaugurazioni che vede l’Italia al centro della strategia del colosso dell’ospitalità di Hong Kong che fa capo a Jardine Matheson Group. La ricerca nel nostro paese continua infatti senza sosta. Al momento il gruppo vanta 36 hotel di lusso in 24 Paesi del mondo, con l’obiettivo di crescere nei prossimi anni soprattutto in Europa.

La realtà alberghiera Mandarin Oriental ha messo in pista per il nostro Paese una doppia strategia di aperture in città e nelle location di vacanza per aggredire un mercato che ha ancora molte potenzialità. Al momento sono due le strutture esistenti, quella di Milano, aperta nel 2015 in alcuni palazzi storici di proprietà del gruppo Statuto tra via Andegari e via Monte di Pietà, e quella sul lago di Como, in quello che fu l’hotel Casta Diva di Blevio, completamente rivisitato nel 2020.

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«La nostra idea è di raddoppiare o addirittura triplicare il numero di strutture che abbiamo oggi in Italia - dice Christoph Mares, Chief Operating Officer a livello globale del brand. Mares, 56 anni, tedesco di nascita, vanta 25 anni di esperienza nel mondo dell’ospitalità di lusso. Dal 2000 in Mandarin Oriental, ha avuto posizioni di rilievo negli hotel di Londra, Parigi e Monaco. Una pausa nel 2008 lo ha portato a ricoprire ruoli di vertice in Emaar Hospitality Group per poi tornare in Mandarin.

«Viaggio 20 giorni al mese – racconta in esclusiva al Sole 24 Ore – per accrescere il portafoglio del gruppo in particolare in Europa e nel Middle East. E per l’Italia due annunci arriveranno a breve». Secondo indiscrezioni, non confermate dalla proprietà, uno dovrebbe essere quello relativo a Roma. Qui Merope Asset Management ha acquistato per cento milioni di euro da Colony Capital i Villini del Rione Sallustiano, che potrebbero essere il prossimo MO italiano. Dieci villini in un parco secolare, che la società sta riqualificando con investimenti per 80 milioni di euro. «Roma è una destinazione dove vogliamo essere – spiega -. È senz’altro una priorità, ma guardiamo con attenzione anche a Firenze, e alla Toscana in generale, senza tralasciare Costa Smeralda e la Sicilia. Mares trova le due isole decisamente vivaci come mercati. Trova che ci sia troppa competizione? «No, direi di no» commenta. L’idea è di realizzare nuove strutture o valorizzare l’esistente.

Il focus oltre all’Italia, si estende su Spagna, Portogallo e Francia. Il miglioramento delle performance nel 2022 è dovuto alla forte occupazione e dai prezzi in Europa, Middle East e Africa: il RevPAR (fatturato generato per camera disponibile) in queste zone è salito del 45% sul 2021 (564 dollari americani), così come l’Adr.

In generale il brand vuole aprire altri 40 hotel entro dicembre 2026. La pipeline prevede infatti in apertura Mandarin Oriental in Costa Navarino (Grecia) quest’estate, insieme al secondo hotel a Londra, precisamente a Mayfair. Nel 2024 arriverà Mandarin Oriental Punta Negra, Maiorca, e nel 2025 sono previste le aperture di Madrid e Cortina, nell’hotel Cristallo nella cui compagine finanziaria è entrato il fondo di private equity Attestor Capital. A seguire Bai Nom (Vietnam), Atene, Chengdu e Kuwait.

«La nostra forza? La diversificazione del prodotto – dice -. Non siamo ripetitivi. Utilizziamo diversi architetti e interior designer, sempre con l’obiettivo di diventare una realtà rilevante per la comunità locale con bar e ristoranti che fanno da attrattiva». Fin dal primo momento, dall’apertura nel 1963 del primo albergo a Hong Kong, questa è stata la filosofia che ha guidato investimenti e aperture.

Quali i nuovi trend del viaggiare? Per Mares negli ultimi mesi i viaggi sono diventati multigenerazionali, viaggi in famiglia, che richiedono camere più spaziose ed esterni da vivere. Ed è per questo che accanto agli hotel è nata la divisione dedicata all’affitto di ville di lusso, venti in tutto di cui nove residenze private per adesso, con due masserie in Puglia, Masseria Petrarolo e Masseria Pistola, che fanno parte di un circuito nel mondo che va da Ibiza alla Costa Azzurra.

Il gruppo ha chiuso il 2022 con ricavi dagli hotel in gestione pari a 1,6 miliardi di dollari americani, in netta crescita del 49% dal miliardo del 2021, anno ancora condizionato dalla pandemia, e in aumento del 19% sul 2019. A pesare positivamente è l’area geografica di Europa, Middle East e Africa. E un Ebidta complessivo di 111 milioni di dollari. La liquidità rimane robusta con 226 milioni di riserve. La performance degli hotel di proprietà rimane debole perché inficiata dal basso contributo delle strutture di Hong Kong e Tokyo, dove il Covid ha avuto impatti per parte del 2022.

Riproduzione riservata ©
  • Paola DezzaCaporedattrice del Lunedì e responsabile del settore real estate per tutto il gruppo

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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