Lusso

Lvmh, ricavi in calo del 4% e utile del 22%

Il gruppo ha registrato un fatturato di 39,8 miliardi di euro e un risultato netto pari a 5,7 miliardi. A dicembre dividendo intermedio di 5,5 euro

di Mo.D.

4' di lettura

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Ricavi e redditività in flessione per Lvmh nel primo semestre dell’anno. Si conferma, quindi, il trend del primo trimestre che si era concluso con vendite pari a 20,3 miliardi di euro, in calo del 2% a cambi correnti (reported) e del 3% a cambi costanti (organic). Nei primi sei mesi dell’anno il colosso francese del lusso ha registrato 39,8 miliardi di euro di ricavi, in calo del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo ricorrente si è attestato a 9 miliardi di euro in flessione del 15%, corrispondente a un margine operativo del 22,6%, mentre l’utile netto di gruppo è stato pari a 5,7 miliardi di euro in diminuzione del 22%.

«Dobbiamo il nostro risultato alla forza dei nostri brand iconici e alla loro innata capacità di innovare, mantenendo intatta la cultura dell’artigianalità. Nonostante le incertezze, resta saldo l’impegno verso una visione a lungo termine, guidata dal perseguimento della qualità e della desiderabilità» commenta Bernard Arnault, presidente e ceo del gruppo.

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Per il secondo semestre 2025, il gruppo mantiene «una posizione di attenta vigilanza, confermando l’obiettivo di consolidate performance finanziarie e sostenibilità nel medio-lungo periodo».

Spaccato geografico

«La crescita è stata sostenuta dalla robusta domanda locale in Europa - in aumento sia su base organica sia a valuta costante - e da una performance stabile negli Stati Uniti. Il Giappone, invece, ha mostrato un rallentamento rispetto al primo semestre 2024, quando aveva beneficiato di un’euforia straordinaria per la debolezza dello yen; il resto dell’Asia ha mantenuto tendenze in linea con il 2024, pur con un lieve miglioramento delle vendite ai consumatori locali nel secondo trimestre» si legge nel comunicato della società.

In calo tutte le divisioni

Tutte le divisioni principali del gruppo hanno registrato un calo. Nel dettaglio Fashion & Leather Goods ha visto un calo delle vendite dell’8% (reported) a 19,115 miliardi; stessa flessione per Wines & Spirits a 2,588 miliardi; -1% i ricavi per le divisioni Perfumes & Cosmetics e Watches & Jewelry, rispettivamente a 4,082 miliardi e 5,090 miliardi; in controtendenza il comparto Selective Retailing con un andamento stabile a 8,620 miliardi. Quest’ultimo è stato l’unico settore con utile operativo in crescita del 12% a 876 milioni, mentre tutte le altre divisioni hanno registrato un calo. La peggiore è stata Wines & Spirits con un -33%. Il cfo del gruppo, durante la conference call con gli analisti, ha precisato che ci vorrà tempo per la ristrutturazione di questa divisione e che i risultati saranno tangibili nel secondo semestre del prossimo anno.

Le stime per il 2025

«In un contesto geopolitico ed economico incerto, il Gruppo conferma fiducia e manterrà una strategia incentrata sul continuale rafforzamento della desiderabilità dei propri marchi, facendo leva sull’eccellente qualità dei prodotti e sull’eccellenza del retail» si legge nel comunicato, che prosegue: «La strategia di puntare al massimo livello qualitativo in tutte le attività, unita all’energia e all’eccezionale creatività dei team, consentirà al gruppo Lvmh di rafforzare ulteriormente la sua leadership mondiale nel settore del lusso anche nel 2025».

Il consiglio di amministrazione, che ha approvato la semestrale, ha deliberato un dividendo intermedio di 5,50 di euro per azione, che sarà corrisposto giovedì 4 dicembre 2025.

Bernard Arnault, presidente e ceo di Lvmh, ha commentato che il gruppo «ha dimostrato solidità in un contesto complesso», grazie alla forza dei marchi e alla inesauribile capacità di innovare, restando fedeli alla cultura di incomparabile artigianalità. «Al di là delle incertezze attuali, restiamo focalizzati sulla visione di lungo periodo che ha sempre guidato il nostro gruppo», ha evidenziato l’imprenditore, che ha quindi indicato: «saremo vigili nella seconda metà dell’anno. Ho piena fiducia nello straordinario potenziale a lungo termine di Lvmh e nell’impegno dei nostri team per rafforzare ulteriormente la leadership del gruppo nel settore del lusso. La nostra priorità condivisa è offrire ai nostri clienti i prodotti più eccezionali».

Il direttore finanziario di Lvmh, Cecile Cabanis, nel corso della conference call con gli analisti ha dichiarato che il gruppo sposa una strategia di attesa (’wait and see’), in vista di un accordo tra Usa e Stati Uniti sul fronte commerciale. Uno scenario con dazi al 15%, come emerso nelle ultime ore, per la manager «rappresenterebbe un buon risultato», poiché alcuni marchi del gruppo, a parte alcuni vini e liquori come il Cognac Hennessy, godono ancora di un potere nel fissare il proprio listino dei prezzi. «Sembra che siamo vicini a un accordo sui dazi - ha detto ancora - sarebbe positivo visto che ridurrebbe l’incertezza economica», ha concluso.

Il commento degli analisti

«Nel secondo trimestre del 2025, Lvmh ha evidenziato ancora segnali di debolezza, con la divisione Fashion & Leather Goods (F&LG) in calo organico del 9%, peggiore del previsto (-6,4% secondo il consenso)» si legge nel commento di Bernstein, che prosegue: «A reggere il colpo sono state invece le altre divisioni: Wines & Spirits (W&S) ha registrato un calo contenuto al -4% (versus -7,5% atteso), mentre la divisione Selective Retailing cresce del +4%, sopra la stima di +1,8%. Grazie a una rigida politica di contenimento dei costi – in risposta all’indebolimento della domanda – l’Ebit ha superato le stime di circa €150 milioni (+2%). Lvmh ha affrontato una serie di criticità, tra cui il rallentamento delle vendite in marchi di punta come Dior, Hennessy e la catena DFS. Per il secondo semestre 2025 saranno cruciali le misure correttive che il gruppo adotterà».

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