Compagnie aeree

Lufthansa prevede un aumento di 1,7 miliardi di euro per il carburante

Il gruppo tedesco ha migliorato il risultato del primo trimestre con una perdita inferiore alle attese e ha confermato la guidance per l’anno. In Borsa +5,6%

di Mara Monti

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Il gruppo tedesco Lufthansa prevede per l’anno in corso un aumento dei costi del carburante pari a 1,7 miliardi di euro. Nonostante le incertezze legate al conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, la compagnia ha confermato la guidance finanziaria per il 2026.

L’azienda ha dichiarato di essere coperta all’80% contro i rischi di aumento del prezzo del carburante, ma resta preoccupata per possibili restrizioni nella fornitura di cherosene. «Sebbene attualmente non siano previste limitazioni in nessuno degli hub del gruppo, una potenziale riduzione della disponibilità di carburante più avanti nell’anno rappresenta un ulteriore fattore di rischio», ha precisato la società in una nota. In Borsa il titolo sale del 5,60 per cento.

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Per contenere l’impatto dell’aumento dei costi, Lufthansa punta su un incremento dei ricavi da biglietti, su una migliore pianificazione della rete e su ulteriori misure di riduzione dei costi non ancora dettagliate. Tra le iniziative già avviate figurano la chiusura della compagnia regionale CityLine e il ritiro degli aerei più vecchi e meno efficienti, con una riduzione complessiva di circa 20.000 voli.

Nel frattempo, la crisi delle compagnie del Golfo, in seguito alla chiusura dello spazio aereo dopo il 28 febbraio, ha modificato i flussi di traffico, favorendo i voli diretti verso l’Asia. Lufthansa è riuscita a intercettare questa domanda: nel primo trimestre ha registrato una perdita inferiore alle attese, grazie alla forte richiesta di voli a lungo raggio, che ha compensato sia la volatilità dei costi del carburante sia le cancellazioni dovute agli scioperi.

In particolare, la perdita operativa (Ebit) si è ridotta del 15%, attestandosi a 612 milioni di euro, mentre i ricavi hanno raggiunto gli 8,7 miliardi di euro, superando le aspettative degli analisti. La compagnia ha evidenziato che la crescita, seppur lieve, del traffico a lungo raggio ha bilanciato la riduzione della capacità nei voli a corto e medio raggio.

Nonostante le prospettive di una stagione estiva intensa, Lufthansa segnala un peggioramento del rapporto tra rischi e opportunità. Tuttavia, la domanda globale di viaggi aerei rimane elevata e resiliente anche in un contesto di crisi. Un ulteriore impulso deriva dal cambiamento nei flussi dei passeggeri, che si stanno spostando dagli aeroporti del Golfo verso gli hub del gruppo.

Secondo l’analista di Bernstein Alex Irvin, «si registra solo una lieve riduzione della capacità rispetto alle previsioni precedenti di un +4% su base annua, ora riviste a valori stabili o fino a +2%». Un messaggio analogo sulla solidità della domanda è stato recentemente comunicato anche da Air France-KLM, sebbene permanga cautela per la limitata visibilità sui ricavi del terzo e quarto trimestre.

Il più grande gruppo aeronautico europeo ha comunque affrontato un inizio d’anno turbolento, segnato da scioperi di piloti e personale di cabina, con conseguenti cancellazioni. In prospettiva, Lufthansa prevede di tagliare 4.000 posti di lavoro amministrativi entro il 2030 e di spostare parte della capacità dalla compagnia principale, caratterizzata da costi più elevati, a unità come Discover e City Airlines, dove il costo del lavoro può risultare inferiore fino al 40%.

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