Lo shadow banking corre: un mercato da oltre 30mila miliardi in Europa
Fondi pensione, hedge fund, assicurazioni, asset manager erogano il 26% dei crediti. L’allarme dei regolatori: «Serve una maggiore supervisione sul settore»
di Alessandro Graziani
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
La grande crescita dello shadow banking, il sistema finanziario ombra, può diventare il focolaio della prossima crisi? Dopo il più rapido e consistente rialzo dei tassi di interesse degli ultimi decenni, le preoccupazioni delle Autorità di Vigilanza globali - a cominciare dal Financial Stability Board, ma anche dalla Bce - arrivano proprio dal mondo dello shadow banking che, secondo la più corretta definizione ufficiale, comprende le “Non banking financial institutions” (Nbfi): fondi pensione, assicurazioni, hedge fund, asset manager.
I timori non riguardano solo gli Usa, che rappresentano tuttora il principale mercato finanziario globale, ma anche l’Europa, dove negli ultimi anni il sistema finanziario ombra ha registrato una forte crescita.
I numeri
Secondo gli ultimi dati della Bce gli attivi totali dello shadow banking nell’Eurozona hanno raggiunto a fine 2022 i 31.000 miliardi di euro, livello più che doppio rispetto al 2008. A preoccupare è soprattutto l’erogazione del credito da parte delle Nbfi, che ha ormai raggiunto il 26% del totale dei prestiti concessi alle imprese non finanziarie (contro il 15% di 14 anni prima).
I rischi potenziali che promanano da questo settore del mondo finanziario derivano proprio dal fatto di essere “in ombra”, ovvero in buona parte dei casi fuori dalla regolamentazione e dalla supervisione delle Autorità di Vigilanza (tranne assicurazioni e fondi pensione). Tanto che nelle ultime settimane che hanno fatto seguito alla crisi delle banche regionali Usa e poi del Credit Suisse, sia l’Fmi che l'Fsb si sono affrettati a richiedere un'accelerazione nei tempi di una più efficace regolamentazione per evitare che i rischi dello shadow banking vadano a contagiare - attraverso i vari canali di collegamento finanziario - il sistema bancario.
L’impatto del rialzo dei tassi
A far scattare l'allarme è stata l'impennata dei tassi di interesse, che potrebbe aver determinato o determinare l'insolvenza di alcuni operatori “ombra”. Con quali rischi? «In caso di stress gli operatori dello shadow banking non possono avere accesso, a differenza delle banche vigilate, alla liquidità di emergenza delle banche centrali - osservano gli analisti di S&P Global Ratings - e non è immaginabile che i Governi decidano di usare i soldi dei contribuenti per ricapitalizzare un player dello shadow banking che si trovi in difficoltà». Con la conseguenza che le Autorità «avrebbero limitate opzioni per mitigare i rischi di contagio al resto del sistema finanziario».



