Live Nation «ha gonfiato i prezzi dei concerti», la Giustizia Usa chiede lo spezzatino
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, un gruppo di 30 stati e Washington hanno fatto causa per sciogliere la società - Chiesta la vendita di Ticketmaster
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La Giustizia americana mette sotto accusa Live Nation, il gigante mondiale di concerti ed eventi dal vivo. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, un gruppo di 30 stati e Washington hanno fatto causa per sciogliere la società, sostenendo che la multinazionale e la sua divisione Ticketmaster, piattaforma internet che vende i biglietti, hanno gonfiato illegalmente i prezzi dei concerti e hanno danneggiato gli artisti.
Annuncio shock
«È ora di sciogliere Live Nation» ha affermato il procuratore generale degli Stati Uniti Merrick Garland. I fan dei concerti e i politici chiedono da anni un riesame dell’acquisto di Ticketmaster da parte di Live Nation, perfezionato nel 2010, soprattutto dopo che nel 2022 i fan di Taylor Swift erano rimasti in coda per ore per l’acquisto di biglietti. Più grave l’accusa di addebitare prezzi che i clienti ritengono troppo alti e commissioni per un servizio scadente. L’azione legale sottolinea l’approccio aggressivo che l’Antitrust americano ha adottato nel tentativo di creare maggiore concorrenza in una vasta gamma di settori, dal Big Tech alla sanità, fino ai generi alimentari.
Le accuse del procuratore
Live Nation «soffoca la concorrenza» ha detto Garland. «L’azienda si basa su una condotta illegale e anticoncorrenziale per esercitare il suo controllo monopolistico sul settore degli eventi dal vivo negli Stati Uniti a spese dei fan, degli artisti, dei piccoli promotori e degli operatori dei locali». Sotto il giogo di Live Nation, i musicisti hanno meno opportunità di esibirsi e i promotori più piccoli vengono esclusi. Sulla scia della tegola giudiziaria, le azioni di Live Nation perdono il 7% a metà seduta a Wall Street. Nella causa, il Dipartimento di Giustizia e gli Stati hanno chiesto al Tribunale di «ordinare la cessione, come minimo, di Ticketmaster, insieme a qualsiasi ulteriore misura necessaria per i danni anticoncorrenziali».
La risposta di Live Nation
Live Nation ha definito la causa una possibile «vittoria in termini di pubbliche relazioni per il Dipartimento di Giustizia a breve termine», ma ha affermato poi prevarrebbe in tribunale. La causa «non risolverà i problemi che preoccupano i fan relativi al prezzo dei biglietti, alle commissioni di servizio e all’accesso agli spettacoli più richiesti». La causa afferma che Live Nation gestisce direttamente più di 400 artisti musicali e controlla circa il 60% delle promozioni di concerti nelle principali città. Inoltre, la società possiede più di 265 sedi di concerti in Nord America e, attraverso Ticketmaster, controlla circa l’80% della biglietteria per gli eventi più grandi.
Il peso della politica
Nella dichiarazione presentata nel Distretto Sud di New York, il Dipartimento di Giustizia ha sostenuto che la «vasta portata» di Live Nation e Ticketmaster ha permesso loro di «inserirsi al centro e ai margini di praticamente ogni aspetto dell’ecosistema della musica dal vivo». La senatrice democratica Amy Klobuchar ha accolto con favore la causa, ma ha detto che il Congresso deve ancora intraprendere ulteriori azioni “per mettere i fan al primo posto” aumentando le vendite di biglietti e impedendo ai bot di acquistare blocchi di biglietti. I procuratori generali di New York, California, Florida e Texas si sono uniti alla causa del Dipartimento di Giustizia.

