Libra non verrà inoltre offerta in paesi messi al bando da Washington. Che le paure legate alle valute digitali non siano infondate lo rivelano oltretutto studi della University of Technology di Sidney: già oggi circa un quarto degli utenti di Bitcoin, e metà delle transazioni, riguardano attività illegali, per un totale di 76 miliardi d dollari l’anno. Senza contare furti da parte di pirati informatici che hanno generato un bottino da un miliardo di dollari nel 2018. Abbastanza da tenere alto l'allarme per l’arrivo su questa frontiera selvaggia di un protagonista del calibro di Facebook.
Le organizzazioni multilaterali
I ministri finanziari delle grandi potenze economiche del G7 nella loro ultima, recente riunione a Chantilly in Francia hanno lanciato un chiaro monito: la valuta digitale di Facebook non deve essere premessa prima che siano risolti “serie questioni di regolamentazione e sistemiche”. E dovrà rispettare “i più rigorosi standard” nelle normative finanziarie. Il meeting, sotto la presidenza della Francia, ha evidenziato i pericoli sui vantaggi per il momento: se ha ammesso che le criptovalute possono rendere l'universo dei pagamenti meno caro e più efficiente ai quattro angoli del pianeta, lo spettro oggi resta quello di rendere anzitutto il riciclaggio, i finanziamenti al terrorismo e di attacchi e instabilità per le grandi divise. Il ministro delle Finanza francese Bruno Le Maire, alla conclusione del consesso, ha paragonato l'avvento di Libra allo shock della nascita di un nuovo stato privato: “Non permetteremo che stati privati emergano con gli stessi privilegi di uno stato ma senza i dovuti controlli. La Bis ha fatto appello a azioni coordinate sui nuovi rischi posti da Facebook e da altre società tecnologiche per la finanza. La questione di fondo è che potrebbe nascere una nuova valuta globale non regolamentata.
La generale rivolta e la pioggia di prese di posizioni si spiega con la preoccupazione per un nuovo, potente e incontrollato strumento digitale. In grado, considerato il raggio d'azione globale di Facebook, di creare destabilizzazione e manipolazioni del sistema finanziario
Stati Uniti
La levata di scudi ha coinvolto dal Congresso, con entrambi i partiti, al Presidente alla Federal Reserve. Due giorni di audizioni in Parlamento con il responsabile di Libra - il vice-direttore David Marcus, uno di tre ufficiali co-inventori assieme al 26enne ingegnere Morgan Beller - si sono trasformati anzitutto in una piattaforma di lancio di attacchi con rarissimi difensori. Prima ancora delle audizioni, cinque leader del partito democratico, il più schierato, hanno proposto una “moratoria” che blocchi per ora la nascita di Libra. Anchi tra i ranghi repubblicani abbonda il nervosismo: “Libra è fondata su una tecnologia relativamente nuove e in evoluzione dve non è interamente chiaro come siano applicabili le leggi e regolamentazioni vigenti”, ha detto il chairman della Commissione bancaria del Senato, il conservatore Mike Capo.
Ancora più significativa è stata la dichiarazione del chairman della Fed Jerome Powell nella sua testimonianza semestrale al Congresso: “Non credo il progetto possa avanzare” se non verranno risolte tutte le incognite”. Powell ha confermato che è stato creato un gruppo di lavoro nella banca centrale che si sta coordinando con le altre banche centrali mondiali. Powell ha messo con semplicità in chiaro l'enormità della posta in gioco: “Facebook ha oltre due miliardi di utenti, quindi penso che per la prima volta esiste davvero la possibilità di una vasta adozione” per una valuta digitale. Di conseguenza i problemi “diventerebbero di importanza sistemica per il semplice fatto delle dimensioni di Facebook”.
Il presidente Donald Trump ha fatto sapere nei suoi tweet di “non essere un fan” di Libra e delle criptovalute, della loro scarsa “affidabilità. Ha prospettato che se Facebook vuol diventare una banca dovrà fare domanda per una simile autorizzazione, e il suo Ministro del Tesoro Steve Mnuchin ha sottolineato i rischi. Il Financial Stability Oversight Council, guidato dalla Fed, ha formato una squadra di lavoro sul tema.