Difesa

Leonardo resta osservato speciale con la guerra in Iran, Citi alza il target di prezzo

Nuovo obiettivo a 60 euro, dai 48,40 euro precedenti. «Stime aggiornate riflettono maggiori consegne Eurofighter». La casa d’affari conferma il giudizio Neutral

di Laura Bonadies

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Leonardo a Piazza Affari (FTSE MIB) poco sotto la parità, dopo aver messo a segno una buona performance alla vigilia, con l'acuirsi della guerra in Medio Oriente che in generale premia i titoli della difesa. Citi ha deciso di alzare il target price a 60 euro, dai 48,40 euro precedenti su Leonardo. La casa d’affari conferma il giudizio Neutral. Entrando nel dettaglio, a seguito dei risultati del 2025 e in vista dell’aggiornamento del Piano Industriale (il 12 marzo), «aggiorniamo le nostre previsioni di utile del 7-8%, aumentando la conversione di cassa a circa il 90%».

Secondo i borker, «le nostre stime aggiornate riflettono l’aumento delle consegne di Eurofighter, una crescita del 5% delle vendite nel segmento Elicotteri e lo sviluppo delle Aerostrutture grazie all’incremento delle consegne del 787. Prevediamo inoltre un Free Cash Flow (FCF) più elevato, sostenuto da maggiori anticipi da parte dei clienti sui flussi di ordini attesi, in un contesto di aumento della spesa europea per la difesa». Tra l'altro, Leonardo UK si è appena aggiudicata un contratto da 1 miliardo di sterline per la fornitura di nuovi elicotteri medi alla Royal Air Force britannica.

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L’aumento del prezzo obiettivo è «trainato da un incremento del 9% delle previsioni di medio termine, da una maggiore generazione di cassa attesa nel periodo 2025-2030 e dal valore temporale del denaro. Le nostre stime aggiornate riflettono l’aumento delle consegne di Eurofighter, una crescita del 5% delle vendite nel segmento Elicotteri e lo sviluppo delle Aerostrutture grazie all’incremento delle consegne del 787. Prevediamo inoltre un Free Cash Flow (FCF) più elevato, sostenuto da maggiori anticipi da parte dei clienti sui flussi di ordini attesi, in un contesto di aumento della spesa europea per la difesa», scrivono gli analisti in un report. Inoltre evidenziano che «la nostra valutazione è principalmente guidata dalla crescita dell’utile operativo e dalla conversione di cassa. Prevediamo un CAGR dell’utile di circa il 9% nel periodo 2026-2031, con una conversione di cassa intorno al 90%. Una variazione di 10 punti percentuali nella conversione di cassa incide sul fair value per circa 6 euro per azione, mentre una variazione dell’1% nella crescita dell’utile modifica il fair value di circa 2,5 euro per azione».

Gli analisti ritengono che il Cagr stimato di circa il 9% «sia ragionevole», considerando la prevista crescita a una cifra medio-alta dei budget di approvvigionamento nei principali mercati di Leonardo. Infine, sottolinea la casa d’affari, l’attuale prezzo dell’azione riflette un «Cagr dell’ebit 2030-2035 di circa il 9%, in linea con la crescita attesa dei budget per la difesa in Italia e nel Regno Unito, i principali mercati di Leonardo».

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