Leonardo, conti in crescita nel trimestre. Cingolani: «Ottimi risultati»
Si chiude con un forte incremento la trimestrale dell’ex Finmeccanica con cui il ceo si congeda dal gruppo. Forte balzo degli ordini che salgono del 31%, a quota 9 miliardi
di Celestina Dominelli
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L’adi di Leonardo, Roberto Cingolani, si congeda dal gruppo - al vertice del quale l’assemblea dei soci convocata per domani ufficializzerà l’avvicendamento con Lorenzo Mariani, attualme managing director di Mbda Italia, affiancato da Francesco Macrì alla presidenza - con una trimestrale in forte crescita, a conferma dell’ottimo stato di salute dell’azienda di Piazza Monte Grappa in cui spicca il balzo significativo degli ordini (a quota 9 miliardi, il 31% in più rispetto allo stesso periodo del 2025) con il portafoglio complessivo che sale a 56,8 miliardi (+23% sull’anno prima) e un book to bill - altra cartina di tornasole sulla redditività aziendale che quantifica il rapporto tra gli ordini ricevuti e il fatturato - di 2,0x.
L’andamento dei risultati
Quanto agli altri indicatori, i conti di questo primo scorcio d’anno si chiudono con un risultato netto adjusted in crescita di 184 milioni, in crescita del 60 per cento, un Ebita in rialzo del 33,2%, a 281 milioni con il Ros (l’indicatore che misura la redditività sulle vendite) che passa da 5,1 a 6,3% nei primi tre mesi di quest’anno. Salgono, poi, anche i ricavi che si attestano a 4,4 miliardi (+6,9%), grazie al sensibile aumento in tutti i settori di business, nonostante l’effetto cambio collegato alla controllata americana Leonardo Drs nel settore dell’Elettronica per la difesa (al netto del quale, va sottolineato, la percentuale di incremento è del 10%).
Migliora il free operating cash flow
Anche il free operating cash flow (Focf), negativo per 411 milioni, registra un miglioramento del 29% rispetto al primo trimestre del 2025 (quando l’asticella era negativa per 580 milioni) a riprova della bontà delle iniziative di rafforzamento della performance operativa e della gestione del circolante messo in campo dal management che hanno attenuato il consueto impatto stagionale degli assorbimenti di cassa che caratterizzano la prima parte dell’anno nella gestione delle aziende.
L’incidenza del deal Idv sull’indebitamento
Passando all’indebitamento, pari a 3,05 miliardi e incremento rispetto ai 2,1 miliardi del primo trimestre del 2025 (+43,5%, mentre a fine 2025 l’asticella si era attestata poco sopra il miliardo), a pesare è stato l’esborso sostenuto dal gruppo per acquisire il business di Iveco Defence Vehicles (Idv) per 1,6 miliardi, il restante 35% della società Gem Elettronica e del 100% di Enterprise Electronics Corporation (Eec), effettuata per il tramite della controllata Leonardo Us Corporation. Un’incidenza, spiega l’azienda nel comunicato diffuso prima dell’apertura di Piazza Affari, in parte attenuata dal positivo andamento del Focf.
Cingolani: ottimi risultati, confermano efficacia piano
Insomma, Cingolani lascia in “dote” al suo successore un’azienda solida e con numeri che, il ceo uscente, definisce «ottimi». Tutti i principali indicatori economico-finanziari, commenta il numero uno dell’ex Finmeccanica, «registrano significativi progressi, a conferma dell’efficacia delle azioni commerciali e operative poste in essere dal gruppo e della strategia tecnologica integrata alla base del piano industriale», aggiunge ancora il top manager che mette in fila ulteriori traguardi conseguiti di recente dall’azienda.


