Vinitaly

Le imprese del vino al Governo: bene le azioni di promozione ma resta il nodo del surplus produttivo

La premier Meloni a Verona: Governo a fianco di un settore straordinario. Il problema è come smaltire la produzione: in giacenza nel nostro Paese ci sono 55,9 milioni di ettolitri di vino

di Giorgio dell'Orefice

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«Siamo nella più straordinaria vetrina di una delle espressioni più incredibili del Made in Italy. Un settore che continua a darci enormi soddisfazioni con i suoi 14 miliardi l’anno di fatturato. Un comparto che, in situazione generale molto complessa, ha bisogno di essere sostenuto. Nell’ultimo decreto accise abbiamo previsto un credito d’imposta per il gasolio agricolo. Ma mi aspetto che anche il mondo del vino, consapevole della straordinarietà di quello che rappresenta, si dimostri più forte di tutte le difficoltà. Il Governo ne riconosce la forza, il valore, l’impegno e cammina a fianco del settore con tutti gli strumenti di cui dispone».
È un messaggio di vicinanza e di solidarietà, quello che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha voluto portare ieri al settore nella sua visita ufficiale al Vinitaly di Verona.

Giornate durante le quali si è percepita in maniera chiara la tensione per le incertezze internazionali da parte di un mondo produttivo fortemente proiettato sui mercati esteri. Le difficoltà sul fronte dei trasporti aerei ha già limitato gli arrivi di visitatori stranieri in fiera e preoccupa, non poco, i vigneros italiani abituati a decine di missioni all’estero l’anno. «Ho un aereo per gli Usa subito dopo Vinitaly – ha detto la produttrice di Amarone, Sabrina Tedeschi – partirò senza avere certezze su quanto potrò fare al rientro in Italia».

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Nell’ottica di rilanciare il settore ieri a Vinitaly si è tenuto il Tavolo di filiera dove sono stati illustrati i risultati della campagna di promozione istituzionale del vino varata dal ministero dell’Agricoltura. «Una campagna – ha commentato il vicepresidente di Federvini e coordinatore del tavolo di filiera, Piero Mastroberardino – che ha dato ottimi risultati. Siamo soddisfatti che, come annunciato dal ministro Lollobrigida, la campagna avrà ora una seconda fase».

Ma al tavolo si è discusso anche dei nodi del settore. «Bene le semplificazioni introdotte sui fondi per la promozione – hanno commentato Coldiretti e Filiera Italia – ma occorre ora rafforzare il sostegno con misure in grado di accompagnare le imprese in una fase complessa». «Sul fronte della promozione – ha aggiunto il presidente di Cia-Agricoltori italiani, Cristiano Fini - sono necessarie campagne dedicate per aprire nuovi mercati e un sostegno strutturale all’enoturismo, che contribuisce allo sviluppo delle aree rurali».

Tra i nodi c’è anche quello degli eccessi di produzione. Secondo i dati di Cantina Italia in Italia, al 31 marzo scorso vino, ci sono giacenze per 55,9 milioni di ettolitri. Un valore superiore alla produzione di una intera vendemmia.
«I surplus produttivi – ha commentato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – non riguardano solo l’Italia e vanno affrontati con misure anti crisi Ue, Interventi da finanziare senza intaccare i fondi Ocm diretti a sostenere la competitività delle imprese».

«Il tavolo di filiera – ha commentato il presidente dell’Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi - dovrebbe definire pacchetto di proposte per affrontare il tema con interventi come la riduzione delle rese e il blocco temporaneo delle autorizzazioni all’impianto. Siamo convinti che si debba al più presto adattare la produzione alla domanda».

«Sulla produzione di vino – ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – andiamo forse troppo bene se penso all’eccesso dell’offerta lamentato da alcuni operatori. Se alcuni prodotti non incontrano una domanda adeguata saranno gli stessi imprenditori a cambiare strategia. Sono le regole del mercato. Sono contrario all’idea di impiegare risorse pubbliche per tagliare la produzione».

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