La rivoluzione di Esprinet: focus sul noleggio di prodotti
Focus sul rendimento del capitale investito. La carenza di offerta informatica è un rischio, ma la società dice di poter gestire la situazione
di Vittorio Carlini
5' di lettura
Le ultime da Radiocor
Borsa: Milano (+2,2%) regina della settimana con rally Prysmian (+18,8%)
Intel: accordo con Apple per produzione chip, titolo vola a +15%
Delfin: per holding 'ricorso Basilico e' infondato, non incide su passaggio quote'
I punti chiave
5' di lettura
Da un lato aumentare la redditività per, tra le altre cose, incrementare il rendimento del capitale investito. Dall’altro, all’interno dell’evoluzione del modello di business, aumentare i ricavi generati dal noleggio di prodotti e servizi hi tech. Sono tra le priorità della strategia aziendale di Esprinet.
Il “Roce”
Già, la strategia aziendale. Il gruppo, attivo nella distribuzione B2B di Information technology (It) ed elettronica di consumo, da un po’ di tempo ha intrapreso la strada di aumentare il cosiddetto Return on capital employed (Roce). L’indicatore è costituto dal rapporto tra utile operativo (Ebit) e capitale investito. Ebbene: a fronte del fatto che sull’ottimizzazione del capital employed (il denominatore del rapporto) molto è stato fatto, la società punta soprattutto a proseguire il pressing per migliorare la redditività (il numeratore).
In tal senso un focus, trasversale a tutte le attività, è il programma di “customer satisfaction”. Cioè: la società si propone come un’azienda di alta qualità e punta, ad esempio attraverso servizi di consegna immediata, ad aumentare il livello di soddisfazione del cliente. Il tutto per potere, tra le altre cose, giustificare un listino con prezzi maggiori (in particolare nei cosiddetti prodotti a volume) e avere quindi una più alta marginalità. Si tratta di un programma che, ricorda il gruppo, nel primo trimestre del 2021 ha consentito ad Esprinet di aumentare le vendite nel segmento dei rivenditori It del 39% a fronte della crescita del 18% del mercato di riferimento.
Soluzioni avanzate
Ma non è solamente una questione di soddisfazione del cliente. Altra priorità, sempre per incrementare l’utile operativo, è l’espansione su due fronti caratterizzati da maggiori marginalità: le cosiddette “advanced solutions” e le nicchie di mercato. Le prime, in linea di massima, sono costituite da soluzioni tecnologiche complesse quali server, cloud computing, cyber security o immagazzinamento di dati. Il segmento, nel primo trimestre del 2021, ha generato 207,5 milioni di ricavi. Un dato che, nonostante il comparto di riferimento sia calato del 4%, rappresenta una crescita del 48% del giro d’affari. Insomma: i numeri segnalano l’impegno del gruppo sul fronte in oggetto. Uno sforzo che si concentra anche sull’incremento dell’attività di consulenza necessaria a fare funzionare queste soluzioni hi tech.
Il secondo fronte invece - le nicchie di mercato - comprende attività quali, ad esempio, la distribuzione di elettrodomestici ad incasso. Si tratta di business che, da un lato, consentono alla società di interloquire con nuovi tipi di clientela (ad esempio mobilieri); e che, dall’altro, garantiscono maggiore redditività.



