Lettera al risparmiatore

La rivoluzione di Esprinet: focus sul noleggio di prodotti

Focus sul rendimento del capitale investito. La carenza di offerta informatica è un rischio, ma la società dice di poter gestire la situazione

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Da un lato aumentare la redditività per, tra le altre cose, incrementare il rendimento del capitale investito. Dall’altro, all’interno dell’evoluzione del modello di business, aumentare i ricavi generati dal noleggio di prodotti e servizi hi tech. Sono tra le priorità della strategia aziendale di Esprinet.

Il “Roce”

Già, la strategia aziendale. Il gruppo, attivo nella distribuzione B2B di Information technology (It) ed elettronica di consumo, da un po’ di tempo ha intrapreso la strada di aumentare il cosiddetto Return on capital employed (Roce). L’indicatore è costituto dal rapporto tra utile operativo (Ebit) e capitale investito. Ebbene: a fronte del fatto che sull’ottimizzazione del capital employed (il denominatore del rapporto) molto è stato fatto, la società punta soprattutto a proseguire il pressing per migliorare la redditività (il numeratore).

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In tal senso un focus, trasversale a tutte le attività, è il programma di “customer satisfaction”. Cioè: la società si propone come un’azienda di alta qualità e punta, ad esempio attraverso servizi di consegna immediata, ad aumentare il livello di soddisfazione del cliente. Il tutto per potere, tra le altre cose, giustificare un listino con prezzi maggiori (in particolare nei cosiddetti prodotti a volume) e avere quindi una più alta marginalità. Si tratta di un programma che, ricorda il gruppo, nel primo trimestre del 2021 ha consentito ad Esprinet di aumentare le vendite nel segmento dei rivenditori It del 39% a fronte della crescita del 18% del mercato di riferimento.

Soluzioni avanzate

Ma non è solamente una questione di soddisfazione del cliente. Altra priorità, sempre per incrementare l’utile operativo, è l’espansione su due fronti caratterizzati da maggiori marginalità: le cosiddette “advanced solutions” e le nicchie di mercato. Le prime, in linea di massima, sono costituite da soluzioni tecnologiche complesse quali server, cloud computing, cyber security o immagazzinamento di dati. Il segmento, nel primo trimestre del 2021, ha generato 207,5 milioni di ricavi. Un dato che, nonostante il comparto di riferimento sia calato del 4%, rappresenta una crescita del 48% del giro d’affari. Insomma: i numeri segnalano l’impegno del gruppo sul fronte in oggetto. Uno sforzo che si concentra anche sull’incremento dell’attività di consulenza necessaria a fare funzionare queste soluzioni hi tech.

Il secondo fronte invece - le nicchie di mercato - comprende attività quali, ad esempio, la distribuzione di elettrodomestici ad incasso. Si tratta di business che, da un lato, consentono alla società di interloquire con nuovi tipi di clientela (ad esempio mobilieri); e che, dall’altro, garantiscono maggiore redditività.

TRIMESTRI A CONFRONTO

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Modello di business

Infine, al di là dell’outsoursing offerto a terzi ad esempio nella logistica, Esprinet ricerca più alte marginalità attraverso una nuova strategia. Quale? Il noleggio di prodotti e servizi tecnologici. Può pensarsi, in tal senso, all’ipotesi del cosiddetto cloud as a service. Le soluzioni hi tech, che restano di proprietà del produttore di tecnologia, sono proposte da Esprinet su una piattaforma online. Qui, da una parte, il cliente sceglie quella che più gli interessa, unitamente all’eventuale servizio di consulenza; e dall’altra, grazie alle partnership della stessa Esprinet con istituti finanziari, viene indicato il valore e la durata del contratto di noleggio. Il cliente a quel punto, sempre via Internet, potrà siglare (se interessato) il contratto. È chiaro che, in questo modo, la società raggiunge due obiettivi: il primo è quello di mantenere un legame con l’utente che, in una semplice vendita, sarebbe immediatamente interrotto. Il secondo è di avere, attraverso le rate del noleggio, un flusso di cassa garantito nel tempo.

RICAVI PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO

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Diversi trend

Insomma, tutto facile come bere un bicchiere d’acqua? La realtà è più complessa. Il risparmiatore sottolinea un aspetto. Nel primo trimestre del 2021 il Roce si è assestato (pre Ifrs 16) al 19,7%. Il valore è più alto del costo del capitale aziendale (circa 8%). Tuttavia si tratta di un dato molto inferiore a quello dell’ultimo trimestre del 2020 (25,1%). Il che induce a pensare possa esserci un qualche problema sul fronte della redditività. Esprinet rigetta l’obiezione. In primis, viene spiegato, i due numeri non sono confrontabili. Nell’ultimo quarter del 2020 il capitale investito, denominatore del rapporto, si è assestato su valori molto bassi per motivi non ricorrenti. Inoltre, dice sempre il gruppo, il primo trimestre dell’anno, a causa della stagionalità del business, è sempre stato inferiore a quello del quarter precedente. Quindi l’azienda, sul tema in oggetto, non vede particolari problemi.

Al di là di ciò, in ottica più generale, può tuttavia ulteriormente obiettarsi che sempre nel primo trimestre del 2021 è proseguita da parte della società la forte crescita delle vendite di Pc e smartphone. Cioè dei prodotti a minore marginalità. Il che, in prospettiva, costituisce un rischio rispetto alla strategia d’incremento della redditività. La società, pure consapevole della dinamica, di nuovo non condivide il timore. Esprinet afferma di avere semplicemente assecondato un trend di mercato legato anche, e soprattutto, alla pandemia. Adesso che, seppure tra molteplici difficoltà, la situazione pare migliorare la previsione è di una frenata (o fin’anche leggero calo) dei volumi di pc e smartphone nella seconda metà dell’anno. Un andamento che, però, dovrebbe essere più che controbilanciato dalla ripresa delle soluzioni a maggiore redditività. Non solo. Il gruppo ricorda che, anche durante il periodo in cui le vendite di portatili e telefoni sono molto aumentate, la marginalità consolidata è salita. L’Ebit margin del 2020, infatti, è stato dell’1,5% rispetto all’1,4% del 2019.

Fin qui alcune considerazioni sulle strategie aziendali. Il risparmiatore guarda tuttavia anche alle dinamiche del conto economico. Nel 2020 la società è stata contraddistinta da ricavi e redditività in aumento. Il fatturato ha raggiunto quota 4,49 miliardi (+14%) mentre l’utile netto è risultato in rialzo del 35%. La dinamica, a ben vedere, è proseguita nel primo trimestre dell’esercizio in corso. Tra inizio gennaio e fine marzo il giro d’affari si è assestato a 1,17 miliardi (+28%) e i profitti netti sono arrivati a 10,2 milioni. L’Ebit margin, dal canto suo, è risultato dell’1,42% (0,91% un anno prima).

LE AREE GEOGRAFICHE

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Le acquisizioni

A questo andamento al rialzo contribuisce anche l’espansione per linee esterne. Un’attività di M&A che, è l’indicazione, il gruppo intende proseguire. Esprinet è presente essenzialmente in tre mercati: Italia, Spagna e Portogallo. Ebbene la società, rispetto allo shopping, guarda con maggiore attenzione proprio al Paese lusitano. In Portogallo l’azienda ha una quota di mercato del 7-8%. L’obiettivo è arrivare ad una market share in linea con quella degli altri due Paesi. Cioè: intorno al 30%. In merito, invece, ai settori che possono maggiormente interessare devono citarsi le advanced solution, l’accessoristica e le nicchie di mercato (ad esempio gli elettrodomestici). Senza dimenticare, seppure lo shopping finora abbia riguardato soprattutto distributori B2B, realtà che permettano ad Esprinet di acquisire know how nei servizi e nella consulenza. Quest’ultimi, infatti, costituiscono il fil rouge che consente, oltre all’incremento della redditività, di vendere meglio i prodotti.

LE TIPOLOGIE DI CLIENTI

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Pandemia e filiere globali

Già, i prodotti. Su questo fronte il risparmiatore compie il seguente ragionamento. La pandemia ha messo in difficoltà le filiere globali di fornitura delle componenti anche, e soprattutto, di prodotti elettronici. Si tratta di una situazione che impatta lo sviluppo del business di Esprinet.In realtà, ribatte l’azienda, quello indicato è un non problema. È da febbraio del 2020, viene spiegato, che il gruppo opera in un contesto di scarsità di offerta. Ciononostante, dice sempre l’azienda, la società è stata in grado, aumentando le vendite, di gestire al meglio la situazione. Una dinamica che, anche grazie alla posizione di leader nell’Europa mediterranea, il gruppo afferma di poter sostenere nel tempo.

A fronte di ciò, quali allora le prospettive sul 2021?. Il gruppo, allo stato attuale, conferma le stime basate sullo scenario più conservativo. Vale a dire: ricavi a fine anno previste oltre 5 miliardi e l’Ebitda superiore a 80 milioni.

Per approfondire

L'andamento del titolo

L'analisi tecnica del titolo

L'analisi di Finlabo research

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