La strategia di LU-VE: più efficienza operativa per sostenere i margini
Strategia. Focus su aree quali Cina o Medio Oriente contro la debolezzaeconomica dell’Ue. Nuova fabbrica negli Usa. Titolo in calo nell’ultimo anno
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Da una parte l’espansione, anche con nuovi impianti, in mercati quali la Cina e il Medio Oriente. Dall’altra la ricerca di maggiori efficienze operative, sia nell’automazione dei processi che nell’approvvigionamento delle materie prime. Sono tra le priorità di LU-VE a sostegno del business.
Oggetto sociale
Già, il business. Il gruppo, sotto l’aspetto delle categorie di prodotto, divide i ricavi in tre aree. La prima è costituita dagli Scambiatori di calore (49,4% dei ricavi totali del 2023). Questi, in parole semplici, sono costituiti da un sistema che da un lato – grazie al passaggio di fluidi nei tubi di un componente (ad esempio CO2) – cede, o sottrae, calore all’ambiente; e che, dall’altro, costituisce una parte di un apparecchio più grande (ad esempio banchi refrigerati da supermercato). La seconda area, invece, è rappresentata dagli Apparecchi ventilati (46,2% del fatturato). Appannaggio di questa sono gli scambiatori di calore abbinati a ventilatori, i quali insieme arrivano a costituire apparecchiature a sé stanti. Infine, seppure residuale, c’è il terzo segmento: le Porte di vetro per, tra le altre cose, i banchi refrigerati (2,7% del giro d’affari nel 2023).
Efficienza operativa
Ebbene, tra le priorità – per l’appunto – c’è la ricerca di maggiori efficienze. Il gruppo ha realizzato, negli stabilimenti in Polonia ed India, dei progetti pilota che vengono via via estesi alla base produttiva. Così, nell’ambito degli Scambiatori di calore, può ricordarsi l’automazione della saldatura delle soluzioni con dimensioni inferiori a due metri. In futuro la volontà è arrivare ad operare anche su macchinari fino a quattro metri. Riguardo, invece, agli Apparecchi ventilati, nell’aprile prossimo verrà avviato l’uso di un nuovi sistema che, con particolari tipi di prodotti, consente la semplificazione e maggiore standardizzazione di varie fasi della produzione: dall’approvvigionamento al disegno fino alla stessa costruzione. I vantaggi? I tempi di realizzazione possono ridursi fino a quattro settimane. Insomma: l’impegno è rilevante, tanto che gli investimenti in conto capitale su questo fronte dovrebbero assestarsi nel 2024 intorno a 6 milioni (erano stati 3 milioni nel 2023).
Ma non è solo questione di processi realizzativi. LU-VE punta alla stessa riduzione dei costi riguardo alla fornitura delle materie prime. Ad oggi, rispetto a rame ed alluminio – che costituiscono le più importanti commodities sfruttate per realizzare i prodotti – l’approvvigionamento in Asia pesa intorno al 20%. L’obiettivo è aumentare l’incidenza fino a circa il 50%, riducendo così – è l’indicazione dell’azienda – il costo del venduto. Quegli oneri che peraltro dovrebbero calare – indica sempre LU-VE – anche grazie alla discesa dei prezzi dei componenti elettronici che finiscono nei suoi prodotti.
Internazionalizzazione
Fin qui il tema dell’efficientamento. Altra tessera nel puzzle della strategia di LU-VE, però, è la continua diversificazione geografica del business. Sotto questo aspetto va ricordato che, nella seconda metà del 2024, è prevista l’entrata in funzione della nuova struttura in Cina . Si tratta di un ampliamento della base produttiva di circa 18.000 Mt2 (intorno a 2 milioni l’investimento) che permetterà al gruppo di accelerare le vendite nel comparto degli Apparecchi ventilati. Anche a fronte di ciò il gruppo – che nel 2023 ha generato nell’ex Regno di Mezzo circa 18 milioni di fatturato – prevede che nell’esercizio in corso il giro d’affari di quel mercato possa salire del 10-15%. Dalla Cina al Medio Oriente. Un’altra area che, di recente, è diventata rilevante è la Penisola Araba. In particolare: Arabia Saudita e lo Stato degli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di due Paesi che dovrebbero, nel 2024, generare complessivamente un fatturato compreso tra 15 e 20 milioni . La cifra, però, non considera alcuni grandi progetti per i quali il gruppo è in gara e che riguardano la realizzazione di data center e giga factory. Nel momento in cui anche uno di questi vedesse la partecipazione di LU-VE – indica l’azienda – il fatturato dell’area in oggetto potrebbe, sul medio periodo, raddoppiare.



