Lettera al risparmiatore

La strategia di LU-VE: più efficienza operativa per sostenere i margini

Strategia. Focus su aree quali Cina o Medio Oriente contro la debolezzaeconomica dell’Ue. Nuova fabbrica negli Usa. Titolo in calo nell’ultimo anno

di Vittorio Carlini

LU-VE Group

6' di lettura

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Da una parte l’espansione, anche con nuovi impianti, in mercati quali la Cina e il Medio Oriente. Dall’altra la ricerca di maggiori efficienze operative, sia nell’automazione dei processi che nell’approvvigionamento delle materie prime. Sono tra le priorità di LU-VE a sostegno del business.

Oggetto sociale

Già, il business. Il gruppo, sotto l’aspetto delle categorie di prodotto, divide i ricavi in tre aree. La prima è costituita dagli Scambiatori di calore (49,4% dei ricavi totali del 2023). Questi, in parole semplici, sono costituiti da un sistema che da un lato – grazie al passaggio di fluidi nei tubi di un componente (ad esempio CO2) – cede, o sottrae, calore all’ambiente; e che, dall’altro, costituisce una parte di un apparecchio più grande (ad esempio banchi refrigerati da supermercato). La seconda area, invece, è rappresentata dagli Apparecchi ventilati (46,2% del fatturato). Appannaggio di questa sono gli scambiatori di calore abbinati a ventilatori, i quali insieme arrivano a costituire apparecchiature a sé stanti. Infine, seppure residuale, c’è il terzo segmento: le Porte di vetro per, tra le altre cose, i banchi refrigerati (2,7% del giro d’affari nel 2023).

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ESERCIZI A CONFRONTO

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Efficienza operativa

Ebbene, tra le priorità – per l’appunto – c’è la ricerca di maggiori efficienze. Il gruppo ha realizzato, negli stabilimenti in Polonia ed India, dei progetti pilota che vengono via via estesi alla base produttiva. Così, nell’ambito degli Scambiatori di calore, può ricordarsi l’automazione della saldatura delle soluzioni con dimensioni inferiori a due metri. In futuro la volontà è arrivare ad operare anche su macchinari fino a quattro metri. Riguardo, invece, agli Apparecchi ventilati, nell’aprile prossimo verrà avviato l’uso di un nuovi sistema che, con particolari tipi di prodotti, consente la semplificazione e maggiore standardizzazione di varie fasi della produzione: dall’approvvigionamento al disegno fino alla stessa costruzione. I vantaggi? I tempi di realizzazione possono ridursi fino a quattro settimane. Insomma: l’impegno è rilevante, tanto che gli investimenti in conto capitale su questo fronte dovrebbero assestarsi nel 2024 intorno a 6 milioni (erano stati 3 milioni nel 2023).

Ma non è solo questione di processi realizzativi. LU-VE punta alla stessa riduzione dei costi riguardo alla fornitura delle materie prime. Ad oggi, rispetto a rame ed alluminio – che costituiscono le più importanti commodities sfruttate per realizzare i prodotti – l’approvvigionamento in Asia pesa intorno al 20%. L’obiettivo è aumentare l’incidenza fino a circa il 50%, riducendo così – è l’indicazione dell’azienda – il costo del venduto. Quegli oneri che peraltro dovrebbero calare – indica sempre LU-VE – anche grazie alla discesa dei prezzi dei componenti elettronici che finiscono nei suoi prodotti.

Internazionalizzazione

Fin qui il tema dell’efficientamento. Altra tessera nel puzzle della strategia di LU-VE, però, è la continua diversificazione geografica del business. Sotto questo aspetto va ricordato che, nella seconda metà del 2024, è prevista l’entrata in funzione della nuova struttura in Cina . Si tratta di un ampliamento della base produttiva di circa 18.000 Mt2 (intorno a 2 milioni l’investimento) che permetterà al gruppo di accelerare le vendite nel comparto degli Apparecchi ventilati. Anche a fronte di ciò il gruppo – che nel 2023 ha generato nell’ex Regno di Mezzo circa 18 milioni di fatturato – prevede che nell’esercizio in corso il giro d’affari di quel mercato possa salire del 10-15%. Dalla Cina al Medio Oriente. Un’altra area che, di recente, è diventata rilevante è la Penisola Araba. In particolare: Arabia Saudita e lo Stato degli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di due Paesi che dovrebbero, nel 2024, generare complessivamente un fatturato compreso tra 15 e 20 milioni . La cifra, però, non considera alcuni grandi progetti per i quali il gruppo è in gara e che riguardano la realizzazione di data center e giga factory. Nel momento in cui anche uno di questi vedesse la partecipazione di LU-VE – indica l’azienda – il fatturato dell’area in oggetto potrebbe, sul medio periodo, raddoppiare.

RENDICONTO FINANZIARIO

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La frenata economica

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore ricorda la dinamica economica, soprattutto, dei mercati dell’Unione Europea. Qui, ad esempio, va rammentato che la Germania – primo Paese di esportazione del gruppo – attraversa un momento di difficoltà. Ebbene: all’interno di un simile scenario gli investimenti delle imprese possono venire limitati e, di conseguenza, può esserci la riduzione della domanda dei prodotti di LU-VE. Il gruppo, pure consapevole della situazione, dice di essere in grado di affrontare la questione. In primis, viene ricordato, grande parte dei clienti del mercato tedesco sono a loro volta esportatori. Quindi, non sono così influenzati dall’andamento dell’economia locale. Inoltre, aggiunge LU-VE, il gruppo ha realizzato da anni una diversificazione di prodotti e geografica. Il che, come mostrano ad esempio la crescita in Medio Oriente e le prospettive di espansione in Cina, limita il rischio legato al trend dei singoli mercati. Infine – indica l’azienda – nella stessa Europa, seppure ci siano Stati più deboli come la Germania, ce ne sono altri (come la Francia) che vanno bene. Ciò detto, però, non può scordarsi – rispetto al tema dell’internazionalizzazione – che il contesto globale è di una crescente frizione tra Occidente (soprattutto Stati Uniti) e Cina. Un contrasto che rischia di incidere negativamente sulle imprese occidentali nell’ex Regno di Mezzo, compresa LU-VE. L’azienda rigetta la preoccupazione. Dapprima perché, è l’indicazione, il gruppo non esporta direttamente verso Pechino e di conseguenza non rischia eventuali limitazioni simili a quelle viste nel mondo dei microprocessori. Inoltre perché, come mostra la recente espansione degli impianti, LU-VE è percepita positivamente dalle autorità locali. Infine perché, riguardo alla stessa attuale volatilità dell’economia di Pechino, la quota di mercato della società è ancora piccola. Con il che, conclude l’azienda, c’è ampio spazio per crescere.

RICAVI E PRODOTTI

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Tipologie di prodotto

Sennonché, il risparmiatore guarda agli stessi singoli tipi di prodotto. Gli Scambiatori di calore nel 2023 sono stati contraddistinti da ricavi in calo del 7,3%, anche in scia alla frenata delle pompe di calore. Un trend, quest’ultimo, che fa storcere il naso. LU-VE, riguardo alle “heat pumps”, ribatte da un lato che queste costituiscono una parte non cosi rilevante del business (circa il 10% dei ricavi); e, dall’altro, che più che un problema si tratta di un’opportunità la quale si ridimensiona. Un rallentamento che è legato alle recenti incertezze per i sussidi nel settore, nonostante il “REPowerEU Plan”. Ciò detto però, sottolinea la società, il processo di fondo a favore delle pompe di calore rimane e, quindi, ci sarà la ripresa del settore. Nel 2024 la società stima ricavi da “heat pumps” intorno a 50 milioni. Più in generale, e sempre riguardo all’esercizio in corso, il gruppo prevede che il settore degli Scambiatori di calore crescerà in termini di volumi, mentre – visto il calo dei prezzi delle materie prime – il fatturato potrebbe essere in linea. In incremento, al contrario, il mondo degli Apparecchi ventilati. Nel 2023 la tipologia di prodotti in oggetto ha generato 285,2 milioni di vendite, in aumento del 10,7% rispetto al 2022. Su questo fronte la società punta a proseguire, con macchinari che sfruttano fluidi naturali, la crescita nel mercato finale dei centri di logistica. Inoltre guarda con interesse al sempre più rilevante business dei data center. In tal senso, tra le altre cose, può sottolinearsi la ri-focalizzazione degli investimenti negli Stati Uniti. L’azienda stima esborsi di circa 20 milioni di dollari per una struttura che servirà proprio gli Apparecchi ventilati. Più in generale, alla fine del 2024, il segmento dei prodotto in oggetto è previsto in rialzo ad un’alta singola cifra percentuale.

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO

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A fronte di un simile contesto, quali allora le prospettive del business complessivo di LU-VE nel 2024? La società indica di aspettarsi il fatturato in leggero aumento; la redditività dal canto suo – anche grazie agli sforzi sull’efficientamento operativo e miglioramento nell’approvvigionamento – sarà contraddistinta da un incremento. Il rosso della Posizione finanziaria netta (Pfn), infine, è stimato calare ulteriormente. Il rapporto tra Pfn ed Ebitda, al 31/12/2023, si è assestato al livello di 1,6 volte. Alla fine dell’esercizio in corso l’indicatore è previsto indirizzarsi verso quota 1,2 al netto di eventuali operazioni di M&A.

FOCUS

Capitale circolante
Alla fine del 2023 il Capitale circolante netto è risultato di 103,6 milioni. Il dato vale il 16,7% dei ricavi. Nel 2022 il rapporto tra la voce contabile e il giro d’affari era stato del 17,9% mentre nel 2021 si era assestato a quota 14,4%

PER APPROFONDIRE

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica del titolo

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