La strategia di Equita: diversificare il business e più asset alternativi
L’istituto, unitamente alla crescita interna, punta a sfruttare la leva delle acquisizioni. Il rischio della frenata economica a seguito della guerra
di Vittorio Carlini
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I punti chiave
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Tra le molteplici tabelle di presentazione di un business plan spesso ce n’è una più significativa delle altre. Così è anche per il piano d’impresa 2022-2024 di Equita Group. Nel caso specifico è utile analizzare il grafico rappresentativo delle stime di crescita annua (Cagr) dei ricavi per le singole aree d’attività.
Ebbene il Cagr del Global Markets, tra il 2021 e il 2024, è stimato del 2-4%. Quello dell’Investment Banking tra l’8 e il 12% mentre l’incremento medio annuo atteso per l’Alternative asset management si assesta al 15-20%. In altre parole: sebbene in valore assoluto gli asset alternativi non sono quelli che contribuiscono maggiormente al rialzo del margine d’intermediazione (atteso oltre 110 milioni nel 2024), la divisione in oggetto è contraddistinta dalla più elevata accelerazione.
Alternative asset management
Già, accelerazione. Ma quali le mosse per centrare un simile obiettivo, anche di diversificazione del business? Prima di rispondere è utile ricordare il contenuto dell’Alternative asset management che, nel 2021, ha generato revenues per 11 milioni (+69% sul 2020). Qui Equita, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, ricomprende, da un lato, il co-sviluppo e gestione di prodotti per clienti istituzionali; e, dall’altro, il lancio e conseguente “management”, di soluzioni d’investimento in asset illiquidi.
Rispetto al primo fronte l’intenzione, nell’arco di piano, è di lanciare fino a 2 nuovi fondi. Di questi uno, in ipotesi, potrebbe vedere la luce finanche nella seconda metà del 2022. Con riferimento, invece, al mondo degli illiquidi il closing del secondo fund nel private debt è stato spostato a metà dell’esercizio in corso, ma con la capienza finale oltre 200 milioni. Inoltre un terzo fondo, sempre negli strumenti di debito di società non quotate, potrebbe vedere la luce ad inizio del 2024.
Non solo. Equita, all’interno del business plan, punta anche ad inserire (sempre negli asset illiquidi ed eventualmente sfruttando la leva dell’M&A) un’altra asset class. Il gruppo non fornisce indicazioni ma può pensarsi ad esempio all’immobiliare, agli Npl oppure al venture capital. Infine: i club deal. La volontà, sfruttando le sinerge con la stessa Equita K Finance, è realizzare qualche sindacato d’investimento. In particolare nell’ambito del private equity.


